LA STRANA STORIA DI PANDIONE RE DI ATENE

Ad Atene diviene Re Pandione I°, figlio di Re Erittonio, aveva la pelle a chiazze bianche e nere, probabilmente era tifoso Juventino ma sicuramente sembrava più vicino a un grande panda, Pandione appunto.

Ebbe quattro figli Procne, Filamela, Bute ed Eretteo.

Fu il primo Re di Atene ad avere questioni contro Tebe, inaugurando un lungo dissidio.

La storia di Pandione è però nota per una tragedia familiare degna delle moderne telenovelas; Tutto ebbe inizio per una disputa catastale con un certo Labdaco, che finì in armi.

Pandione non era molto sicuro di sé e pensò di farsi aiutare dal Re di Tracia, tale Tereo.

Costui lo aiutò ma volle in cambio come sposa una figlia, così Pandione gli fece vedere le sue due figlie e Tereo scelse Procne, portandola a casa sua.

Con lei fece anche un figlio di nome Iti.

Il marpione, però, aveva adocchiato anche l’altra figlia, Filomela, e non seppe resistere ai suoi istinti, perciò si recò ad Atene, raccontò la balla che Procne era morta e Filomela  si impietosì, concedendosi a lui in una folle nottata.

Altre fonti, per la verità, dicono che Tereo rapì Filomela e la violentò in una cascina di campagna ma lasciamo perdere.

In ogni caso, per evitare che questo fatto si venisse a sapere, Tereo mozzò la lingua alla fanciulla.

La tapina, persa la parola, si mise a lavorare a maglia e tesse un bel mantello, ricamando su di esso un messaggio in codice per la sorella.

Appena questa venne a conoscenza di quanto le era successo, uscì di testa, andò a prendere la sorella e si trasformò in una cuoca assatanata, prese il figlio avuto con l’odiato marito e lo fece cuocere, facendolo diventare un piatto prelibato per l’ignaro marito che se lo mangiò.

Quando Tereo fu informato, dopo aver vomitato per lunghe ore, iniziò a rincorrere le due donne, che giunte esanime vicino al mare, non sapendo più a che santo votarsi, chiesero agli Dei di trasformarle in uccelli.

Gli dei, tutto sommato, trovarono la richiesta idonea e romantica, perciò la accolsero, trasformando le due donne in rondine e usignolo mentre Tereo fu trasformato in Upupa.

In molti, e anche noi, si sono scorticati le meningi cercando di capire perché gli Dei trasformarono Tereo proprio in Upupa e non in canarino oppure in un falco… ma nessuno ne venne mai a capo.

Valli a capire ‘sti Dei dell’olimpo!

Tutto questo avvenne alla corte di Pandione che, poverino, dovette assistere a questa tragedia familiare senza poter intervenire.

Dal dolore ne morì.

GLI STRANI RE ASSIRI DEL XV sec a.C.

Nella prima metà del XV secolo a.C. assistiamo nel medio oriente e più precisamente presso gli Assiro-Babilonesi, ad un susseguirsi di regnanti a dir poco particolari le cui caratteristiche, in mancanza di notizie più dettagliate, lasciano spazio alla fantasia e il sorriso che inevitabilmente ci assale.

Nel 1480 a.C.  è Re dell’Assiria Enlil-nasir I°, conosciuto soprattutto per la sua “proboscide”, un naso particolarmente pronunciato che potrebbe essere la fonte ispiratrice di Collodi quando ha inventato Pinocchio.

Non sappiamo se anche lui fosse di legno ma sospettiamo che anche lui fosse abitudinario delle bugie, tanto che i suoi discorsi non venivano mai presi sul serio perchè poco attendibili.

Non ci risulta che si fosse maritato, con quel naso non attirava grandi consensi e soprattutto le donne di corte non si fidavano più di tanto, neppure dei complimenti, vista la facilità di dire bugie del soggetto.

Pare che morì a seguito di uno starnuto il cui contraccolpo gli fu fatale; Gli succede Nur-ili dall’aspetto normale ma dalla tendenza al ritardo sistematico, infatti il suo nome sembra significasse “non c’è mai lì”.

Anche nella autonoma Babilonia regnano soggetti quanto mai bizzarri come un certo Agum III, che lascia intendere che ci furono anche il primo e il secondo, soprannominato l’appiccicoso per il suo vizio di toccare tutti coloro con cui parlava e non si trattava di delicati approcci ma coinvolgenti abbracci per quanto imbarazzanti e untuosi per via del suo eccesso uso di gel che spargeva su tutto il corpo.

Si dice che morì a causa di una caduta, peraltro lieve e apparentemente innocua che però lo stese per terra e a causa del suo appiccicoso strato di gel finì per incollarsi al terreno e morire per asfissia.

Gli succedette nel 1465 a.C. Kadashman-Harbe I°, famoso erborista di Babilonia, omeopata radicale che impose a tutta la città l’uso delle erbe aromatiche e ogni altra specie di erba bandendo qualsiasi terapia alternativa, fu l’ossessione dei medici, l’apoteosi dei maghi ma, soprattutto, fece gioire gli spacciatori legalizzando le erbe di ogni genere, con lui la popolazione, si dice, era diventata più felice, meno ansiosa, magari un po’ sballata.

Naturalmente, per queste descrizioni, abbiamo utilizzato in larga misura le fonti che chiamiamo “anali” esasperando in modo fantasioso e divertente questo periodo della storia che, se non altro, vi fa conoscere certi personaggi che altrimenti rimarrebbero nell’oblio della storia.

TUTTI GLI UOMINI DELLA FARAONA

Nonostante quello che si possa pensare sulle notevoli capacità della faraona Hatshepsut, sia nel governare che nel gestire gli uomini di corte che la circondavano, non vi è dubbio che ella sapeva scegliere bene i suoi collaboratori e il suo successo era anche figlio della fedeltà, non si sa se spontaneamente o meno, che gli tributavano gli uomini e i collaboratori che la circondavano.

Dedichiamo un attimo a capire chi erano e cosa facevano tutti questi uomini della faraona, contando sul fatto che durante il suo regno ha potuto sceglierli e coltivarli senza che il vero faraone, messo in disparte e in ombra, potesse dire un solo “ma”.

Iniziamo dal più importante o perlomeno il più in vista e citato dalle cronache dell’epoca, il prode Senmut, talmente invasivo che te lo trovavi dappertutto, come il prezzemolo, aveva più incarichi lui di tutta una schiera di servi del palazzo.

Si dice fosse dotato di grandi capacità pur essendo di umili origini che ne fece un esempio di ascensore sociale da presentare al popolo che in verità lo considerava solo un gran ruffiano.

Senmut aveva innumerevoli incarichi soprattutto derivati dal fatto che era maggiordomo e precettore dell’unica figlia della faraona, Neferure, ma le malelingue dicevano che forse era qualcosa di più … le stesse malelingue che dicevano la stessa cosa anche al riguardo della faraona.

Ad ogni modo era anche il portavoce della faraona (sapeva anche imitarla) e il maggiordomo del palazzo reale e del tempio di Amon, nel senso che faceva le pulizie dappertutto ed era responsabile di tutti i lavori nel tempio, una sorta di capo manutentore e fu anche incaricato di erigere gli obelischi ordinati dalla faraona e di costruirne la sua tomba … poi ad un certo punto, muore Neferure e lui cadde in disgrazia, anzi di lui non si seppe più nulla, come al solito chi si avvicina di più al sole rischia di scottarsi e anche bruciarsi.

Altri soggetti fanno parte del pantheon della faraona, il grande sacerdote di Amon Hapuseneb, tra l’altro lontano parente, discendente dalla famosa madre Ahhotep e di nobile famiglia, non per via del padre Hapu che faceva solo il lettore durante le cerimonie religiose ma di suo nonno che fu il gran vizir di Thutmose I, perfino il fratello era famoso come ragioniere e guardiano del tesoro di Amon.

Ricordiamo anche il cancelliere Nehesy che sembra fosse il censore reale che cancellava ogni scritta sui muri d’Egitto qualora non fosse in linea con il volere della faraona e di tanto in tanto guidava spedizioni anche militari, forse punitive.

Il vicerè della Nubia Inebni, un tipo la cui più grande e unica qualità era la osservanza fedele del volere faraonico, poi ricordiamo il tesoriere personale della faraona, un certo Gehuty che aveva il suo gran daffare per far quadrare i conti di una faraona non certamente molto proba in fatto di finanze.

La lista comprende anche il Vizir Useramon e il maggiordomo privato, il veterano Amenhotep che aveva un nome faraonico e alla Faraona piaceva un sacco dare degli ordini assurdi ad uno che portava il nome di un faraone, la faceva sentire superiore.

Attorniata da tutti questi uomini la faraona governava gestendo sapientemente le personalità e le debolezze dei suoi fidi che solo lei era in grado di gestire e apprezzare, infatti quando morì furono tutti sostituiti, forse perchè fedeli o forse perchè incapaci.

HATSHEPSUT UNA DONNA AL POTERE

Anche l’antico Egitto ha la sua “quota rosa”, per la prima volta diviene faraone una donna.

All’età di dodici anni, quando il padre morì, gli toccò sposare il fratellastro per consentirgli di regnare e questo non gli andò proprio giù perché era lei la vera erede al trono.

Alla morte del fratellastro dovette fare la reggente al figliastro di suo marito, avuto con la seconda moglie, una ulteriore umiliazione che non seppe sopportare.

Gradualmente, senza scossoni né colpi di mano, cioè con la fredda intelligenza di chi ha davvero il senso del potere, nell’arco di sette anni passò dalla condizione di reggente a quella di faraone insediato formalmente con il crisma dell’ufficialità.

Una donna in carriera, anzi dalla sfolgorante carriera.

Per farsi nominare Faraona dovette escogitare un trucco, inscenando la commedia della sua nascita divina ad opera di Amon-Ra, grande dio del sole che con i suoi raggi illuminanti come un alieno aveva reso feconda la madre, gli credevano in pochi ma sottovoce la maggioranza era scettica se non addirittura ironica.

Comunque per tagliare la testa al toro, e si sa quanto il toro era adulato da queste parti, ella iniziò a farsi vedere in pubblico con vesti da uomo e un po’ dimessa, nonchè rozza e con la tipica barbetta del faraone, posticcia naturalmente, ma assai scenica, evidentemente questo era l’immaginario del maschio faraone che era nella tradizione visiva del periodo che non andava a beneficio dei precedenti Faraoni ma che era distintivo inequivocabile della figura del potente ma rozzo Faraone.

In realtà era una bellissima donna!

Di lei si parla molto, un’infinità di gossip ed è per questo che rimane nella memoria dell’antico Egitto come la più grande… Faraona e prima donna al potere.

Delle sue gesta, peraltro innumerevoli, si ricordano le leggi sull’edilizia, che la fanno passare per una “palazzinara” e sulla apertura delle frontiere che dà il via ad un periodo di libero scambio commerciale, molto florido.

Fra le altre cose, bizzarre, va ricordato un viaggio nel paese di Punt, vicino a Mes, dove era noto un grande outlet.

La faraona tornò a casa piena di acquisti, peraltro costosissimi, di oggetti d’ebano, zanne di elefante e incenso; di quest’ultimo ne divenne pazza e da allora ne fece un uso spropositato che faceva anche un poco sballare la corte a palazzo.

Fu così tanto amata che quando morì e, finalmente, salì al trono il figliastro, furono cancellate tutte le sue effigi e le sue tracce, per tentare di annullarne la memoria.

Se oggi ne stiamo ancora parlando ciò può voler dire due cose; l’operazione annullamento della memoria è fallita, oppure la faraona ne ha fatte talmente tante che divenne indimenticabile.

LA LEGGENDA DI ERITTONIO RE DI ATENE

Ritorniamo ad Atene per raccontarVi dell’insediamento del nuovo Re: Erittonio, secondo calcoli e notizie che non vogliamo mettere in discussione egli fu il quarto Re di Atene.

Di questo Re potremmo riassumervi il racconto della sua nascita, così come viene riportato dai testi legittimi, infatti, leggendolo, capirete che non servono altre interpretazioni, basta e avanza così com’è per farci dei buoni e naturali sorrisi.

LE ORIGINI DI UN RE

Efesto (il padre) venne colto dal desiderio di possedere la Dea Atena (birbante), un modo erudito di dire che non riusciva a trattenersi.

La Dea oppose una fortissima resistenza al Dio intraprendente, in altri tempi sarebbe stato punito e messo alla gogna mediatica quantomeno come molestatore e stalker ma noi non sappiamo se vi furono conseguenze, però ci sussurranno, altri racconti che in realtà Efesto non riuscì ad ottenere l’erezione.

Le leggende, sul fatto specifico, concordano che l’assalto del Dio non venne coronato da un coito, ma che Efesto eiaculò sulla coscia della Dea … ma dai …. Ma che razza di immagini sono, altro che leggenda sembra un film di Tinto Bras.

La Dea Atena raccolse il seme del Dio, utilizzando un fiocco di lana e lo lanciò per terra, ovvero, inorridita, cercò in fretta e furia di lavarsi.

A causa di questo gesto la Terra divenne gravida (!) e da questa gravidanza nacque Erittonio, cioè il nostro quarto Re di Atene che con questo antefatto non viene coperto da un grande onore; certo che se stavano più attenti si potevano evitare tanti casini.

Questo poveraccio rispecchiava l’aspetto deforme del padre: aveva infatti due serpenti al posto delle gambe.

Ora è chiaro perché Atena non ci stava!

Atena ne ebbe pietà, lo raccolse, e lo nascose in una cesta, la chiuse e la affidò alle figlie di Cecrope, ovvero Aglauro, Pandroso e Erse imponendo loro di non aprirla.

Le fanciulle, curiose, disobbedirono e la Dea, per punizione, le spinse a gettarsi dalla rocca di Atene.

L’unica ad essere risparmiata fu Pandroso, che aveva distolto all’ultimo momento lo sguardo.

Secondo un’altra versione del mito, le fanciulle, alla vista delle mostruosità del bambino, fuggirono spaventate e precipitarono dalle mura, poi Atena se ne prese il merito davanti al consesso olimpico.

Successivamente, una volta uscito dalla cesta, crebbe e fece carriera, così Erittonio divenne il quarto Re di Atene e per nascondere le sue gambe serpentiformi si serviva di un particolare cocchio di sua invenzione.

Questi antichi Greci se le andavano proprio a cercare e speriamo che il prossimo Re sia un po’ più normale!

IL GRACILE FARAONE THUTMOSE II°

Figlio di Thutmose I° e dell’amante del padre Mutnofret, nascosto dalla madre dopo che furono fatti eliminare gli altri due figli maggiori avuti con il faraone in modo non molto legittimo, un rapporto scoperto dalla moglie del faraone che, invece, voleva assicurare la discendenza alle sue figlie naturali.

Dopo la morte dei due fratelli maggiori, Amenmose e Wadjmose Probabilmente avrebbe fatto la stessa fine ma si salvò perchè, soprattutto, riuscì ad ammaliare con il suo fascino, peraltro discutibile, e sposare una delle figlie legittime del padre nonché vera erede al trono, ovvero Hatshepsut … almeno così ce la raccontano.

Tutta questa storia degna di una telenovela sembrerebbe frutto di una condizionata fantasia, ma la verità è che nei palazzi del faraone ne succedevano di tutti i colori e occorreva guardarsi le spalle … uno stress che comportava una vita piena di sospetti e intrighi e non stupisce che i faraoni di questo periodo avevano vita breve e pensiamo anche poco felice.

Ciò non riguardava le donne del faraone che, nel frattempo, diventavano sempre più potenti, ciniche, furbe e incredibilmente abili … sulla bellezza lascerei degli spazi di dubbiosa riflessione soprattutto dopo aver visto certe mummie.

Tornando al nostro faraone, egli era impegnato dalle pieghe dei sospetti ma aveva anche un senso morale particolare che non gli permetteva di fare sesso con la moglie che, fra l’altro, era anche la sua sorellastra … i maligni dicono che in realtà lui ci tentava spesso ma era lei che si dissociava.

Perciò egli preferì avere anche un’altra donna, una concubina di nome Aset, con cui fare sesso senza problemi e con la quale ebbe il futuro erede al trono con grande rabbia della moglie.

In realtà egli era gracilino, con una infinità di acciacchi e dal corpo tutt’altro che prestante, ma dovette comunque partecipare a delle spedizioni militari, in parte perchè era meglio stare lontani dalla moglie e in parte perchè era lei che gli ordinava di andarsene in missione così da poter fare i suoi comodi a palazzo.

Per quanto riguarda le sue imprese, sappiamo che dovette affrontare una rivolta nella Nubia, dove preferì inviare il viceré Seni, un tipo dal petto molto sviluppato.

Nonostante tutto regnarono e si sopportarono insieme per ben 14 anni dopo i quali egli morì, non aveva ancora compiuto trent’anni e non si sà cosa gli possa essere successo perchè su questo punto le fonti latitano in modo sospetto, lasciando spazio all’idea che centrasse, in qualche modo, la regina.

Prima di morire, però, fece in tempo a fare un gran brutto scherzo alla moglie, nominò come suo erede il figlio illegittimo, che con molta fantasia aveva chiamato anche lui Thutmose e ciò avrà molte conseguenze sugli eventi futuri anche perchè Hatshepsut, imbufalita, ebbe una figlia di nome Neferura che se tanto ci dà tanto difficilmente era figlia del faraone, ed era determinata a far valere la legittimità della sua discendenza.

….. ma di queste vicende vi narreremo la prossima volta …

IL MONDO INTORNO AL 1500 a.C.

Sgomitando intensamente la storia dell’umanità raggiunge il 1500 a.C. e sebbene, dalle nostre parti si è soliti soffermarci ampiamente nel raccontare ciò che avveniva in una ristretta cerchia di popoli, anche altrove i passi focosi dell’umanità lasciavano alcuni segni.

Con questo breve intermezzo vogliamo che non ve ne dimenticaste anche se, per la verità, non ci sono cose così importanti da sapere.

Notizie brevi

Nel vicino oriente nacque un regno strano, la cui popolazione diceva ”hip hip urrah” per ogni cosa e perciò venne chiamata Hurrita.

Il regno, detto dei Mitanni perché aveva una percentuale di mitomani oltre la media mondiale, ebbe come primo Re un certo Barattarna, noto commerciante del luogo dedito, con successo, al baratto; da quelle parti, fra l’altro, fa la comparsa il primo completo alfabeto (alla buonora).

Oltre al regno dei mitomani, nasce anche una confederazione fra i regni Hayasa e Azzi; soprattutto quest’ultimo desta la nostra curiosità per le notizie spesso censurate arrivate fino a noi.

Chissà quali particolarità celavano questi abitanti di Azzi; qualcuno sussurra che vi erano solo uomini e si confederarono con Hayasa perché lì vi erano solo donne, altri pensano che furono le abitanti di Hayasa che erano attratte dagli … abitanti di Azzi.

Intanto in Iran si insediano i Medi, e questo evento non va collegato direttamente con la notizia precedente, ma piuttosto si segnala una popolazione assolutamente insipida, né alta né bassa, né grassa né magra, né intelligente né troglodita…. Insomma Media.

Anche in Italia compare una popolazione simile che non si caratterizza con nulla e per questo viene chiamata gente Camuna.

In Cina la produzione di vasellame diventa abnorme e nonostante il tentativo di esportare nel mondo l’eccesso di produzione, il fenomeno divenne una bolla speculativa che scoppiò all’epoca dei Shang, facendo chiudere diverse fabbriche e procurando una grave crisi nel regno.

In Birmania si fanno sentire i Mon, popolazione dedita a guardare la luna di notte e per conseguenza a dormire di giorno… se ne deduce che non lavorassero mai.

In messico compaiono i  Zapotechi, contadini dediti a zappare la terra.

Nel 1499 a.C. diventa Re di babilonia un certo Kashtiliash III, uomo molto casto che non si sposò e non diede eredi, raro esempio in una città come Babilonia.

Così nel 1496 a.C. andò al potere in Babilonia un certo Ulanburiash, di origine milanese e dal carattere borioso, per darsi delle arie conquista il paese del mare, che in realtà è una colonia marina composta da una ventina di ombrelloni e un piccolo angolo ristoro.

Intanto nel 1497 a.C. ad Atene diviene re Anfizione, dopo aver esiliato il suocero portoghese, egli si erge a eroe, pur continuando a dichiarare che egli non aveva alcuna ambizione, che fa rima con Anfizione… o forse sono la stessa cosa… chissà!

QUEL BELLIMBUSTO DI THUTMOSE I°

Uno dei faraoni più famosi la cui descrizione potrebbe essere riassunta in … bellimbusto arrivista, nullatenente ma evidentemente affascinante; considerazioni che si fanno a seguito della scoperta del nome della madre, tale Senseneb, che dal nome ha tutta l’aria di donna sensuale se non peggio se si dà retta alle malelingue.

In ogni caso tale ragazzetto aveva doti non comuni e riuscì ad ammaliare la figlia del faraone Amenhotep e alla sua morte succedergli sul trono, fu vero amore? …

Sappiamo con certezza che la coppia ebbe due figlie: Hatshepsut e sua sorella Neferubity, quest’ultima si vocifera essere cleptomane.

Inoltre, ebbe anche tre maschi, Wadjmose e Amenmose oltre ad un terzo il cui nome è per ora sconosciuto e nascosto dalla stessa madre, probabilmente tutti nati da una amante segreta del faraone di nome Mutnofret, così chiamata perchè era muta e non aveva fretta di regolarizzare la sua posizione oppure, forse, perchè gli avevano tagliato la lingua per non farla parlare.

Nonostante gli esperti non abbiano prove, sappiamo che questa relazione fu scoperta dalla moglie del faraone, la quale fece uccidere i due figli maschi per consentire alle proprie figlie di ereditare il trono, confermando la tradizione che vuole le mogli dei faraone piuttosto ciniche e violente nonchè alquanto determinate quando si tratta di orchestrare trame di potere.

Di lui e delle sue gesta si ha notiziaa causa del suo vizio di non lavarsi i denti, infatti si ricorda il faccia a faccia con il Re nubiano, che sconfisse alitandogli addosso, portando, ancora puzzolente, il corpo del nemico appeso alla prua della sua nave fino alla capitale; da quel giorno più nessuno osò avvicinarlo, ed egli ne approfittò, cavalcando e conquistando tutti i territori fino all’Eufrate senza nessuna resistenza.

Si dice che avesse allargato il suo regno come nessun altro… e visto come sono andate le cose, probabilmente vi erano delle valide ragioni per sostenerlo.

Un mistero avvolge la sua sepoltura perchè pare che si fece fare due tombe per poi non usarne nemmeno una in quanto la sua mummia fu trovata in un altro nascondiglio … qualcosa non torna ma si sà che di misteri nell’antico Egitto ce ne sono tanti.

I PRIMI RE DI ATENE

Dopo il leggendario Cecrope, Atene continua il suo percorso all’insegna della leggenda, così anche il suo secondo Re, di nome Cranao, riserva la sua bella favola.

Per la verità, Cranao, era figlio di Cecrope, primo Re di Atene, almeno così si dice, considerato il nome si suppone sia stato il frutto di un rapporto clandestino con una concubina di origini portoghesi.

Cranao ebbe una figlia, Tale Attide che sposò un bellimbusto di famiglia aristocratica di nome Anfizione che ambiva al trono e non gli importava nulla di Attide la quale, infatti, secondo alcuni, sarebbe morta giovane e vergine, chissà magari era anche bruttina.

Quando Anfizione scoprì che suo suocero non era Greco e che pertanto era un immigrato clandestino, lo fece bandire dalla città rimandandolo nel suo paese e prendendo il suo posto sul trono.

Anfizione, che aveva problemi urinari … , sposò in seconde nozze un’altra donna perchè nonostante il suo problemino voleva avere eredi e con essa ebbe un figlio che venne chiamato Itono per via di un problema alle corde vocali; Impresentabile come erede al trono, così, si dice, ne ebbe un altro, chiamato Fisco … con quel nome il popolo non ne fu entusiasta, sarà un caso, ma di questo figlio non se ne ebbero più notizie.

Anfizione proveniva da una famiglia famosa di Atene e dalle origini mitiche; egli era figlio di Deucalione, un dio c…… (figlio di Titano) e Pirra (figlia di Panettone o Pandora …) ovvero niente di meno che la mitica famiglia del Noè Greco.

Si narra infatti che Zeus, il capo dell’olimpo, si era stufato della stirpe umana che non gli dava più retta e perciò fece arrivare un diluvio per spazzare via tutti (l’elemento diluvio sembra essere il più gettonato dal cielo per resettare la specie umana), tranne Deucalione e Pirra perché erano raccomandati dai  loro genitori, nonché Dei.

Disse Zeus a Deucalione: “costruisci un’arca e portaci tua moglie… così ti salverai”, Deucalione cercò di discutere le condizioni, in quanto le cose con la moglie non andavano molto bene mentre con altre si andava alla grande … ma su questo punto Zeus fu inflessibile e anche quando chiese se poteva portare almeno qualche animale … peraltro richiesta ambigua se formulata dopo la prima, Zeus lo guardò storto e gli disse di mettersi al lavoro.

Costruita l’archetta, dopo nove giorni di tempesta, Zeus mandò una raccomandata per complimentarsi, dandogli la possibilità di esprimere un desiderio.

Questo rispose che volevano sco…. ncepire, allora Zeus disse loro che erano dei depravati, in fondo erano solo nove giorni che stavano sull’arca, ma acconsentì perché in fondo era un buono.

Così i due si diedero alla pazza gioia e il mondo si ripopolò.

Ma tornando ad Anfizione egli regnò circa 10 o 12 anni e si narra che durante il suo regno ebbe la visita dell’illustre Dio Dionisio, esperto enologo e sommelier dell’olimpo che gli insegnò la tecnica della sofisticazione del vino diluendolo con le giuste dosi di acqua … e si sà, Dionisio di queste cose se ne intendeva … così andavano le cose nei primi anni della mitica Atene.

IL FARAONE AMENHOTEP I° IL PALAZZINARO

Qualcuno lo chiama anche Amenofi I° generando un certo disorientamento fra coloro che cercano di capirci qualcosa nella intricata ragnatela delle successioni dei faraoni.

In ogni caso era figlio, non primogenito, di Ahmose e di Nefertari, non è ben chiaro perchè pur non essendo primogenito era stato nominato faraone, il sospetto è che gli altri figli della coppia reale non erano dei fulmini oppure non era certa la discendenza dal faraone, infatti, la Regina Nefertari aveva una sua “attività sociale” ben nota e sostenuta.

Ebbe come moglie Merytamon, ovvero la donna che meritava più di ogni altra tale onore, dove il merito stava molto probabilmente nella avvenenza della ragazza che, possiamo supporre, aveva superato di gran lunga le avversarie al trono, magari durante una vera e propria gara, tipo miss faraona; Ella era talmente osannata che assunse ogni tipo di incarico e veniva chiamata in ogni dove con titoli diversi e roboanti.

Peraltro il popolo la chiamava anche Grande sposa reale, forse per la sua innaturale altezza? oppure viene ricordata e indicata come Figlia del Re, (per carità a quel tempo tutto era possibile) oppure sorella del Re, che già può generare confusione e anche malelingue… insomma un gran casino.

Amenhotep fu un grande costruttore edile e grazie alla sua mania “cementificatrice” riempì l’Egitto di costruzioni, in modo particolare nelle città una volta regnate dagli Hyksos, per attrarre la benevolenza degli abitanti.

Questa grande attività edilizia comportò la riapertura delle cave che causò un ulteriore colpo e  l’inimicizia degli ambientalisti.

Viene anche attribuito a questo sovrano la costruzione del primo villaggio destinato ad ospitare gli operai specializzati nella realizzazione della tomba reale, poi preso a modello da numerose ideologie dell’era industriale, nonché  antenato dei quartieri dormitori delle nostre metropoli.

Fra le sue gesta, i suoi biografi, non necessariamente liberi pensatori, riportano un successo contro gli acerrimi nemici Nubiani che avevano appoggiato gli Hyksos e che erano comandati da un certo Troglodita, probabilmente di nome e di fatto, la cui cattura avvenne direttamente dal faraone che si incuneò nel bel mezzo dell’esercito avversario e lo catturò … il fatto lascia perplessi e con tanti interrogativi ma lasciamo che la fantasia di ognuno di voi costruisca nella propria mente le modalità di questa impresa.