IL GRACILE FARAONE THUTMOSE II°

Figlio di Thutmose I° e dell’amante del padre Mutnofret, nascosto dalla madre dopo che furono fatti eliminare gli altri due figli maggiori avuti con il faraone in modo non molto legittimo, un rapporto scoperto dalla moglie del faraone che, invece, voleva assicurare la discendenza alle sue figlie naturali.

Dopo la morte dei due fratelli maggiori, Amenmose e Wadjmose Probabilmente avrebbe fatto la stessa fine ma si salvò perchè, soprattutto, riuscì ad ammaliare con il suo fascino, peraltro discutibile, e sposare una delle figlie legittime del padre nonché vera erede al trono, ovvero Hatshepsut … almeno così ce la raccontano.

Tutta questa storia degna di una telenovela sembrerebbe frutto di una condizionata fantasia, ma la verità è che nei palazzi del faraone ne succedevano di tutti i colori e occorreva guardarsi le spalle … uno stress che comportava una vita piena di sospetti e intrighi e non stupisce che i faraoni di questo periodo avevano vita breve e pensiamo anche poco felice.

Ciò non riguardava le donne del faraone che, nel frattempo, diventavano sempre più potenti, ciniche, furbe e incredibilmente abili … sulla bellezza lascerei degli spazi di dubbiosa riflessione soprattutto dopo aver visto certe mummie.

Tornando al nostro faraone, egli era impegnato dalle pieghe dei sospetti ma aveva anche un senso morale particolare che non gli permetteva di fare sesso con la moglie che, fra l’altro, era anche la sua sorellastra … i maligni dicono che in realtà lui ci tentava spesso ma era lei che si dissociava.

Perciò egli preferì avere anche un’altra donna, una concubina di nome Aset, con cui fare sesso senza problemi e con la quale ebbe il futuro erede al trono con grande rabbia della moglie.

In realtà egli era gracilino, con una infinità di acciacchi e dal corpo tutt’altro che prestante, ma dovette comunque partecipare a delle spedizioni militari, in parte perchè era meglio stare lontani dalla moglie e in parte perchè era lei che gli ordinava di andarsene in missione così da poter fare i suoi comodi a palazzo.

Per quanto riguarda le sue imprese, sappiamo che dovette affrontare una rivolta nella Nubia, dove preferì inviare il viceré Seni, un tipo dal petto molto sviluppato.

Nonostante tutto regnarono e si sopportarono insieme per ben 14 anni dopo i quali egli morì, non aveva ancora compiuto trent’anni e non si sà cosa gli possa essere successo perchè su questo punto le fonti latitano in modo sospetto, lasciando spazio all’idea che centrasse, in qualche modo, la regina.

Prima di morire, però, fece in tempo a fare un gran brutto scherzo alla moglie, nominò come suo erede il figlio illegittimo, che con molta fantasia aveva chiamato anche lui Thutmose e ciò avrà molte conseguenze sugli eventi futuri anche perchè Hatshepsut, imbufalita, ebbe una figlia di nome Neferura che se tanto ci dà tanto difficilmente era figlia del faraone, ed era determinata a far valere la legittimità della sua discendenza.

….. ma di queste vicende vi narreremo la prossima volta …

IL MONDO INTORNO AL 1500 a.C.

Sgomitando intensamente la storia dell’umanità raggiunge il 1500 a.C. e sebbene, dalle nostre parti si è soliti soffermarci ampiamente nel raccontare ciò che avveniva in una ristretta cerchia di popoli, anche altrove i passi focosi dell’umanità lasciavano alcuni segni.

Con questo breve intermezzo vogliamo che non ve ne dimenticaste anche se, per la verità, non ci sono cose così importanti da sapere.

Notizie brevi

Nel vicino oriente nacque un regno strano, la cui popolazione diceva ”hip hip urrah” per ogni cosa e perciò venne chiamata Hurrita.

Il regno, detto dei Mitanni perché aveva una percentuale di mitomani oltre la media mondiale, ebbe come primo Re un certo Barattarna, noto commerciante del luogo dedito, con successo, al baratto; da quelle parti, fra l’altro, fa la comparsa il primo completo alfabeto (alla buonora).

Oltre al regno dei mitomani, nasce anche una confederazione fra i regni Hayasa e Azzi; soprattutto quest’ultimo desta la nostra curiosità per le notizie spesso censurate arrivate fino a noi.

Chissà quali particolarità celavano questi abitanti di Azzi; qualcuno sussurra che vi erano solo uomini e si confederarono con Hayasa perché lì vi erano solo donne, altri pensano che furono le abitanti di Hayasa che erano attratte dagli … abitanti di Azzi.

Intanto in Iran si insediano i Medi, e questo evento non va collegato direttamente con la notizia precedente, ma piuttosto si segnala una popolazione assolutamente insipida, né alta né bassa, né grassa né magra, né intelligente né troglodita…. Insomma Media.

Anche in Italia compare una popolazione simile che non si caratterizza con nulla e per questo viene chiamata gente Camuna.

In Cina la produzione di vasellame diventa abnorme e nonostante il tentativo di esportare nel mondo l’eccesso di produzione, il fenomeno divenne una bolla speculativa che scoppiò all’epoca dei Shang, facendo chiudere diverse fabbriche e procurando una grave crisi nel regno.

In Birmania si fanno sentire i Mon, popolazione dedita a guardare la luna di notte e per conseguenza a dormire di giorno… se ne deduce che non lavorassero mai.

In messico compaiono i  Zapotechi, contadini dediti a zappare la terra.

Nel 1499 a.C. diventa Re di babilonia un certo Kashtiliash III, uomo molto casto che non si sposò e non diede eredi, raro esempio in una città come Babilonia.

Così nel 1496 a.C. andò al potere in Babilonia un certo Ulanburiash, di origine milanese e dal carattere borioso, per darsi delle arie conquista il paese del mare, che in realtà è una colonia marina composta da una ventina di ombrelloni e un piccolo angolo ristoro.

Intanto nel 1497 a.C. ad Atene diviene re Anfizione, dopo aver esiliato il suocero portoghese, egli si erge a eroe, pur continuando a dichiarare che egli non aveva alcuna ambizione, che fa rima con Anfizione… o forse sono la stessa cosa… chissà!

QUEL BELLIMBUSTO DI THUTMOSE I°

Uno dei faraoni più famosi la cui descrizione potrebbe essere riassunta in … bellimbusto arrivista, nullatenente ma evidentemente affascinante; considerazioni che si fanno a seguito della scoperta del nome della madre, tale Senseneb, che dal nome ha tutta l’aria di donna sensuale se non peggio se si dà retta alle malelingue.

In ogni caso tale ragazzetto aveva doti non comuni e riuscì ad ammaliare la figlia del faraone Amenhotep e alla sua morte succedergli sul trono, fu vero amore? …

Sappiamo con certezza che la coppia ebbe due figlie: Hatshepsut e sua sorella Neferubity, quest’ultima si vocifera essere cleptomane.

Inoltre, ebbe anche tre maschi, Wadjmose e Amenmose oltre ad un terzo il cui nome è per ora sconosciuto e nascosto dalla stessa madre, probabilmente tutti nati da una amante segreta del faraone di nome Mutnofret, così chiamata perchè era muta e non aveva fretta di regolarizzare la sua posizione oppure, forse, perchè gli avevano tagliato la lingua per non farla parlare.

Nonostante gli esperti non abbiano prove, sappiamo che questa relazione fu scoperta dalla moglie del faraone, la quale fece uccidere i due figli maschi per consentire alle proprie figlie di ereditare il trono, confermando la tradizione che vuole le mogli dei faraone piuttosto ciniche e violente nonchè alquanto determinate quando si tratta di orchestrare trame di potere.

Di lui e delle sue gesta si ha notiziaa causa del suo vizio di non lavarsi i denti, infatti si ricorda il faccia a faccia con il Re nubiano, che sconfisse alitandogli addosso, portando, ancora puzzolente, il corpo del nemico appeso alla prua della sua nave fino alla capitale; da quel giorno più nessuno osò avvicinarlo, ed egli ne approfittò, cavalcando e conquistando tutti i territori fino all’Eufrate senza nessuna resistenza.

Si dice che avesse allargato il suo regno come nessun altro… e visto come sono andate le cose, probabilmente vi erano delle valide ragioni per sostenerlo.

Un mistero avvolge la sua sepoltura perchè pare che si fece fare due tombe per poi non usarne nemmeno una in quanto la sua mummia fu trovata in un altro nascondiglio … qualcosa non torna ma si sà che di misteri nell’antico Egitto ce ne sono tanti.

I PRIMI RE DI ATENE

Dopo il leggendario Cecrope, Atene continua il suo percorso all’insegna della leggenda, così anche il suo secondo Re, di nome Cranao, riserva la sua bella favola.

Per la verità, Cranao, era figlio di Cecrope, primo Re di Atene, almeno così si dice, considerato il nome si suppone sia stato il frutto di un rapporto clandestino con una concubina di origini portoghesi.

Cranao ebbe una figlia, Tale Attide che sposò un bellimbusto di famiglia aristocratica di nome Anfizione che ambiva al trono e non gli importava nulla di Attide la quale, infatti, secondo alcuni, sarebbe morta giovane e vergine, chissà magari era anche bruttina.

Quando Anfizione scoprì che suo suocero non era Greco e che pertanto era un immigrato clandestino, lo fece bandire dalla città rimandandolo nel suo paese e prendendo il suo posto sul trono.

Anfizione, che aveva problemi urinari … , sposò in seconde nozze un’altra donna perchè nonostante il suo problemino voleva avere eredi e con essa ebbe un figlio che venne chiamato Itono per via di un problema alle corde vocali; Impresentabile come erede al trono, così, si dice, ne ebbe un altro, chiamato Fisco … con quel nome il popolo non ne fu entusiasta, sarà un caso, ma di questo figlio non se ne ebbero più notizie.

Anfizione proveniva da una famiglia famosa di Atene e dalle origini mitiche; egli era figlio di Deucalione, un dio c…… (figlio di Titano) e Pirra (figlia di Panettone o Pandora …) ovvero niente di meno che la mitica famiglia del Noè Greco.

Si narra infatti che Zeus, il capo dell’olimpo, si era stufato della stirpe umana che non gli dava più retta e perciò fece arrivare un diluvio per spazzare via tutti (l’elemento diluvio sembra essere il più gettonato dal cielo per resettare la specie umana), tranne Deucalione e Pirra perché erano raccomandati dai  loro genitori, nonché Dei.

Disse Zeus a Deucalione: “costruisci un’arca e portaci tua moglie… così ti salverai”, Deucalione cercò di discutere le condizioni, in quanto le cose con la moglie non andavano molto bene mentre con altre si andava alla grande … ma su questo punto Zeus fu inflessibile e anche quando chiese se poteva portare almeno qualche animale … peraltro richiesta ambigua se formulata dopo la prima, Zeus lo guardò storto e gli disse di mettersi al lavoro.

Costruita l’archetta, dopo nove giorni di tempesta, Zeus mandò una raccomandata per complimentarsi, dandogli la possibilità di esprimere un desiderio.

Questo rispose che volevano sco…. ncepire, allora Zeus disse loro che erano dei depravati, in fondo erano solo nove giorni che stavano sull’arca, ma acconsentì perché in fondo era un buono.

Così i due si diedero alla pazza gioia e il mondo si ripopolò.

Ma tornando ad Anfizione egli regnò circa 10 o 12 anni e si narra che durante il suo regno ebbe la visita dell’illustre Dio Dionisio, esperto enologo e sommelier dell’olimpo che gli insegnò la tecnica della sofisticazione del vino diluendolo con le giuste dosi di acqua … e si sà, Dionisio di queste cose se ne intendeva … così andavano le cose nei primi anni della mitica Atene.

IL FARAONE AMENHOTEP I° IL PALAZZINARO

Qualcuno lo chiama anche Amenofi I° generando un certo disorientamento fra coloro che cercano di capirci qualcosa nella intricata ragnatela delle successioni dei faraoni.

In ogni caso era figlio, non primogenito, di Ahmose e di Nefertari, non è ben chiaro perchè pur non essendo primogenito era stato nominato faraone, il sospetto è che gli altri figli della coppia reale non erano dei fulmini oppure non era certa la discendenza dal faraone, infatti, la Regina Nefertari aveva una sua “attività sociale” ben nota e sostenuta.

Ebbe come moglie Merytamon, ovvero la donna che meritava più di ogni altra tale onore, dove il merito stava molto probabilmente nella avvenenza della ragazza che, possiamo supporre, aveva superato di gran lunga le avversarie al trono, magari durante una vera e propria gara, tipo miss faraona; Ella era talmente osannata che assunse ogni tipo di incarico e veniva chiamata in ogni dove con titoli diversi e roboanti.

Peraltro il popolo la chiamava anche Grande sposa reale, forse per la sua innaturale altezza? oppure viene ricordata e indicata come Figlia del Re, (per carità a quel tempo tutto era possibile) oppure sorella del Re, che già può generare confusione e anche malelingue… insomma un gran casino.

Amenhotep fu un grande costruttore edile e grazie alla sua mania “cementificatrice” riempì l’Egitto di costruzioni, in modo particolare nelle città una volta regnate dagli Hyksos, per attrarre la benevolenza degli abitanti.

Questa grande attività edilizia comportò la riapertura delle cave che causò un ulteriore colpo e  l’inimicizia degli ambientalisti.

Viene anche attribuito a questo sovrano la costruzione del primo villaggio destinato ad ospitare gli operai specializzati nella realizzazione della tomba reale, poi preso a modello da numerose ideologie dell’era industriale, nonché  antenato dei quartieri dormitori delle nostre metropoli.

Fra le sue gesta, i suoi biografi, non necessariamente liberi pensatori, riportano un successo contro gli acerrimi nemici Nubiani che avevano appoggiato gli Hyksos e che erano comandati da un certo Troglodita, probabilmente di nome e di fatto, la cui cattura avvenne direttamente dal faraone che si incuneò nel bel mezzo dell’esercito avversario e lo catturò … il fatto lascia perplessi e con tanti interrogativi ma lasciamo che la fantasia di ognuno di voi costruisca nella propria mente le modalità di questa impresa.

GLI HITTITI: TELEPINU, INTRIGO A CORTE

Nel mondo ittita dei pesci ottusi si era fatto largo il Re Huzziya I, che però sentiva perdere il proprio potere persuasore sulla Panchina (n.d.r. Panku il senato) a causa di un grosso impresario che fu il fondatore del primo impero mediatico della storia.

Questi si chiamava Telepinu (in realtà era un soprannome perchè composto da tele e pinu, quest’ultimo derivato dal suo vero nome; Giuseppe).

Ambizioso e ricco tentò in tutte le maniere di spodestare il Re, sposando anche la sorella, Ištapariya, per preservare il sangue reale.

Ištapariya fu uccisa a causa di un intrigo politico.

Huzziya I, infatti, aveva ordito una congiura contro Telepinu e sua moglie Ištapariya, nonostante fosse sua sorella, ma Telepinu venne a sapere dell’attentato, così grazie alla corruzione devastante e dilagante presso i servizi segreti, riuscì a sfuggire a Huzziya I ed ai suoi complici ma la moglie perse la vita nell’attentato.

Sfuggito all’attentato Telepinu cercò di riorganizzarsi per tornare alla ribalta politica con diverse campagne pubblicitarie e l’uso massiccio dei social che in quel periodo erano rappresentati dai pettegoli.

Nonostante tutto, causa l’ennesimo intrigo politico, venne ucciso uno dei due figli, il maschio, mentre la femmina, Harapsili, aveva sposato un certo Alluwamna, che nelle intenzioni di Telepinu, doveva essere il suo successore.

Ma entrambe, figlia e genero, furono esiliati per aver partecipato alla rivolta ordita da un rivoluzionario di nome Sanku che non voleva pagare la tassa sul grano e sul vino che il ricco Telepinu chiedeva ai suoi dipendenti.

L’INCORONAZIONE

In realtà, anni dopo, si seppe che il Re Huzziya I, attraverso i cinque fratelli, aveva derubato Telepinu delle sue proprietà, allo scopo di sostenere economicamente la sua campagna elettorale e pagare i sicari nell’attentato per uccidere lo stesso Telepinu.

Accadde invece che Huzziya I ed i suoi cinque fratelli furono assassinati da Tanuwa, capo dei servizi segreti, durante un tentativo di colpo di stato, probabilmente all’insaputa dello stesso Telepinu.

Fallito il colpo di stato, Tanuwa fu condannato alla pena capitale dalla panchina, “Panku il senato”, ma Telepinu ignorò la sentenza di morte e lo fece scappare nascondendolo tra i coltivatori delle sue terre; Egli proclamò la sua incoronazione alla fine di una lunga serie di omicidi e rappresaglie, assicurandosi la successione sul trono del regno ittita.

IL SUO REGNO    

Telepinu consolidò il regno sul territorio ittita e ne allargò i confini.

Rimane nella storia come il primo magnate mediatico e fu il primo Re a firmare un trattato con uno stato straniero, nella specie, lo stato di Kizzuwatna, assolutamente irrilevante nel quadrante politico dell’area.

A cosa servisse questo trattato non si ha la minima idea, anche perchè era scritto in lingua ittita e quelli dell’altro stato non sapevano leggere, ma così andavano le cose a quel tempo (non molto diverso da oggi) e ciò testimonia le modalità di governo del celebre Telepinu.

Se siete riusciti a capire e seguire la logica di questo caos pieno di ribaltoni degno di un libro di Ken Follet allora siete dei grandi esperti di serial televisivi ma sappiamo che spesso la realtà supera la fantasia.

NEFERTARI LA FARAONA INFLUENCER

Moglie di Ahmose e tipino dal carattere assai particolare e intraprendente, fra le prime donne che divennero famose e che si distinsero nella storia, ella fu molto di più che la moglie del faraone, si potrebbe dire che fu anch’essa faraona, ma una cosa era ben chiara a tutti, il faraone non faceva nulla che non fosse di suo gradimento.

Fra le tante cose che possiamo annoverare a questa regina vi è anche la fondazione della prima corporazione degli artigiani e se ne fece protettrice, specie gli orafi e i sarti di cui soleva abbondare in acquisti di nuovi e preziosi accessori.

Prima vera influencer della storia, adorata come una divinità, gli fu data anche la carica di “secondo profeta di Amon”, senza specificare chi fosse il primo e tutto lascia pensare che Lei l’avesse eliminato.

Continuò la tradizione della suocera nel collezionare gioielli, facendo strage delle casse statali che peraltro sosteneva che fossero un problema del marito e non suo.

In alcune raffigurazioni, ella compare di carnagione scura ma non pensiate che fosse straniera, semplicemente, come seconda profeta di Amon, amava prendere la tintarella e in mancanza di sole amava farsi la lampada così spesso apparve sufficientemente abbronzata e tale aspetto divenne un tratto imprescindibile da parte di tutte le donne di corte e della media borghesia che se lo poteva permettere.

Si prese cura anche di regolamentare i culti giornalieri che i vari sacerdoti interpretavano a loro piacimento, divenendo perciò una specie di Grande sacerdotessa, officiando ella stessa cerimonie sfarzose e piene di simboliche gesta ivi inclusi i doni che il popolo doveva portare al suo cospetto.

Alla morte di Amhose, il figlio Amenhotep era ancora piccolo e perciò si “sacrificò per il bene del regno”, diventando faraona reggente in nome del figlio, come fece la suocera e fu un sacrificio enorme che continuava a ricordare in ogni occasione mentre sperperava in faziosità ogni bene del reame … ma grazie a Lei la dinastia potè reggersi e continuare secondo regole antiche, il che gli ha consentito di essere venerata e adulata nei secoli successivi.

AHMOSE I° IL FARAONE LIBERATORE

Fratello minore di Kamose e figlio della faraona dalla luna storta, Ahhotep, una sorta di sergente di ferro che nessuno osava ne criticare ne interrompere e tantomeno discutere … nel caso finiva male.

Perciò dovette attendere che la tremenda madre morisse prima di sposarsi, alla madre non andava bene nessuna pretendente e nessuna donna con la testa a posto osava tentare la sorte.

Morta la madre si sposò con Nefertari, figlia del fratello e perciò sua nipote, continuando un miscuglio familiare che ha contrassegnato questa dinastia, del resto negli anni precedenti si era bruciato tutto il mercato femminile disponibile.

Peraltro la sposa si rivelò un altro tipino dal carattere difficile, aveva molto in comune con la terribile zia e diventerà molto famosa.

Ahmose prese di nuovo ad attaccare gli Hyksos, doveva finire il lavoro intrapreso dal fretello ed alla fine entrò nella loro capitale Avaris senza quasi combattere dopo un assedio durato per ben tre anni.

Avaris era una città abitata da gente molto fredda e poco accogliente, per nulla prodiga in feste e festeggiamenti e assolutamente in linea col suo nome.

Accolse il nuovo faraone come se nulla fosse, nella più assoluta indifferenza, la cronaca narra che il faraone dovette fermare per strada la gente e presentarsi fra gli sguardi impietriti e sospettosi; egli sperava in ben altra accoglienza dove il tributo pubblico doveva essere anche tangibile, invece neppure uno straccio di fiore per strada, peraltro per Avaris ciò era assolutamente normale.

Gli Hyksos se la svignarono e preferirono abbandonare quelle terre e rifugiarsi a Sharhuen, principale piazzaforte dei sovrani hyksos in Medio Oriente.

Eliminato il pericolo Hyksos e unificato tutto l’EGITTO, Ahmose dovette spostarsi nel sud, risalendo il Nilo, per affrontare il regno che si era formato in Nubia, regno di cui è nota l’alleanza con i sovrani hyksos ma soprattutto era pieno d’oro ed era quello che attirava il faraone anche perchè la sua sposa, Nefertiti, era pazza di gioielli e ammenicoli d’oro e tutto lascia pensare che fu lei ad insistere, anzi, visto il carattere, ad ordinare al faraone di fare una spedizione a sud; potere delle donne!

Negli ultimi anni del suo regno dovette ancora affrontare varie ribellioni probabilmente fomentate da quei principi locali che avevano servito come vassalli i sovrani hyksos e che mal sopportavano le angherie e le prepotenze della regina Nefertite; morì abbastanza giovane, circa quarantenne ma non si sa di che cosa anche se le voci di corridoio mostrano sguardi sospetti in direzione della regina.

AMMALARSI NEL MONDO ANTICO

Spesso quando si racconta ciò che accadde nella storia difficilmente si pensa alle malattie e sembra che tutti i personaggi fossero sempre sani e pimpanti, invece anche allora i malanni prosperavano, così come oggi in varie misure e ragioni.

Se nel tempo la medicina ha fatto molti progressi lo dobbiamo alle pratiche iniziate nell’antico Egitto spesso copiate nei secoli seguenti, molte volte dimenticate … e forse è meglio così.

il sistema sanitario Egiziano era efficientissimo, meglio del nostro, distribuito in tutto il territorio e caratterizzato da estreme specializzazioni. Gli Egiziani venivano considerati dagli altri popoli come un popolo di soggetti sani, naturalmente non era vero, i malati li nascondevano, ma se uno si ammalava e finiva fra le fauci dei sedicenti medici o sopravviveva ma non diceva cosa gli avevano fatto oppure, peggio, moriva e chi si è visto si è visto, male che andasse diventavano mummie che servivano per fare studi di chirurgia e anatomia, con il sospetto che se c’era bisogno di fare qualche sperimentazione, in assenza di mummie, se le creavano, ognuno è libero di interpretare questa affermazione.

I medici del tempo erano dei tuttologi, astronomi, maghi, persino architetti, qualche volta sacerdoti, soprattutto nei casi disperati e anche filosofi specializzati nelle malattie mentali, del resto si pensava che la malattia fosse una maledizione o una perversa degenerazione magica e pertanto occorreva combatterla con altrettante armi.

Gli ospedali si chiamavano case della vita ed erano spesso adiacenti ai cimiteri, come dire che in ogni caso sei nel posto giusto.

Le cure e i farmaci, di cui l’antico Egitto era grande produttore ed esportatore, erano scritte in geroglifico e anche i bugiardini dei farmaci erano in geroglifico, un po’ per mantenerne il segreto professionale ma spesso perchè così nessuno sapeva cosa cavolo contenessero.

Vennero stabilite per la prima volta tre livelli di prognosi, in modo simile alla medicina moderna: favorevole, dubbioso ed infausta; favorevole perchè sarebbe passata da sola, dubbiosa perchè forse non sarebbe passata da sola ed infausta perchè allora eri davvero malato e non c’era più speranza … va da sè che le guarigioni erano opera dell’intervento pseudo-medico mentre il resto era il fato.

Citiamo alcuni dei medici famosi come Hesyra il primo dentista o Sachmet e nesmenau, Peseshet medico donna ginecologa, il papiro Ebers descrive tre tipi di medici nella società egizia:

  • I sacerdoti di Sejmet, mediatori con le divinità e conoscitori di un ampio assortimento di droghe, detti anche spacciatori autorizzati, tra questi Sabni, che godeva del titolo di “Medico capo e scriba della parola del dio” ovvero boss del cartello locale.
  • I medici civili, (sun-nu), capaci di effettuare guarigioni con la magia ovvero con pratiche estemporanee e fantasiose che per puro caso, coincidenza vuole, portavano il malato a stare bene o asserire di stare bene pur di tornare a casa sano e salvo.
  • Aiutanti, denominati ut che non erano considerati terapeuti, assistevano in gran numero alla casta medica, anticipando la corporazione degli infermieri.

Sempre dal “Papiro Ebers” apprendiamo che si usava l’oppio sia per il dolore che per il pianto dei bambini, infatti era noto che i bambini egizi erano sempre sorridenti.

Era conosciuta la tecnica delle inalazioni che erano composte da mirra, resine, datteri e altri ingredienti, anche se talvolta il paziente ci lasciava le penne per asfissia, mentre per i morsi velenosi dei serpenti, gli Egizi, non avevano altra cura se non quella di affidarsi alle dea Iside recitando le litanie magiche. Mentre per combattere la perdita di capelli e l’alopecia si consigliava l’uso di un topo bollito nell’olio che nella intenzione doveva far rizzare i peli!

Gli Egizi intervenivano chirurgicamente solo in piccole patologie, come foruncoli o ascessi o direttamente in modo radicale con l’amputazione quando era difficile concentrare l’intervento e se uno non voleva fare figli, beh … il preservativo erano delle foglie di acacia o dell’olio tratto dalle foglie da inserire le parti intime di entrambe, scomodo ma efficace, infatti si preferiva l’astemia, oppure meglio farlo e avere tanti figli, infatti l’antico Egitto era pieno di bambini.

KAMOSE IL FARAONE DELLA RINASCITA

Dopo un periodo di divisione e di sudditanza verso gli Hyksos anche per il mondo egizio è il momento della riscossa, della rinascita e a personalizzare questo momento è proprio un faraone, il faraone Kamose.

fratello di Ta’o che dal nome stesso se ne intuisce la discendenza asiatica e che pertanto non poteva che essere fratello solo da parte di madre ma non certo di padre, perciò ne conseguono diverse riflessioni sulla rettitudine materna.

Kamose è ricordato come uno dei principali artefici della riscossa egizia dal dominio degli hyksos e da quanto risulta dai “giornali” dell’epoca, i dignitari di corte, dei fifoni pusillanimi, non erano concordi con il sovrano sulla circostanza di attaccare il nord e cercavano di annacquare le dichiarazioni bellicose del faraone per paura di entrare in conflitto con il nord; del resto era un atteggiamento normale per i tradizionali polli.

Kamose, dal canto suo, si lasciava andare in affermazioni chiaramente provocatorie sentendosi il vero e unico faraone d’Egitto, diceva: “…Io vorrei sapere perché sono il faraone di una sola parte del pollaio e le altre parti sono governate da copioni che al massimo possono sembrare dei tacchini ma non certo dei faraoni, sono stufo di sentirmi un faraone di serie B.”

Ovvviamente tutti a dargli ragione e a confortarlo nel considerarlo l’unico e vero faraone D.o.p. D.o.c. e tante altre sigle che non convincevano in alcun modo Kamose.

Iniziarono pertanto delle guerre fra Kamose e i principi dell’alto Egitto che erano sottomessi agli Hyksos.

Questi principi, in ottemperanza ai dettami dei loro protettori, non si difesero molto ma mandarono degli sos, come da tradizione, senza avere nulla in risposta, come se gli Hyksos avessero dimenticato la loro natura, anche loro si erano rammolliti.

Kamose capì il dettaglio della loro debolezza e riuscì a sconfiggerli tutti, riconquistando gran parte dell’Egitto, eccetto Avaris; la capitale degli Hyksos che, però, resisteva e per questo egli non potè passare alla storia come colui che riunificò l’Egitto, ma ci andò vicino.

Alla sua morte divenne Faraona la madre Ahhotep, il cui nome significava “possa la luna essere soddisfatta”, che dà l’idea di una persona lunatica che doveva essere soddisfatta per evitare di incorrere nelle sue ire.

Ella fu una grande estimatrice di gioielli e conosciuta a quel tempo per le sue mani bucate, infatti durante la sua reggenza, rimase per ben 10 anni sul trono, in quanto il figlio, legittimo erede, di nome Ahmose, era minorenne; Ella spese in gioielli una fortuna, tanto che quando il figlio diventò maggiorenne furono i tesorieri del regno ad affrettarsi a ricordare che doveva abbandonare il trono e questo fece molto bene alla finanza del tempo.