ARNUWANDA II E L’IMMUNITA’ DEGLI HITTITI

Vale la pena soffermarsi, a questo punto, di quanto stava accadendo nel regno dei pescivendoli Ittiti dopo che il grande Re e imperatore Suppiluliuma, nonostante si sentisse un Dio, fece la fine di tutti gli umani.

Lo sgomento e la sorpresa da parte del popolo fu immensa ma durò i classici 3 giorni dopo i quali, si sa, il pesce puzza.

Abbiamo il sospetto che è per questa tradizione che per secoli i morti venivano seppelliti entro i 3 giorni dalla dipartita.

Ad ogni modo nel 1322 a.C. Arnuwanda II, figlio di Suppiluliuma I divenne re.

Tale circostanza accadde a seguito di un fatto assai raro per questo popolo, infatti il vecchio Re morì a causa di una malattia portata dai prigionieri egiziani, causa già di per sè assai disdicevole, infatti tali prigionieri egiziani, chiamati in modo volgare e spregevole con il nome di “polli”, portarono un virus mortale, novello aviaria, nel campo dei pesci.

Normalmente accadeva il contrario, erano i pescivendoli che con il loro tanfo attaccavano malattie mortali ai nemici.

Lo stesso Arnuwanda si ammalò ma superò la crisi e insieme a suo fratello, Mursili II, anch’egli sopravvissuto e suo successore, riportarono l’ordine nel regno.

Non sappiamo se questo avvenne attraverso l’abbattimento dei polli infetti oppure attraverso una sorta di immunità di gregge che essendo più somiglianti ai pesci, loro la chiamavano immunità di banco.

Arnuwanda, assolutamente rispettoso e ligio alle tradizioni, con quel nome non poteva che comportarsi con modalità affemminate e qualcuno sospetta che forse era davvero una donna.

Nel combattere e vincere contro la perfida malattia che imperversava nel medioriente finirono per guarire anche personalità illustri di altri popoli accrescendo in questo modo la loro popolarità presso i popoli vicini e di conseguenza l’astio verso gli egiziani.

Diedero, in questa fase, anche asilo politico ad alcuni Re come Manapa-tharunta, un Re anatolico che guarito tornò leader nel suo paese.

Fu così che la loro influenza sul territorio divenne ancora più pesante facendo continuare il periodo di grande splendore dell’impero Ittita.

AY IL FARAONE DAL NOME PIU’ CORTO DELLA STORIA

Questo faraone che succede al trono dopo lo sfortunato regno di Tutankhamon è un esempio ancora oggi fulgido del potere burocratico di uno stato.

Egli, infatti, non è di sangue reale ed è presente nel palazzo della burocrazia già da diverso tempo con diversi incarichi, fra i quali ricordiamo: portatore del flabello alla destra di sua maestà, incarico di grande responsabilità perché se avesse fatto cadere il flabello sul faraone sarebbe stato un dramma; capo di tutti i cavalli del re, come se anche lui in qualche misura poteva assomigliare ad un cavallo; primo degli scribi di sua maestà, ovvero lo stenografo.

Insomma una specie di tuttofare burocratico a cui tutti i faraoni si rivolgevano e dandogli una sberla gli ordinavano qualcosa.

Da questo viene il nome Ay, dal fatto che ad ogni sberla egli così rispondeva.

Nel 1325 a.C. visto la latitanza di persone regali presenti alla morte del giovane faraone Tutankhamon, la persona più potente presente risultò proprio lui, ormai settantenne ma all’apice della carriera.

Governò poco tempo, soli 4 anni e il suo successore si affrettò a cancellarne ogni traccia del suo passaggio pensando di evitare che il disonore calasse sulla gloriosa storia della stirpe dei faraoni.

Considerato come un incidente di percorso ma soprattutto un errore imperdonabile della storia, ogni volta che qualcuno, a corte, si faceva male e urlava Ay, gli sguardi scandalizzati dei presenti fulminavano il malcapitato, tanto che fu stabilito per legge che a fronte di un dolore improvviso si poteva, anzi, di doveva urlare ohio e non più Ay.

HITTITI-EGIZI: IL ZANNANZA AFFAIRE

Ci fu un tempo, anzi per parecchi decenni, che il mondo antico mediterraneo era diviso fra due grandi potenze, gli Hittiti e gli Egizi.

Il confronto fra lor era assai aspro senza esclusioni di colpi ma ebbe anche molti risvolti oscuri e retroscena diplomatici che nulla hanno da invidiare con le misteriose trame del mondo attuale.

Vi vogliamo raccontare uno dei fatti più imprevedibili che accaddero nei rapporti fra queste due potenze.

Fra gli Hittiti governava il Re Suppiluliuma che aveva espanso l’influenza Hittita facendola diventare un impero.

Dall’altra i faraoni Egizi che con la morte prematura del mitico faraone Tutankhamon aveva lasciato la regina Anckhesenamon vedova e senza eredi.

Un giorno il Re Hittita ricevette una lettera inaspettata e incredibilmente strana da parte della regina Egizia, anche allora prima di dare spazio a letture dubbie si cercava di controllarne la veridicità della provenienza, eppure stavolta tutta la sorpresa sembrava fosse essere confermata.

Nella lettera la regina Egizia si rivolge all’odiato Re avversario per implorarlo a dargli uno dei suoi figli in sposo, visto che lui ne aveva tanti mentre lei era rimasta vedova e non aveva figli e i grandi sacerdoti la stavano pressando per scegliere il nuovo faraone altrimenti ci avrebbero pensato loro.

Evidentemente la regina non gradiva i pretendenti che gli stavano attorno e si sentiva assediata dalle continue richieste che sistematicamente bocciava facendo infuriare tutta la corte reale.

Suppiluliuma era assai sorpreso e si domandava se fosse vera questa richiesta … “ma come la regina del mio avversario chiede mio figlio in sposo che così diventerà faraone e non prende in sposo uno dei tanti rampolli disponibili nel mondo antico? … così facendo io diventerò con mio figlio il padrone di tutto il medioriente ..”

Certamente l’ipotesi era molto allettante ma i dubbi fra la corte Hittita erano molto forti perchè annusavano puzza di tranello perciò mandarono una missiva di risposta per chiedere conferma.

La regina, irritata dal fatto che non veniva presa sul serio, rispose stizzita: ” come osate non credermi, mi prostro a chiedere uno sposo al mio avversario rischiando il disonore e mi trattate in questo modo … datemene uno e fatela finita perchè io non potrei mai sposare un mio servitore”.

Di fronte a questa risposta, il Re Hittita, assaporando già l’affare, mandò in Egitto il suo figlio prediletto Zannanza ma qualche settimana dopo giunse un messaggero alla corte Hittita che riferiva della morte di Zannanza in una imboscata avvenuta durante il viaggio.

Apriti cielo! il Re hittita infuriato gridò vendetta per questo vile tranello subito e dichiarò guerra all’Egitto per lavare col sangue questo affronto.

Quello che accadde veramente rimane un mistero, fonti dei servizi di sicurezza e anonimi referenti vicini alla regina Egizia giurano che la regina non c’entrasse assolutamente con quanto capitato al futuro sposo Hittita.

Mai si seppe davvero la verità su questo fatto anche se molti sospettano che il mandante dell’imboscata fosse Ay il pretendente inizialmente rifiutato dalla regina che poi, invece, suo malgrado, dovette sposare, eliminando il concorrente al matrimonio.

Non si creda, però, che fu un delitto passionale, probabilmente ad Ay non fregava nulla della regina ma fu un mero cinico calcolo per diventare faraone.

Non fu l’unica teoria cospirazionista che avvolse questa vicenda, si narra che l’imboscata fu opera di un complotto organizzato dai popoli vicini che volevano sventare una possibile grande alleanza che avrebbe creato un potentissimo e ingombrante impero.

Spesso però nei misteri vi sono delle cose che sono più semplici di quanto si voglia far credere e magari l’imboscata fatale al povero Zannanza va ricondotta in una normale rapina andata a male di deliquenti comuni …

TUTANKHAMON

Fra i più conosciuti faraoni della storia anche se in verità non ha fatto nulla di straordinario.

Quando si parla di lui tutti si aspettano chissà quali gesta o quali racconti ma in realtà non contava nulla e proprio per questo, nei secoli seguenti, chi saccheggiò le varie tombe dei faraoni non fece granché caso alla sua tomba, consentendo agli archeologi di trovare la sua mummia intatta e coperta dalla sua popolare maschera regale.

Ma chi fu questo faraone ?

Nel 1335 a.C., quando il faraone smemorato aveva dieci anni, morì, ed essendo egli l’unico erede ne divenne faraone.

Un consiglio di reggenza aveva, però, il compito di gestire il potere e perciò egli non contava nulla.

Nel consiglio di reggenza vi era nientemeno che il futuro faraone Ay, visto il nome si presume fosse un tipo pieno di acciacchi, i generali Haremhab e Nakhtmin, nonchè il potente tesoriere e sovraintendente della valle dei re Maya (essendo colui che manovrava i soldi è inevitabile che venisse soprannominato Maya Maya); probabilmente questo non era il suo nome ma egli era davvero un rappresentante dei Maya, a conferma che le piramidi in Egitto e quelle del centroamerica avevano qualcosa in comune.

Fu proprio il consiglio di reggenza che fece tornare la corte a Tebe, riconsegnando il potere sotto l’influente sacerdote del tempio di Amon a Karnak.

In pratica furono dei controrivoluzionari e fecero una sorta di golpe bianco.

Ecco perché, inizialmente, il giovane faraone si chiamava Tutankhaton e poi è cambiato in Tutankhamon.

Pensate che persino la cerimonia di incoronazione fu ripetuta per insediare il faraone con il nuovo nome.

Il tempio di Karnak che era stato lasciato in pessime condizioni, rifiorì, grazie ai lauti stanziamenti reali.

Insomma tutto il mondo è paese e la storia si ripete.

Grazie ad una delle poche decisioni del giovane faraone si deve il famoso viale fiancheggiato da sfingi.

Il faraone morì improvvisamente all’età di 19 anni e molti pensano sia stato assassinato.

Questa credenza porta con sé una infausta superstizione o maledizione che ancora oggi resiste, in quanto molti di coloro che vennero a contatto per la prima volta con la tomba e la mummia di questo faraone sono morte in modo inspiegabile e violento.

La magia di questo faraone, che non contò nulla, è diventata più potente e lungimirante nei secoli di tutti gli altri potenti e possenti faraoni…

Destino perverso della storia, chissà come saranno gelosi nel mondo dell’oltretomba!

SMENKHARA: IL FARAONE SMEMORATO

Questo faraone non ha goduto di grande enfasi mediatica e non essendo stato oggetto di grandi ritrovamenti, non abbiamo trovato grandi notizie sul suo conto, perciò ci siamo impegnati a ricavarne un racconto che sta fra il vero e il presunto con l’aggiunta di molta fantasia, nella segreta speranza che chi ne sapesse di più possa prendere spunto e farsi avanti.

Nel 1338 a.C. in Egitto sale sul trono Smenkhara figlio di Amenhotep III e di una moglie secondaria e succede al trono del faraone eretico, Akenaton, inviso dal popolo ma soprattutto dalla casta sacerdotale di Tebe.

Pare fosse il fratello o il cugino del faraone precedente con il quale aveva condiviso il governo del regno negli ultimi anni con la formula della coreggenza.

Questo fu per lui, giovane ventenne, un problema assai grave perchè visto da tutti come un continuatore della eretica politica di Akenaton, associandolo a lui nel destino e nell’oblio che fu riservato a tutti coloro che avevano avuto a che fare con la svolta eretica di Akenaton.

Affetto da una forma precoce di alzheimer (almeno così pensiamo) e perciò smemorato, come ricordato efficacemente dal suo nome, divenne faraone perché sposò la figlia preferita di Nefertiti e conosciuta in tutto l’Egitto come una grande fumatrice; Il suo nome era Merit-aton che proprio per questo vizio morì prematuramente ancora prima del suo sposo, morto anch’egli assai giovane a conferma che anche allora il fumo faceva male.

Peraltro il vizio di questa regina rimase per sempre nel tempo affiancato al suo nome e non sappiamo se la nota marca di tabacco sia ispirata a lei oppure se fosse la regina a portare il nome della marca di sigarette(!!!).

Il fatto che questo faraone fosse smemorato fa sospettare che tale malattia fosse invece un espediente che aveva adottato per evitare di essere individuato come convinto assertore delle teorie religiose di Akenaton.

In realtà sembra facesse finta di non ricordare le cose per poter asserire il contrario nel momento opportuno, non sappiamo se tutto ciò fosse bastato a sottrarlo dall’ira della restaurazione religiosa e neppure sappiamo se davvero condividesse le scelte del faraone precedente o se cercasse di svincolarsi facendosi credere smemorato.

Ad ogni modo egli governò pochissimo e la sua fine potrebbe non essere stata una conseguenza della sua presunta malattia ma qualcosa di più cruento che nessuno, questo sicuramente, voleva ricordare.

1340 a.C.: CAOS IN MESOPOTAMIA

Il caos è uno stato perdurante dei sistemi complessi e frammentati della storia ma quello che accadde nel 1340 a.C. ne è una particolare versione che vale la pena raccontare.

Avvenne che lo scontro fra gli assiri e i mitomani del Mitanni, oramai endemico, finiva per coinvolgere anche i puzzolenti Ittiti.

Infatti il Re di Mitanni, Shattiwaza, figlio del famoso Re topo Tushratta, dovette fuggire dopo che il traditore Artatama uccise il padre.

Considerato il caos conseguente al regicidio, il Re assiro Asur-uballit, che in verità era stato l’occulto finanziatore del traditore, ne invase i territori, sopportando con dignitoso sdegno che il figlio di Artatama, tale Shuttarna, potesse far finta di governare sul proprio paese.

Costui pur di compiacere al famoso Re Assiro gli restituì le antiche porte del palazzo che i suoi avi avevano impropriamente tolto agli stessi assiri, in poche parole le avevano rubate, iniziando uno scontro diplomatico degenerato in scontro militare.

Il fuggiasco Shattiwaza trovò rifugio presso la corte ittita dove si innamorò di una figlia del Re Suppiliuliuma I che mosso da compassione paterna (ma nessuno ci credette davvero) sottoscrisse un trattato fra il legittimo Re fuggiasco dei Mitomani del Mitanni e il popolo del maleodorante olezzo marino degli Ittiti.

Come conseguenza del trattato il Re ittita mandò il proprio esercito guidato dal proprio figlio e dal Re figgiasco a liberare il Mitanni dagli usurpatori del trono; bella scusa per invadere uno stato!

Si narra che dapprima marciarono contro la città di Irridu, dove i cittadini erano soliti rispondere con pesanti gesti di irrisione tutti gli stranieri che tentavano di entrarvi, tanto da tenerli lontani.

Il Re fuggiasco tentò, con messaggi non verbali (?!), di farsi riconoscere ma la popolazione preferì non dargli retta, anche perché l’usurpatore Artatama aveva ben compensato con oro la loro finta fedeltà… che triste verità!

Allora il legittimo Re si spazientì e diede battaglia, vincendo, ed entrò come un invasore, ovviamente irriso dalla popolazione nella città.

Così gli ittiti arrivarono fino sotto le mura dell’antica capitale del Mitanni, dove il figlio di Artatama aspettò invano l’aiuto dell’esercito dei falegnami Assiri, cosicché la popolazione delusa si sentì più al sicuro con gli Ittiti, attrezzandosi con numerose maschere protettrici, che con l’inetto usurpatore.

Continuando la loro avanzata si trovarono ad un certo punto in una regione desolata dove soffrirono di fame e dove vennero avvertiti dell’imminente arrivo dell’esercito Assiro…

Rassegnati, attesero a lungo l’inevitabile scontro suicida ma gli Assiri non arrivarono mai perché furono spaventati dalle voci circolate sui gas pesticidi emanati dagli avversari.

Gli Ittiti raggiunsero perciò il successo e consegnarono al Re fuggiasco il suo trono… però solo quello, ovvero letteralmente la sedia regale, in quanto da allora il Mitanni entrò a far parte dell’impero dei pescivendoli Ittiti.

ANTICA CINA: IL GRANDE TRASLOCO SHANG

Quando si dice in modo generico e un po’ prevenuto che la Cina si muove ci si riferisce a movimenti culturali o economici e nulla e nessuno ha mai pensato a un movimento di tipo logistico amministrativo.

A dispetto del tentativo di focalizzare ed egemonizzare la storia dell’umanità in un fazzoletto di terra corrispondente al medioriente, succede che nel lontano oriente, fra il silenzio universale, si viene a sapere che in questo periodo, siamo intorno al 1350 a.C. per il calendario occidentale anche se la data esatta non è certa, l’impero Shang, che ha il potere nell’area cinese, decide di spostare la capitale a Yinin, innescando un esodo o più propriamente un grande epocale trasloco nazionale.

Le ragioni profonde di questo enorme trasloco (in Cina tutte le cose o sono enormi o non si fanno) non sono note, anche perchè poco si conosce delle loro vicissitudini interne.

La dinastia Shang regnava sovrana e non si comprende quale fastidio potesse arrecare loro rimanendo nella vecchia capitale, ma come spesso accade, anche un granello di sabbia può compromettere un ingranaggio rodato (giusto per stare nella tradizione cinese dei proverbi).

Evidentemente la vecchia capitale era diventata poco ospitale e c’è chi dice fosse troppo dispersiva per gli addetti alla amministrazione che erano diventati lenti e le lungaggini amministrative offuscavano la luce che doveva risplendere sugli imperatori della dinastia regnante.

Altra ipotesi che viene sostenuta riguarda la voglia di cambiare aria da parte dell’imperatore che era stufo di vedere dalle sue finestre sempre lo stesso paesaggio.

Ma se delle paturnie dell’imperatore si può tranquillamente discutere non è la stessa cosa quello che presumibilmente è accaduto fra i numerosi addetti e dipendenti della amministrazione che si son visti costretti, da un momento all’altro, a fare i bagagli con le proprie famiglie e trasferirsi nella nuova capitale.

Pochi si possono immaginare l’enorme mole di beni e persone che ha comportato questo trasloco ma così andavano le cose anche nel lontano oriente, in fondo tutto il mondo è paese.

AKHENATON IL FARAONE ERETICO

Passa alla storia come il faraone eretico. Entrò in conflitto con il clero perché voleva sostituire il dio Amon con il dio Aton.

Cosa gli sia saltato in mente quando ha deciso di cambiare la religione di stato non è dato saperlo, c’è chi sostiene che abbia avuto una insolazione e chi invece sostiene che era nel suo carattere un po’ controcorrente oppure chi crede che l’abbia fatto per fare l’originale e per passare alla storia … insomma storie di ambizioni o pazzie che nulla hanno a che fare con verità teologiche, di fatto però fece arrabbiare tutti e finì per essere inviso a tal punto che i posteri tentarono in tutti i modi di farlo scomparire dalla storia.

Apparentemente sembrava una successione religiosa innocua ma in realtà dietro al culto di Amon, nel tempio di Karnak, era cresciuto un potere più forte del faraone, giravano molti soldi, anzi, di più, esso stesso decideva le sorti del faraone.

Il vero nome del faraone, in realtà, prima della conversione, era Amenhotep IV ed aveva capito che a comandare erano i sacerdoti di Karnak, perciò si era messo in testa di sostituire quel potere con un nuovo potere; nulla di religioso in tutto questo ma una vera guerra di potere all’interno del regno. Lo scontro portò il faraone a cambiare il nome in Akhenaton, a cambiare la capitale e a chiudere il tempio di Karnak.

Figlio di Amenhotep III e Tyi, questo faraone fu talmente preso dalle questioni interne che non diede appoggio alle richieste di aiuto provenienti dagli stati alleati, dando l’impressione di essere un pacifista ad oltranza e permettendo al Re Ittita di imperversare indisturbato per tutto il medioriente.

Quando, più tardi, il clero di Amon riprese le redini del potere, condannò e cancellò da ogni parte il ricordo del faraone e perciò di lui non si seppe più nulla.

In realtà fonti ben accreditate lo davano in crociera con la sua bellissima sposa e come spesso accade in questi casi, essi vissero felici e contenti.

Ma altre fonti, un po’ meno frivole, raccontano ben altra fine e a proposito della sua bellissima moglie, Nefertiti, che non era di sangue reale, ma tanto lui era un eretico per cui problema più o problema in meno era la stessa cosa, non gli diede figli maschi  e dopo ben 6 figlie femmine, non avendo avuto soddisfazione con un erede, si prese un’altra moglie, Kiya, meno bella ma che finalmente gli diede due maschietti.

Qualcuno insinua che Nefertiti fu allontanata perché era diventata troppo invadente nella conduzione del regno e qualcuno suppone che, anzi, era lei che governava, ma una cosa è certa, i due si sono amati pazzamente per un bel po’ di tempo, e ciò è confermato dal fatto che sculture e scritti riportano chiaramente le effusioni fra i due illustri amanti.

Insomma fu in tutto e per tutto un eretico del tempo o un pazzo furioso … vedete voi … ai posteri non è arrivata alcuna sentenza.

MITANNI: TUSHRATTA IL RE “TOPO”

Questo Re del Mitanni dal nome vagamente riconducibile ad un topo poco elegante è stato un attore protagonista di quel tempo.

A parte l’abitudine consolidata di dare la propria figlia in sposa all’insaziabile faraone, egli batté tutti i suoi predecessori in ruffianaggine verso il faraone quando in occasione di una grande influenza gli donò la statua di Ishtar di Ninive, in quanto era noto che tale statua aveva enormi poteri curativi (ne avessimo avuta anche noi una contro il covid 19 … chissà!).

Del resto era importante avere un vicino faraone protettore in gran forma, perché se non ci fosse stata la protezione del faraone questo popolo sarebbe stato facilmente sopraffatto.

Gli Ittiti avevano ripreso a far valere la loro arma migliore, l’olezzo marino, conquistando diversi piccoli regni alleati del Mitanni senza che questi provassero a reagire, infatti nel Mitanni scarseggiavano le mascherine protettive.

Si narra che addirittura il Re ittita era riuscito a stringere un alleanza con il rivale del Re Tushratta, un certo Artatama, con l’appoggio dei servizi segreti deviati e ciò dimostra l’elevata confusione e debolezza di questo Re e del suo regno.

Anche alcuni suoi vassalli di origine sarda come Aziru (nel senso che valeva zero) e Amurru (gente votata a sentimenti gentili e antenati dei figli dei fiori) si allearono con gli Ittiti ma non erano soli, anche Kittuwaza cedette agli incavolati pescivendoli.

Di questi tempi, anche vecchie storie potevano essere l’origine per nuove guerre e gli Ittiti rivolevano dei fuoriusciti di qualche anno prima che Mitanni accettò come rifugiati presso un suo stato satellite di nome Ishuwa, benché avesse firmato accordi nei quali si impegnava a non accettare fuggiaschi.

Storie apparentemente normali che hanno solo lo scopo di far capire quanto questo Re fosse in grande difficoltà e quanto Mitanni divenne debole, senza contare, poi, che dei numerosi saccheggi perpetuati dagli ittiti se ne raccontarono di tutti i colori.

SUPPILULIUMA IL PRIMO IMPERATORE HITTITA

Chiunque abbia studiato a scuola la storia degli Hittiti, sempre che abbia avuto la fortuna di avere insegnanti che la conoscessero, avrà sicuramente sentito parlare di questo Re dal nome difficile da pronunciare ma proprio per questo un personaggio che rimane fissato nella mente.

Figlio del Re Tudhaliya III, succede al fratello dopo averlo eliminato in maniera spiccia subito dopo che il fratello fu nominato Re alla morte del padre.

Già da queste due righe capiamo che il soggetto era piuttosto bellicoso e ambizioso, infatti sotto la sua guida gli Hittiti raggiunsero la loro massima espansione.

Per fermarlo ci volle la peste che lo colpì mentre era in terra di canaan.

In realtà ci sono diversi pettegolezzi riguardo le origini di questo grande personaggio e c’è chi sostiene che fu adottato dal precedente Re o chi sostiene fosse figlio illegittimo del Re avuto da un rapporto poco chiaro.

Ad ogni modo le spine al fianco degli Hittiti di quel periodo erano, fra l’altro, dei popoli che facevano incursioni e saccheggi nei loro territori, in particolare i Kaska che devono il loro nome al fatto che cascavano giù dalle montagne e dagli Azzi-Hayasa che osarono persino occupare la capitare Hattusa, così chiamati, sembra, per le loro doti intime.

Non sappiamo con quali tattiche li sconfisse ma possiamo ipotizzare, nel caso degli Azzi, di robusti e mirati calci nel basso ventre anche se poi con loro fu magnanimo e con una visione aperta, una volta sconfitti, suggellò l’alleanza con il loro leader dando in sposa la sua figlia che naturalmente ne restò molto soddisfatta.

A proposito di matrimonio egli non esitò a ripudiare la moglie per sposare la figlia del Re di Babilonia, Tawananna, una donna noiosa che faceva addormentare,  lo fece per assicurarsi la neutralità dei babilonesi contro i nemici Mitanni e il loro Re Tushratta soprannominato “il topo” e sappiamo che Suppiluliuma non sopportava i topi.

Tawananna non era molto amata a corte e dalla famiglia, fu poi cacciata dal successore del marito e figlio della prima moglie con l’accusa di aver ucciso la sua moglie con la magia nera.

L’antipatia verso Tushratta porterà ad un conflitto globale nel medioriente, cosa che sarà copiata nei secoli dei secoli … amen.