Oro, foglie preziose e dieci anelli: il corredo della regina Puabi mette in crisi il minimalismo. Una parodia sul lusso, con i fatti al loro posto.
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Gudea: il tempio è del dio, la faccia è la sua
Gudea costruiva templi agli dèi e ci sistemava le proprie statue. Devozione impeccabile, visibilità anche: un principe sumerico alle prese con l’eternità del proprio profilo.
Merer: il faraone vuole la piramide, lui aspetta il carico
Cheope progettava l’eternità; Merer organizzava i trasporti. Dai papiri di un ispettore egizio, una storia di calcare, barche e consegne: anche una piramide aveva bisogno della logistica.
Dholavira: dieci segni, zero traduzioni sicure
Alla porta di Dholavira, dieci segni e un mistero: che cosa diceva il pannello harappano? Fra interpretazioni prudenti e visitatori immaginari, una storia di comunicazione antica che mette alla prova persino il servizio traduzioni.
Henenu: il grande intendente con il naso per gli affari
Nell’Egitto di Mentuhotep II, Henenu amministrava tributi, grano e prestigio di corte. Le sue stele lo mostrano anche mentre annusa una coppa profumata: un funzionario capace di unire contabilità, monumentalità e ottime relazioni pubbliche, tremila anni prima del profilo LinkedIn.
Il sigillo cilindrico: la password che rotolava sull’argilla
Nella Mesopotamia del 2000 a.C. l’identità poteva stare in un piccolo cilindro di pietra. Bastava farlo rotolare sull’argilla per lasciare una firma riconoscibile, possibilmente accompagnata da qualche divinità. Fra tavolette, contenitori sigillati e funzionari immaginari, la storia del sigillo cilindrico dimostra che la burocrazia era già perfettamente in forma: le mancava soltanto il tasto «Accetta tutti i cookie».
Psusennes I: il faraone che si portò dietro l’argenteria
Intorno al 1000 a.C., l’Egitto somigliava a un condominio con due amministratori: il faraone a nord e i sacerdoti a sud. Da Tanis, Psusennes I governava, riciclava monumenti e preparava un funerale d’argento. Aveva pensato a tutto per l’eternità: tesori, maschera d’oro e sarcofago di lusso. Gli era sfuggito soltanto il deumidificatore.
ZABIBE, LA REGINA CHE COMPRÒ LA PACE A DORSO DI CAMMELLO
Ovvero, come sopravvivere all’Impero assiro senza dover necessariamente finire infilzati su una lancia. Nell’VIII secolo a.C., quando il Medio Oriente somigliava a una riunione condominiale nella quale tutti pretendevano di occupare il pianerottolo altrui, l’Impero assiro aveva raggiunto una conclusione piuttosto semplice: il mondo sarebbe stato un posto meraviglioso se fosse appartenuto interamente agli Assiri.Continua a leggere “ZABIBE, LA REGINA CHE COMPRÒ LA PACE A DORSO DI CAMMELLO”
Toi di Hamath
il re che vinse una guerra per interposta persona Nella Bibbia c’è chi divide il mare, chi abbatte giganti e chi costruisce templi. Poi c’è Toi, re di Hamath, che in due versetti riesce a non fare assolutamente nulla di persona. Un uomo che aveva capito tutto: la storia è un palcoscenico, ma nessuno tiContinua a leggere “Toi di Hamath”
Re Abdi-Milki di Tiro
Ci sono re antichi che la storia ci consegna con fanfare, statue, templi, poemi e almeno tre congiure di palazzo ben documentate. E poi ci sono quelli come Abdi-Milki di Tiro, che arrivano da noi avvolti in una nebbia così fitta che più che un sovrano sembrano un collega di un ufficio molto riservato: nessunoContinua a leggere “Re Abdi-Milki di Tiro”