HITTITI: IL RE MURSILI I°

Gli Hittiti, dopo aver sfogato la loro rabbia e il loro risentimento verso il vicinato lasciarono che ad essere sempre iroso e instabile fosse il loro Re che in questo modo li rappresentava ed era il continuatore della tradizione.

Perciò i vari Re avevano sempre più accentuato questo segno caratteristico di persone sempre irose e arrabbiate.

Questo Re, Mursili, viene ricordato come un cane che morde, da qui il suo nome Morsili; sempre arrabbiato, ad abbaiare contro il mondo e passa alla storia come colui che ringhiando conquista e annette la città di Aleppo e saccheggia Babilonia proprio in ossequio a questa sua innata violenza.

Egli viveva nel suo palazzo, chiamato il canile e quando vi erano le adunanze veniva tenuto al guinzaglio, per questione di protocollo di sicurezza, sembra che fosse goloso di croccantini e faceva almeno una volta al giorno una passeggiata nei giardini.

Peraltro dobbiamo considerare che il Re era l’unico che giocava alla guerra, insomma faceva tutto da solo con il potere del proprio spaventoso ringhio mentre tutti gli altri nobili stavano lì, belli tranquilli, a guardare seduti in panchina ed è per questo che l’assemblea nobiliare ittita venne chiamata Panku.

Potrebbe sembrare una situazione di equilibrio istituzionale stabile ma così non fu ed egli morì, anzi, fu assassinato dal cognato, un certo Hantili, che si era stufato di stare in panchina e voleva giocare.

Questo fatto diede inizio ad una lunga serie di faide familiari, sempre nel rispetto delle caratteristiche della famiglia reale che si esprimeva abbaiando, mordendo e con ciò terrorizzava la popolazione, la quale assisteva a questo film dell’orrore come degli spettatori, vagamente interessati, seduti in prima fila sulla Panku… appunto, con tanto di bibite e scorpacciate di popcorn.

SANTORINI E IL MITO DI ATLANTIDE

Ci sono avvenimenti della storia che rimangono impressi come simbolo, a volte sono avvenimenti positivi ma a volte sono avvenimenti che raccontano disastri, spesso, a distanza di tanti anni non si intuisce se fu leggenda o realtà.

Questo è il caso di quanto accadde all’isola di Santorini, nel mar Egeo, in quel mare dove iniziavano a fiorire civiltà leggendarie come quella cretese di cui abbiamo già parlato.

L’isola sprofondò per causa di una tremenda eruzione vulcanica che causò danni in tutto il mediterraneo orientale e fin qui è tutto documentato, perciò realtà, cruda e non leggenda.

Ma allora cosa ci può essere in questa calamità per consentire di sorridere?

Intorno a questo fatto sono fiorite storie bizzarre.

Intanto diciamo cosa succedeva nello stesso momento nell’altro emisfero, infatti mentre tutto ciò accade, in Cina, sale la seconda dinastia Shang con il suo primo imperatore Da Ding grande appassionato di giochi da tavolo e inventore dei dadi, un fatto e un vizio che condizionerà tutto il popolo Cinese, che si diede al gioco in tutte le sue forme … ovviamente con l’ausilio dei neonati Dadi che venivano usati per ogni decisione da prendere, lasciando al fato le scelte da fare, così i dadi diventano l’oggetto indispensabile che tutti Cinesi dovevano avere con sè.

Morale: mentre nel mediterraneo veniva distrutto tutto dal vulcano, in Cina giocavano a dadi … questo la dice lunga sulla filosofia di vita dei due emisferi.

Tornando dalle nostre parti, sopra ogni cosa, però, in questo drammatico periodo gli esperti hanno preso anche in questo caso un granchio enorme, avvalorando con questa eruzione la scomparsa della mitica terra di Atlantide…

Ma se era nell’egeo non poteva essere nell’atlantico!

Supportati da scrittori, storici, filosofi e pensatori allo stato brado, viene lanciato nell’immaginario collettivo questa fantasia sulla mitica terra di Atlantide, una sorta di paradiso terrestre che nonostante gli innumerevoli sforzi non è mai stata trovata.

Ora i casi potrebbero essere tre:

  1. gli esperti del tempo erano scarsi in geografia, tesi che può anche stare in piedi.
  2. il passaparola, fra eruditi del tempo che parlavano lingue diverse ha creato una confusione di luoghi e nomi, tesi fin troppo benevola e scientifica su cui si potrebbero costruire alibi per gran parte dei fatti riportati dell’antichità.
  3. Tutte le persone di quel tempo assumevano erbe non convenzionali … fatto che giustificherebbe in seguito anche le visioni Omeriche.

Potrebbe anche essere una miscela di tutto questo e che ha creato l’effetto di tutte queste cose messe insieme, il che spiegherebbe la dovizia di particolari fantasiosi e l’elemento leggendario che questa questione ha assunto nel tempo … ma il tempo è galantuomo e di Atlantide … nemmeno l’ombra.

IL RE DEGLI OTTUSI: HATTUSIL I°

Gli Hittiti si erano trasformati in un popolo ottuso e il Re degli Hittiti, quindi degli ottusi che governava dalla nuova capitale di Hattusa era perciò il “primo degli ottusi” .

Egli era  “figlio di un fratello di Tawananna”, moglie del mitico re Labarna, famosa per la sua pigrizia e per il sonno pesante e della sua cantilena che faceva dormire (per questo motivo dal suo originale nome Tawa gli aggiunsero il suffisso nanna).

Hattusil fu chiamato dal suo popolo a regnare al posto della zia, per evitare che tutto il popolo cadesse in un lungo letargo, bandendo la zia e vietando qualsiasi filastrocca o ninna nanna e punendo violentemente tutti coloro che le praticavano, si mormora che dalla sera e per tutta la notte ci fossero ronde di ispettori che giravano per la città per controllare che nessuna ninna nanna potesse aver luogo.

Il Re non ebbe molta fortuna a livello familiare, infatti sua moglie fu Kaddusis così chiamata perché non si reggeva in piedi, cadeva continuamente.

Si conoscono alcuni suoi figli: Huzzivas, governatore di Tappasanda che fu deposto in quanto ribelle contro il padre e quindi diseredato; Labarna (figlio di una sorella però adottato da Hattušil che lo mandò a fare il sacerdote); la figlia Hastayar il cui figlio diventerà l’erede al trono; Mursilis.

Hattusil, ottuso fra gli ottusi, era considerato un attaccabrighe e durante il suo regno condusse il popolo degli Hittiti a combattere contro tutti i suoi vicini finchè, daglie e ridaglie, non fu ferito mortalmente.

HITTITI: L’ERA DEGLI OTTUSI

Non c’è da stupirsi se nel panorama dei popoli stressati di questa epoca capiti che, dopo innumerevoli peripezie, qualcuno possa anche entrare in una specie di coma dell’intelligenza e trasformarsi in un popolo sostanzialmente ottuso.

Questo sembra proprio che sia accaduto agli Ittiti, prima emarginati, governati da Re “particolari” ed infine divenuti saccheggiatori senza pietà e senza scopo.

Un curriculum penoso che ha portato questo popolo nel 1650 a.C. a riconoscersi in tale condizione e che per poter far conoscere al mondo la propria situazione mentale, elesse il proprio Re con il nome di Hattusil I, che tradotto significa “il primo degli ottusi “, di cui parleremo più diffusamente la prossima volta.

HATTUSA: UNA CAPITALE SU MISURA

Da un Re con tale nome non ci si poteva attendere che la conferma del suo significato.

Ciò avvenne quasi subito, quando il Re impose il trasferimento della capitale del regno in una nuova città fatta erigere per consacrare al mondo e ai posteri le “virtù” intellettuali contemporanee.

La città non poteva che chiamarsi Hattusa, ovvero, “ottusa”.

La particolarità di una città ottusa dalle sue fondamenta è visibile nella stagnazione di ogni evoluzione, persino nel linguaggio ma, peggio, anche nelle semplici discussioni.

Ognuno rimane del proprio parere, perché non è abilitato a comprendere l’altro.

Le discussioni o finiscono a botte, oppure non hanno proprio fine.

Sembra che il gotha della scienza si fosse riunito in assemblea permanente per scoprire il motivo per il quale uno più uno dovesse fare due; non ci è dato di sapere se in qualche angolo remoto dell’aldilà, tali figuri, stiano ancora discutendo.

LA VENDETTA DEGLI HITTITI

Il popolo Ittita aveva covato verso il resto del mondo un astio tutto sommato anche giustificato.

Negletto ed emarginato, il popolo Ittita aveva una sola colpa, ovvero quella di emettere dell’odore dopo soli tre giorni di frequentazione, cosicchè il popolo veniva respinto ed indotto ad un nomadismo senza fine.

A tutto questo gli Ittiti volevano porre fine ed arrabbiati col mondo intero presero a devastare tutto ciò che incontravano nel loro peregrinare.

Avrebbero fatto meglio a lavarsi e profumarsi, ma che cosa volete farci, non tutti sono così immediati nella logica.

Fu in questa foga un popolo corridore, nel senso che non si fermavano mai.

Per poter interpretare al meglio le attitudini e le volontà di questo popolo, i loro Re erano sottoposti ad importanti test atletici e di resistenza, dovevano essere infatti coloro che davano l’esempio e per impersonare meglio questo spirito, al posto della corona, gli veniva dato un berretto da atleta e si potevano riconoscere per le loro sfolgoranti scarpe da ginnastica sempre all’ultimo grido.

Tutto funzionò per molto tempo fino a quando un Re, stanco per definizione, si rifiutò di continuare a correre e chiuso nel suo palazzo, riflettendo sulle tradizioni popolari, dedusse che occorreva effettivamente continuare a correre ma per devastare il mondo e per far ciò bastava costruire un carro…

A voi sembrerà anche una banalità ma è dalle banalità che nascono le tragedie; così egli nella sua inetta pigrizia inventò il primo carro da guerra ovvero l’antenato del carro armato.

Il suo nome era Labarna, che assomiglia più ad un liquore, anzi ad un amaro, visto gli effetti provocati; era il 1675 a.C. e il popolo Ittita si riverserà nei territori adiacenti sfogando la loro collera contro il mondo in una sorta di ottusa vendetta.

GIUSEPPE IL PRIMO TOUR OPERATOR

L’intraprendenza dei singoli componenti del popolo ebreo ha prodotto nel tempo originali e “profetiche” esperienze.

Non è nostro compito entrare nel merito della vita di personaggi iconici che vanno aldilà della loro semplice vita terrena ma ci piace andare a fantasticare in modo allegro su possibili e particolari avvenimenti che lasciano spazio a qualche sorriso.

In particolare vogliamo citare la grande iniziativa che un’agenzia di viaggio ha lanciato al popolo ebreo in occasione del 1700 a. C. anno di inizio secolo.

Venuto a sapere che i confini con l’Egitto erano poco controllati, essendo, colà, in piena espansione il fenomeno degli Hyksos; tale Giuseppe, dinamico proprietario della agenzia di viaggio “Il PROFETA” pensò di lanciare l’iniziativa “vedi il Cairo e poi muori” (strano a dirsi perchè il Cairo ancora non esisteva ma si sa lui era un profeta … ) che consisteva in un viaggio in Egitto per vedere la nascita di un nuovo secolo e di una nuova città, Il Cairo.

Il successo di questa iniziativa fu enorme, “biblico”, tutto il popolo ebreo vi aderì e Giuseppe ebbe notevoli difficoltà organizzative nel soddisfare tutti i suoi clienti.

Comunque il viaggio ebbe inizio e Giuseppe seppe portare il suo popolo in Egitto dove effettivamente vide l’alba di un nuovo secolo ma non vide la nascita della città del Cairo.

Molte furono le proteste e le richieste di risarcimento, ma peggio ancora fu il momento quando si seppe che i biglietti del viaggio erano di sola andata.

Tutti si erano finanziariamente svenati per riuscire a fare quel viaggio e non possedevano più nulla per potersi pagare il ritorno a casa, furono intentate anche delle class action e le assicurazioni fecero una gran fatica a sobbarcarsi le conseguenze di tale impresa.

Iniziò così un lungo periodo di sofferenza per questo popolo costretto a fare qualsiasi cosa in terra straniera pur di sopravvivere.

L’agenzia di viaggio d’incanto scomparve ma di Giuseppe e del suo viaggio ancora oggi si parla.

LA TORRE DI BABELE

In ogni città babilonese che si rispetti doveva esserci una torre al centro della città, una sorta di ascensore verso il cielo dove Dei e uomini potevano alternativamente salire e scendere … con la sola differenza che per gli uomini si trattava di sola ascesa senza ritorno mentre gli Dei potevano fare un giretto per la città, fare shopping e poi risalire.

queste torri venivano chiamate Ziqqurat, noi oggi li chiameremmo grattacieli e come oggi, per esempio a New York ci sono le Trump tower o la Rockfeller tower, anche allora vi erano grattacieli nominali.

A Babilonia, in particolare sorgeva la famosa torre di Babele, oggi diremmo la Babele tower, ovvero il grattacielo di questo antico magnate di nome Babele che evidentemente aveva una capacità finanziaria spropositata.

Fu lo stesso grande Re Hammurabi che disse a Babele di costruire la torre simbolo di Babilonia che diventerà una delle antiche meraviglie della terra ma un conto è dirlo e un altro eè farlo, infatti per costruire la grande torre ci vollero la bellezza di 12 secoli per terminarla … tra permessi, nulla osta delle belle arti, approvazione del progetto, ricerca dei finanziamenti, convincere i sindacati che si poteva lavorare anche in altezza, convincere i sacerdoti che non si sarebbe dato fastidio e rumore agli Dei … e poi occorreva costruirla, altro che la Salerno – Reggio Calabria che al cospetto ha delle performance da record … insomma, tutto il mondo è paese.

Alla fine comunque venne costruita e una delle particolarità fu che ogni piano era dedicato ad una etnia o una corporazione alfine di non scontentare nessuno perchè non dobbiamo dimenticarlo che Babilonia era un coacervo multietnico, anarchico e caotico, seconda solo a Macedonia che vedremo, però, più in là nel tempo.

L’altezza della torre, alla fine, sembra fosse di 90 metri e 8 piani e fu dedicata al Dio Marduk, il Dio delle comunicazioni, proprio perchè essa doveva far comunicare gli Dei con gli uomini, del resto Ziqqurat tradotto significava “costruzione alta” e in cima c’era il tempio a lui dedicato, crediamo ipotizzando a forma di antenna parabolica.

LE LEGGI DEL TAGLIONE DI HAMMURABI

A Babilonia regna il grande Re Hammurabi che viene dato come saggio e giusto ma egli non ne poteva più di dedicare parte del suo tempo per dirimere e giudicare situazioni di conflitto fra persone e altre questioni di rapporti sociali, anche perchè ogni volta doveva comminare una pena ad hoc e questo era frustante per lui e per gli altri che non sapevano cosa aspettarsi perchè poteva dipendere anche da come si era svegliato il Re.

Perciò un bel giorno decise di mettere su pietra alcune regole e le cosiddette pene accessorie in modo tale che tutti sapessero a cosa andavano incontro in certe circostanze, naturalmente gli storici le riportano in modo troppo serioso e noi abbiamo voluto interpretare il momento a nostro modo e vogliamo riportarvi l’elenco del primo vero codice di leggi della storia … poche cose ma chiare.

IL CODICE DI LEGGI

Se qualcuno fa un buco nella casa di un altro verrà considerato un guardone e giustiziato.

Se qualcuno commette una rapina ed è preso, merita di essere giustiziato perché come ladro è un vero fallimento.

Se un figlio percuote suo padre, anche il padre potrà rivolgersi al telefono azzurro.

Se qualcuno cava un occhio al figlio di un ricco non succede nulla perché il ricco può pagarsi una protesi dell’occhio nuova.

Se qualcuno spezza un osso di un altro, dovrà essere ingessato anch’esso per fargli sopportare lo stesso disagio.

Se qualcuno cava un occhio di un plebeo o spezza un osso ad un plebeo vuol dire che era davvero incazzato con lui.

Se si cava l’occhio di uno schiavo o si spezza l’osso di uno schiavo vuol dire che è stato un incidente e sono cose che possono capitare.

Se qualcuno fa cadere il dente ad un suo uguale viene nominato dentista.

Se qualcuno cava un dente ad un plebeo vuol dire che c’era una carie da rimuovere e il plebeo non lo sapeva.

Se un medico cura un uomo ricco e il paziente muore rischia grosso, ma se il paziente è un plebeo si potrà sostenere la buona fede del medico e se il paziente è uno schiavo si dovrà tener presente che la scienza non è infallibile.

Se un soldato viene richiamato e non vuole partire verrà giustiziato e colui che prenderà il suo posto nell’esercito lo prenderà anche a casa, cioè “cornuto e mazziato”.

Se un architetto costruisce una casa e questa crolla uccidendo il proprietario, l’architetto diventerà il nuovo proprietario, ma se a morire dovesse essere il figlio del proprietario allora ognuno sta a casa propria e si partecipa insieme a un bel funerale.

meno male che il senso giuridico ha avuto una sua lodevole evoluzione.

IL MITICO RE HAMMURABI

Era il 1700 a.C. quando a capo dei Babilonesi venne eletto Hammurabi e da quel giorno nulla fu più come prima.

Il Re Hammurabi fece grandi cose per i suoi sudditi, ma lui soleva lamentarsi dei suoi sudditi perché non apprezzavano abbastanza tutto ciò che aveva fatto per loro e così fece scolpire i suoi meriti sulle mura dei palazzi di Babilonia con scritte di questo tenore: “Ho messo insieme due sfigati popoli, ho alzato il tenore di vita e aumentato le case popolari, ho ratificato un concordato con i religiosi, sono un pacifista, sono un giusto perché ho evitato che il forte sopraffasse il debole e davanti a me tutti sono uguali, ricchi, meskinu e schiavi … perciò perché non mi adorate come un Dio ?“

Infatti questo era il suo cruccio, non essere temuto e adorato come un Dio, come avveniva negli altri regni del tempo, ma ciò non era possibile perché fondamentalmente i babilonesi erano atei, anzi, grazie a Lui erano diventati dei proto-comunisti.

In questo clima sociale e avvolto da un suo impeto di estrema intolleranza, Hammurabi, un giorno, alzatosi col piede sbagliato, pensò bene che occorreva lanciare un’offensiva verso le idee devianti.

Dichiarò iniziata la “Rivoluzione culturale” che consisteva nel bruciare tutti i libri esistenti in una sorta di premonitrice “notte dei cristalli “.

Dopo alcune devastazioni inusitate e perpetuate nel proprio regno, egli ebbe la visione del “grande satana” da abbattere che si trovava nella città di Mari (sui monti) e sostanzialmente si trattava della più grande biblioteca del tempo.

Decise perciò di invadere Mari e una volta fatto, incendiò la sua biblioteca; era il 1695 a.C. e Hammurabi si mise a piangere, non per pentimento ma perché nel grande rogo bruciarono anche i suoi fumetti preferiti.

Coloro che sostengono la grande novità ed originalità del pensiero di Mao nel XX secolo, evidentemente non hanno studiato bene la storia e sicuramente non hanno letto le nostre peripezie.

Infatti, Mao tse tung non fu altro che un copione, tutta la sua teoria fu lanciata ed inventata da un antenato illustre, parliamo di Hammurabi, re di Babilonia e primo vero comunista della storia.

Egli creò il suo codice di leggi che era il suo pensiero e non ammetteva che vi fossero altri pensieri oltre al suo, una sorta di libretto rosso che però nella fattispecie era una pietra marrone e queste leggi dovevano valere non solo nel suo regno ma persino in quelli accanto.

Il suo odio verso i libri, di ogni specie, nasceva dal fatto che esprimevano idee e le idee, quelle diverse dalle sue, confondevano il popolo.

Nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio di queste leggi, per lo meno per come le abbiamo interpretate noi.

I BABILONESI

Forse a causa della crisi che attraversava l’Egitto o forse perché, non di solo pollo vive l’uomo, sta di fatto che a questo punto irrompe nella storia il popolo di Babilonia, che fino a quel momento se l’era spassata nel suo lussurioso isolamento, rimanendo spettatore delle vicissitudini altrui.

I BABILONESI

Il popolo Babilonese prende il nome dalla sua città simbolo, ovvero Babilonia, il cui nome è diventato sinonimo di gran confusione ed è un popolo molto dotato, anche dal punto di vista fisico (qualcuno riferisce sussurrando anche a livello sessuale) e fu un Popolo multilingue e apertissimo a molte cose, addirittura troppe secondo alcuni critici, che portarono questo popolo ad essere il più moderno di quel periodo e il più intraprendente ma anche un po’ anarchico.

Fu infatti grazie alla loro capacità di mediazione all’interno delle diversità che riuscirono a mettere insieme i Somari e gli Accadi e inventando un impero grande tutta la mesopotamia.

Questa loro apertura mentale portava con sé anche alcune novità socialmente utili; per esempio questo era il primo regno antico diviso in caste aperte, cioè alle tre caste, i liberi, i meskinu (siculi peccaminosi pentiti, antenati dei nostri pentiti mafiosi) che sembrava, detta così, che questa fosse la classe media e il fatto che la classe media fosse chiamata in questo modo lascia spazio a tante riflessioni sulla natura attuale di questa classe sociale, e infine c’erano gli schiavi, quelli erano sempre uguali nei secoli dei secoli… amen

Tutti gli abitanti potevano appartenere a qualsiasi di queste caste perché a secondo di come ci si comportava si poteva retrocedere o essere promossi, oggi lo chiameremmo ascensore sociale, a quel tempo lo chiamavano “vita mea, morte tua” anche perchè non avendo ascensori erano costretti a salire con le scale; questo stato d’animo portò con sè una grande frustrazione soprattutto fra chi gli capitava di retrocedere … ed era la cosa più diffusa.

Per far funzionare un tale sistema occorreva avere delle regole ben chiare e precise e a questo ci pensò il loro Re Hammurabi, scrivendo il primo codice di leggi che la storia ricordi di cui ci occuperemo più avanti.

I Babilonesi segnano una svolta nella evoluzione dei popoli del medioriente che finalmente possono gareggiare con i loro vicini, avversari Egiziani, sia nei vizi che nelle virtù, anche nelle stupidate che però, in un certo senso, hanno portato i Babilonesi a fare tesoro delle esperienze altrui … anche se, come vedremo, non sempre si prendono gli esempi migliori, seguite i prossimi articoli e non mancheranno curiosi racconti.