IL FUOCO

Era una notte buia e tempestosa e nell’orgia sfrenata della competitività, spesso assassina ed incosciente, un omino vide cadere un fulmine su un altro omino che, a sua volta, prese a bruciare.

Dapprima si rallegrò per lo scampato pericolo, del resto vigeva il motto “morte tua vita mea”, poi fu, è il caso proprio di dirlo, “illuminato”.

Egli non era che uno sfortunato antenato, senza gloria alcuna, che per dimostrare qualcosa ebbe l’insana idea di gettarsi sopra quel rogo umano, per far vedere a tutto il mondo che anch’egli poteva essere considerato un illuminato. 

Il gesto coraggioso ebbe, però, una durata limitata, ma quel che più è peggio è il fatto che in molti presero ad imitarlo, finché qualcuno pensò bene di prendere solo un brandello in fiamme per portarselo in giro.

Tale pratica divenne immediatamente come una moda e si sparse velocemente per il mondo trasformandolo in una grande fiaccolata ed è così che nacquero gli incendi dolosi, i piromani, i bonzi, i roghi, i falò, le cucine, i lanciafiamme, i camini e ovviamente i pompieri.  

Non capita spesso di soffermarsi sulla grande capacità dell’uomo di progredire, non capita perché, forse, non si tratta di capacità ma di c… fortuna.

Le scoperte dell’umanità sono il frutto di incredibili combinazioni ed insperati successi, inspiegabili, perché non raggiunti da un percorso regolare e voluto dell’intelligenza, ma irrazionale in un percorso assolutamente disorientante, perciò non stupiamoci se l’uomo, visto l’antefatto, di fronte alle scoperte si trova sempre impreparato e fatica non poco a comprenderne la novità.

Se l’uomo avesse compreso le sue scoperte, noi non potremmo scrivere tutto questo.

Superato, con una certa dose di difficoltà il periodo dell’età della corsa, gli omini sono pronti al prossimo livello evolutivo che noi abbiamo chiamato “L’età del Suicidio”.

… Seguite il prossimo articolo.

L’ETA’ DELLA CORSA

L’età della corsa è la prima parte dell’evoluzione dell’uomo,  lanciato verso nuovi traguardi.

Comunque non si pensi che la corsa sia dovuta alla voglia di arrivare ai traguardi evolutivi, essa è figlia della sopravvivenza e della paura.

E’ l’età che ha provocato la prima selezione ed ha permesso ai sopravvissuti di temprarsi lo spirito per poter affrontare le fasi seguenti.

Se si pensa che la prima cosa che l’uomo ha fatto con coscienza è quella di scappare, abbiamo già dato molte risposte sulle condizioni mentali e psicologiche dei nostri avi.

La fifa imperava e nessuno aveva il coraggio di sottrarsi a questa fatalità, perciò gambe in spalla e via in una folle corsa senza fine, senza una meta, a girare e rigirare per il mondo, tutti insieme appassionatamente.

La grande fuga coinvolse tutti, ma la fuga da cosa ?.

Siamo piuttosto sicuri che fuggivano da animali poco socievoli e affamati, generalmente affetti da eccessivo sviluppo nella crescita e da ghiacciai ingombranti e straripanti.  

La gente doveva correre, ne era costretta e lo faceva in tutte le condizioni possibili, con le stampelle, a quattro zampe, persino i neonati appena sganciati dal cordone ombelicale incominciavano a correre.  

Chi correva ad est, ad ovest, a sud o a nord, ogni tanto si scontravano, i più longevi si ritrovavano, ma mai e poi mai osavano fermarsi.

In questo periodo il mondo era percorso da effetti che si possono dire “collaterali” , ve ne suggeriamo solo alcuni … giusto per dare l’idea.

Uno degli esempi più eclatanti erano gli omini dotati di resistenza e di spudorata incoscienza, capaci di cambiare ritmo di corsa, giocando a bleffare con gli animali dell’epoca, pratica alquanto pericolosa, costoro erano assai longevi e beffardi e vivevano  nella continua ossessione di arrivare prima degli altri ma, essendo parte di un mondo in perpetuo movimento, non riuscivano mai a godere della soddisfazione di essere arrivati primi o di ricevere gli onori di una vittoria e ciò procurava loro enormi stati di depressione e un consistente numero di suicidi derivati dalla conseguente frustrazione.  

Altro esempio tipico di questo periodo lo possiamo constatare nell’atteggiamento dei ghiacciai, che al contrario di quelli che conosciamo attualmente, erano dotati di arti inferiori e qualcuno giura anche di arti superiori, dotati di un carattere prevalentemente freddo, lenti ma inesorabili nel loro intercedere e capaci di trasformarsi in diverse forme adattandosi a qualunque luogo.

Si dice che fossero dei gran chiacchieroni o almeno così dobbiamo interpretare le note tramandate dove descrivevano i ghiacciai aventi lunghe lingue, anche se in altre citazioni troviamo elementi contraddittori visto che vengono descritti come muti e silenziosi.

Di questi esseri possiamo ragionevolmente essere sicuri che avessero una carnagione bianca e che mal sopportavano il sole, amanti invece dell’inverno, si potevano udire le loro poetiche frasi sussurrate al vento nei giorni di bufera.

Questo periodo, contraddistinto dalla corsa perpetua portava con sé anche aspetti di tipo economico, per esempio sappiamo che una delle conseguenze comprensibili dello stato sociale del tempo era l’enorme fortuna dei prodotti farmaceutici, utilizzati in modo massivo per ovviare alle situazioni che vi abbiamo spiegato, infatti, le fughe perpetue e il clima instabile, insieme all’ossessione degli animali poco socievoli dietro l’angolo e dei ghiacciai in agguato, provocarono delle malattie ricorrenti e diffuse, diremmo endemiche che si possono considerare come le prime malattie professionali della storia.

Le più diffuse erano quelle delle vie respiratorie, come i raffreddori e le bronchiti, oppure i disturbi intestinali provocati dagli improvvisi incontri con gli animali dell’epoca.

I rimedi più diffusi erano, l’amputazione del naso, per i raffreddori più resistenti e il tappo nel fondo-schiena per bloccare lo sbrodolamento, ovviamente erano rimedi adeguati alla più avanzata ricerca scientifica del tempo e non ci si deve stupire se, nella quasi totalità dei casi curati, la morte era data al 99,999%; perciò era meglio non ammalarsi !

Inoltre possiamo segnalare, dal punto di vista economico, tipico di questo periodo, l’escalation in borsa del titolo “Pedestrus”, una nota azienda multinazionale calzaturiera che ha lanciato sul mercato il servizio “scarpe a domicilio”, decisamente utile per una popolazione che non ha domicilio stabile, del resto in questo clima di perpetua fuga, la cura dei piedi era considerata essenziale ed è in questo periodo, infatti, che nascono le prime scarpe da tennis e i primi callisti e per coloro che non volevano perdere il vizio, ecco la cyclette, eletta a status symbol per i più perversi, per non parlare della dieta quotidiana dove viene inserita l’aspirina e si proibiscono, per legge, i lassativi, considerati assolutamente superflui.

Peraltro, nella descrizione sommaria della vita in questo periodo ci vengono in soccorso le numerose iscrizioni rupestri rinvenute e che ci consegnano anche particolari interessanti rispetto ad altri esseri non umani ma evidentemente considerati simpatici agli omini in perpetua fuga; Fra questi possiamo ragionevolmente includere i Mammuth, una sorta di antenati degli elefanti, ma al contrario di questi ultimi che sono solo maschi e gay, i mammuth erano solo di sesso femminile con tendenze lesbicali e non si sa come, ma riuscirono anche ad essere gravide e a partorire dei deliziosi bimbuth mentre i papputh rimanevano sconosciuti, probabilmente per eccesso di vergogna, visto che i mammuth non erano certo delle fotomodelle.

Altro elemento assolutamente caratteristico di questo periodo è “l’Homo Marathona” ovvero il primo esemplare di ominide pensante dotato più di gambe che di testa, si narra che le caviglie fossero molto vicine al collo.

Il soggetto era dotato di un alto senso della gara e della competitività e lo si poteva individuare facilmente perché era sempre vestito da spiaggia ed era riconoscibile dalla numerazione sulla schiena che ne delimitava il numero protetto doc.

Ma in questo periodo avvengono anche sconvolgenti scoperte, fondamentali per il proseguo del percorso storico e umano; fra queste va annoverata sicuramente la scoperta del fuoco!

Chissà in quanti e complicati modi vi è stata descritta questa fondamentale scoperta, ebbene noi, con i nostri potenti elementi di fantasia, ve ne diamo, nel prossimo articolo una versione che indubbiamente si scosta da quelle più gettonate ma che potrebbe destare in voi qualche simpatia… continuate a seguirci

LA PREISTORIA

Dopo aver doverosamente accennato a dove tutto ebbe inizio e abbandonato un primo delicato abbraccio del mito e la leggenda, facciamo necessariamente un salto temporale e iniziamo il tragico ed ineffabile percorso della storia partendo da quegli uomini preistorici che tanto sono dibattuti sui libri di scuola.

Pochi sanno, ed è meglio così, che tutto questo dibattito è stato reso possibile grazie al notevole grado di sporco con il quale gli omini del tempo erano abituati a convivere.

Per dirla in poche parole, gli uomini preistorici erano dei sozzoni, non si lavavano mai e, perciò, hanno lasciato innumerevoli tracce del loro passaggio.

Con l’andar del tempo, però, l’igiene migliorò, ma non per tutti (qui sta la nostra fortuna), infatti anche oggi possiamo incontrare uomini preistorici che si adoperano, con scienza e coscienza a lasciare tracce per i posteri.

La loro esistenza è di fondamentale importanza e occorre ricercare politiche sociali atte a far sopravvivere questa specie che tanto ha dato alla storia del mondo.

COSA CERCARE

Se può apparire scontato la necessità di cercare e ricercare per poter raccontare le vicende avvenute millenni orsono, un po’ meno scontato è cosa cercare e tantomeno come farlo.

Visto il tipo di materiale a disposizione, bisogna innanzi tutto dare merito ai valorosi ricercatori che grazie al loro martirio, ora, possiamo raccontare scemenze.

Il tasso di mortalità dei ricercatori in questo campo è il più elevato fra tutte le professioni, essi sono considerati una categoria a rischio e usurante, la sola categoria che può andare in pensione a soli trent’anni di età … tanto nessuno ci arriva.

Comunque, annotiamo che ogni periodo porta con sé numerose e chiare caratteristiche che ne tracciano l’inequivocabile profilo, partendo dai cambiamenti di tenore di vita, diversi dai baritoni (!) perché più evidenti in un concerto di immondizia varia, per poi passare a svalutazioni, inflazioni, tassi di sconto … tassi … taxi … (!) o semplicemente tasse (elemento costante della vita sociale).

Il PIL era, nella preistoria, una  parolaccia ingiuriosa, pensate, era addirittura meglio che uno non avesse PIL.

Dobbiamo anche svelare che una delle cause per le quali, oggi, possiamo raccontarvi le particolarità del passato, è senz’altro quella dell’agitazione dei netturbini di tutto il globo che incrociarono le braccia in uno sciopero durato qualche migliaio d’anni e che ci permette il ritrovamento di molteplici resti.   

Cosa recriminassero questa categoria importantissima non è dato saperlo, qualcuno insinua che fossero preoccupati per il loro posto di lavoro, avendo la sensazione che l’igiene generale andava migliorando e per conseguenza la loro importanza andava diminuendo.

PERIODI & PERIODI                                                    

Prima di far scorrere le peripezie degli umani veniamo ad un ultimo dettaglio e problema da risolvere: la datazione degli eventi.

Con tutta la buona volontà e subliminando i numerosi reperti e fonti storiche, nonostante le tecnologie moderne e d’avanguardia vogliono farci credere di poter datare qualsiasi cosa esistita nel passato, posso tranquillamente dire che non credo ad un fico secco di quanto dichiarato dai sedicenti esperti che si inoltrano in tali suggestive datazioni; In ogni caso, però, a qualcosa dobbiamo pur appellarci e allora lo faremo, unicamente per il periodo preistorico, indicando sommariamente i periodi e le ere senza addentrarci in impossibili più specifiche datazioni.

Con molta riluttanza, abbiamo, per secoli, sentito suddividere i periodi della storia con dei nomi in base alla materia prima di moda o dominante nel periodo interessato e ci riesce difficile capire come chiamerebbero l’attuale periodo coloro che hanno inventato questa singolare logica.

Peraltro, questi scienziati, hanno iniziato un lavoro di classificazione, per poi interromperlo senza dare spiegazioni, cosa normale, per la verità, ma noi crediamo che sia intervenuta una mancanza di logica, oltre anche ad una cronica mancanza di fantasia.

Comunque lo si voglia vedere , il processo evolutivo dell’uomo, in quell’arco di tempo chiamato preistoria,  durò molto … forse troppo!

Infatti, questo permise agli omini di prendersela con calma e sappiamo che quando le cose marciano lente, c’èsempre chi ne vuole approfittare e ciò accadde puntualmente con una categoria chiamata … “PIGRONI”.

Tale categoria è pressoché indistruttibile e se ne può analizzare ancora oggi degli elementi, ricercandoli, senza tanti sforzi, presso istituzioni pubbliche e statali.

Partiamo quindi dal primo e più lontano periodo della preistoria che chiameremo …

LE FONTI STORICHE

Come tutti i grandi narratori e miscelatori di verità storiche, anche noi abbiamo attinto all’immenso sapere storico e alla letteratura di specie, ovverosia alle cosiddette fonti storiche.

Per scacciare dubbi impietosi, chiariamo subito cosa intendiamo per “fonti”.

Onestamente ammettiamo che il nostro pensiero si era predisposto a considerare le fonti di tipo oligominerale, ma siccome alcune promettevano fegati centenari e altre di tornare indietro di dieci anni, avendo necessità più ardite, nostro malgrado, abbiamo dovuto accettare le fonti tradizionali provenienti dagli esperti, che come è noto non sono certo degli astemi.

Del resto, solamente delle menti annebbiate dall’alcool o da tante bollicine di anidride carbonica, potevano inventare delle storie così bizzarre e ad alto impatto emotivo.

Inoltre, avendo una natura fondamentalmente pigra, non riteniamo utile sforzarci a trovare altri percorsi di narrazione, generando confusione nei lettori e disaffezione verso le scienze tradizionali, insomma, ci si può divertire anche, semplicemente, interpretando a nostro modo le fonti tradizionali … o quasi!

LE VARIE FONTI

LE FONTI SCRITTE

La prima e imprescindibile categoria di fonti da tenere in considerazione è senza alcun dubbio quella delle “fonti scritte”.

Vogliamo specificare che per noi in questa categoria annoveriamo in modo assolutamente esclusivo, le parodie, di cui non bisogna affatto decurtarne la veridicità e la validità escatologica (modo erudito per dire che occorre prenderle sul serio … e non sull’Adda), le opere buffe e … le buffe opere (qui potremmo racchiudere quasi tutto il genere letterario).

Ma non fermiamoci all’ovvio e includiamo in questa importante categoria le riviste umoristiche (ovvero i quotidiani, le riviste settimanali, Stop, Eva, Panorama, Sorrisi e canzoni TV, Novella 2000, ecc…. tralasciando Topolino, Linus e altri fumetti troppo seriosi !!!).

LE FONTI MUTE

La nostra sete di sapere e il nostro approccio non potevano farsi mancare anche quelle fonti che hanno avuto la maggiore difficoltà di reperimento da parte degli “esperti”; parliamo delle fonti cosiddette “mute”!

Queste fonti sono facilmente raggruppabili in famiglie, per lo più “onorate” e visibili anche in logge massoniche. 

Agglomerati di questa specie sono, infine, stati ritrovati dai nostri emissari in località sull’Aspromonte e in Sicilia e la scomparsa del nostro emissario che indagava nei luoghi tipici delle fonti mute … lascia spazio a deduzioni che vanno oltre i luoghi comuni e si fanno tristemente concrete e reali nel definire questa categoria in modo molto serio e pericoloso ma anche, ahimè, attendibile e se non altro degna di essere presa in esame e valutata ivi comprese le rivelazioni dei protagonisti di queste fonti, ovvero  il club dei pentiti.

In ogni caso, per mera prudenza, se ne deduce che è meglio non parlarne molto di queste fonti.

LE FONTI ORALI

Non volendo tralasciare alcuna informazione vagamente utile al nostro scopo, dobbiamo necessariamente dare presenza e attenzione anche alle fonti cosiddette “orali”, intendendo, inopinatamente, quelle fonti fatte d’oro !!!

Trovandoci nello stato di indigenza materiale e dovizia intellettuale, possiamo anche andare oltre questo “alto” concetto e accettare, in questa “chiacchierata” categoria, tutto ciò che riguarda i pettegolezzi, gossip, le barzellette, i “si dice” … tutte cose decisamente poco professionali e scarsamente attendibili ma indubitabilmente ad alto impatto spettacolare.

LE FONTI ENDOVENE

Una volta intrapreso un certo tipo di metodo, abbiamo dovuto allargare i nostri orizzonti e per completezza di informazione abbiamo preso in esame, dopo quelle “orali” anche le fonti “endovene”.

Queste fonti sono frutto di allucinazioni da parte di presunti specialisti del settore, detti spacciatori, che fra uno spinello e l’altro hanno decantato fantasiose e policromatiche storie, esse si distinguono fra quelle leggere e quelle pesanti e vi sono persino movimenti politici  che vorrebbero ufficializzare, almeno, quelle leggere .

LE FONTI ANALI

Infine abbiamo aperto la nostra mente anche a quelle fonti che non hanno diritto di presenza sociale, ovvero le fonti chiamate “anali”.

Non c’è nulla da scandalizzarsi perché trattasi di fonti ben note ma che valgono quel che valgono… confezionate, si fa per dire, con grande appello di parti umane.

Di solito non hanno uno specifico colore politico, il loro colore è tutto uguale, pertanto tutte le notizie pervenute attraverso i politici entrano di diritto in questa speciale categoria.

Le fonti anali sono, per lo più, di pessima fattura, volgari e il più delle volte rappresentano il mondo maleodorante delle falsità, che siano esse solide nella prefazione, liquide nella loro vaquità o gassose nella loro facile dispersione.

Comunque la storia è fatta anche di questo materiale, che piaccia o meno, ma è così!

IL PRINCIPIO

Ebbene, ricominciamo!

“In principio era il vuoto e il vuoto era buio” ma si sa che nel buio non ci si vede.

Una semplice e ovvia considerazione foriera di tante implicazioni, infatti, in questo stato di cose, coLui che è onnipotente e solo per deferenza non citiamo, pur abituato a vagare nel buio, prese una capocciata.

Difficile ricostruire il fatto e le dinamiche che lo hanno provocato e neppure contro cosa abbia incocciato, visto che, in realtà, non aveva creato ancora nulla.

In ogni caso il botto fu, diciamo, “celestiale”.

Con la testa fasciata in fretta e furia dal pronto soccorso angelico e ancora sotto choc, non tanto per il colpo subito ma soprattutto per la sorpresa dell’accaduto, tanto da convincerlo che, anche seppur minimo, uno spiraglio di luce sarebbe stato utile ma, soprattutto, non un’idea cattiva che è il punto di vista essenziale per questi luoghi.

Nonostante la testa fasciata, confuso e un po’ rintronato, si appartò per cercare di concentrarsi su come poter superare questo inatteso problema.

L’idea giusta fu quella di portare un po’ di luce e non potendo e non volendo essere ne banale ne normale ebbe l’idea di creare una stella! Una volta creata e attivata si fermò in contemplazione e ne fu particolarmente soddisfatto ma quasi contemporaneamente, resosi conto che era, o così sembrava, un po’ troppo poco, ne fece altre.

In un attimo si fece prendere la mano e riempì l’universo intero di quei deliziosi punticini illuminati e quando si fermò rimase soddisfatto … fino a quando non gli portarono la prima bolletta elettrica.

Durante un giro di perlustrazione per l’universo stellare, che aveva appena creato, si accorse che le cose avevano preso una piega inaspettata, infatti, i corpi celesti da Lui creati e le dinamiche cosmiche che aveva innescato avevano evoluto eed espanso a dismisura la Sua creatura e non sempre in modo del tutto chiaro corretto e soprattutto illuminato.

Preso da ansia e sconforto, camminando freneticamente qua e là per l’universo, notò un punticino che, stranamente, non brillava; pensò che forse la compagnia elettrica cominciava a tagliargli i fili, perché occorre dire che Lui non pagava la bolletta, non per cattiveria, non sia mai detto, e neppure per distrazione ma semplicemente perché non aveva soldi; parliamoci chiaro non era indigente, era povero nel senso più alto del termine ma in realtà egli non ne aveva bisogno.

Questa è una indiscrezione che vi preghiamo di non diffondere, per non causare strani movimenti politici emulatori a loro piacimento di una simile condizione.

Peraltro questa anomalia poteva essere riconducibile ad un guasto e a tal proposito cercò di avvisare il servizio tecnico universale, istituito per l’occasione, facendo diligentemente l’apposito numero verde, ma lo trovò sempre occupato … (tutto l’universo è paese), infine fu colto da un atroce dubbio, poteva trattarsi di un Suo errore?

Pensò che non tutto il male poteva nuocere, (questa affermazione è assolutamente di nostra ideazione perché mai e poi mai, Lui, l’avrebbe approvata) si concentrò allo scopo di rendere quello strano punticino composto da una massa di pietre, trasformandolo in qualche cosa di più accettabile e prese ad innaffiarlo con un po’ d’acqua (per Lui un po’ significa un mare) ma tutta quell’acqua creava dell’umidità fastidiosa per i suoi reumatismi (non dimentichiamo che era una persona anziana, millenaria) e perciò fece in modo che un certo numero di zone emergessero dall’acqua e già che c’era abbellì il tutto con oggetti e soprammobili (piante, alberi e fiori).

Sembrò che lo sforzo fosse stato utile e ripagato dal sublime paesaggio ma … tutto era troppo silenzioso, non si può certo dire che fosse un tipo da discoteca ma … sembrava tutto davvero un po’ troppo silenzioso.

Creò così un certo movimento, mettendo dei pesci, (benedetti perché parlano senza fare rumore) uccelli e animali e tutto sembrava filare liscio, salvo che quel rumore prodotto dagli animali risultava incomprensibile, perciò si decise ad impegnarsi in una creazione ancora più complessa.

Da una ricetta segreta, che noi abbiamo avuto grazie a speciali permessi, si apprende che Egli prese della terra, gli sputò sopra e poi soffiò dentro a quell’impasto, (diffidiamo qualsiasi tentativo di emulazione) il risultato fu una scimmia che camminava su due zampe, piuttosto permalosa e dagli occhietti furbastri.

Andava certamente ripulita ed evoluta, ma certamente era una cosa diversa da tutto il resto. Una creatura simile era, però, non certo sufficiente ed Egli non aveva voglia di star lì a perdere altro tempo per farne altri, pensò che, forse, questi esseri potevano arrangiarsi da soli (vi prego di aspettare a trarre conclusioni affrettate), così mentre quella strana creatura dormiva gli cavò una costola e con quella ne creò un’altra, occorre dirlo, quest’ultima gli riuscì molto meglio.

Così essi si moltiplicarono da soli e contrariamente a quanto si pensi, Egli ne fu contento (lasciando da parte le esagerazioni).

  I PROBLEMI ENERGETICI

Questa situazione che si era creata nell’universo, così nuova e così complessa, portava con sé nuove e tutt’altro che scontate situazioni.

Come già accennato, una di queste situazioni era la questione energetica, infatti, prima della creazione di tutto questo carosello di luci non vi era una gran necessità di energia in quanto il vuoto e il buio, per definizione, non ne avevano bisogno.

Improvvisamente, ora, era tutta un’altra vicenda e tutto questo brillare in cielo doveva essere in qualche modo alimentato.

La storia che a coloro che stanno in alto è concesso di tutto ed hanno tutto gratis è sicuramente nata con la specie umana e non è un derivato del Creatore.

Pertanto ci risulta, infatti, che Egli aveva sempre dei sussulti ogni volta che riceveva la bolletta elettrica, ma d’altra parte per illuminare l’universo dovette far uso di grandi fonti di energia che, anche in cielo, non erano gratis.

Da quelle parti era stata costituita, allo scopo, la compagnia elettrica (ENEL – Ente Nume Elettrica Lucifero), il cui presidente Lucifero non era grande amico ed estimatore del Creatore, e si adoperava con ogni sotterfugio per rendere difficile il Suo lavoro.

Inoltre non mancava di segnalare anche gli interessi sui ritardati pagamenti, costantemente contestati dal grande utente perché asseriva che la bolletta era sempre già scaduta all’arrivo e da recenti segnalazioni dei servizi segreti celesti e agenti in copertura introdotti nella compagnia elettrica (denominati in codice “bravi diavoli”) si è saputo che Lucifero in persona tratteneva fino alla scadenza le bollette.

Comunque sia, quello dell’energia elettrica, è un grande problema celeste che assorbe molte delle attenzioni del Creatore che per porvi rimedio e calmierare la situazione dovette intraprendere un meccanismo automatico per accendere e spegnere le stelle per non uscire dal budget.

COSTUME E SOCIETA’

Tornando a quanto combinato su quel punticino sperduto nell’universo, oggetto di tante attenzioni, forse anche utilizzato come sperimentazione, che per brevità d’ora in poi chiameremo Terra, possiamo notare dei comportamenti che gli esperti e le varie fonti consultate prendono come simbolo di un momento specifico dell’evoluzione in questo pianeta.

Sempre che la questione non crei sconvolgimenti, notiamo che si fa largo nella popolazione terrestre, ancora rozza e primitiva, una gran voglia di conoscenza e la esasperata prontezza nel rincorrere le novità; tutto ciò, e non si capisce per quale motivo, ha portato la popolazione alla abitudine di non vestirsi.

Disinibiti e liberi di moltiplicarsi (perché c’era bisogno) diedero vita al Nudismo di massa, da non confondere con le orge di massa.

Dobbiamo ammettere che queste novità comportamentali avevano un lato pregevole per le intenzioni ma foriero di controindicazioni.

Per esempio le forme, sfoggiate in bella vista, non erano proprio degne di essere così spavaldamente messe in mostra, l’aerobica, del resto, non era ancora stata scoperta e neppure le palestre, insomma non era un gran bel vedere, senza contare l’aspetto igienico sanitario con una impennata di raffreddori e di polmoniti.

L’effetto maggiore fu, però, di tipo economico, mandando in fallimento tutte le aziende di indumenti intimi e del relativo indotto.

Per questi motivi, e per altri che preferiamo non divulgare, al nudismo di massa si dovette trovare delle soluzioni, non ultima quella della tutina trasparente, completamente aderente, che dava lo stesso effetto attutendo il cosiddetto impatto ambientale e le relative controindicazioni.

I PROTAGONISTI

Come in tutti i romanzi che si rispettano anche quello della storia dell’umanità ha i suoi personaggi protagonisti.

Il protagonista numero uno e primo in ordine di apparizione si chiamava Adamo che consideriamo, per semplicità narrativa il primo uomo comparso sulla terra, il quale quando era ramingo e solitario risultava essere un tipo svogliato e senza iniziativa, non si lavava mai, non si faceva la barba e si domandava a cosa servisse il “pisello”.

Ma dopo l’arrivo di Eva, con immensa difficoltà tutte queste cose cambiarono, finendo per trasformarsi in un essere troppo intraprendente, con il risultato di ricevere sonore sberle; dopo un periodo di assestamento, non riuscendo a contrastare Eva dovette operare, suo malgrado dei seri cambiamenti e ciò comportò di lavarsi e di farsi tutte le mattine la barba ma soprattutto non si faceva più domande sceme.

D’altra parte, l’altro protagonista fu senza alcun dubbio Eva, la prima donna della storia, golosissima di mele, assolutamente emancipata e disinibita tanto da andarsene in giro nuda.

Dobbiamo notare che aveva una grande propensione ai rapporti di ogni genere ma anche semplicemente di tipo sociale con una spiccata dote oratoria e di chiacchiera con tutti quelli che incontra sulla sua strada noncurante di capire con chi attacca bottone finisce per dar retta a tutti, compreso un losco personaggio e figuro denominato il serpente.

Di norma, Eva, avrebbe dovuto essere sottomessa all’uomo, o almeno così era nelle intenzioni iniziali, poi si sa come vanno a finire certe intenzioni e previsioni soprattutto se ci sono di mezzo le donne, infatti dopo poco era già tutto ribaltato.

Contemporaneo e subdolo protagonista, il losco figuro chiamato Serpente si incunea fra Adamo ed Eva e sotto mentite spoglie corrompe Eva ma non solo facendo notare una predisposizione a fregare il prossimo, egli si svela per quello che è, ovvero uno squallido e diabolico bugiardo che ama travestirsi per non farsi riconoscere, essendo ricercato da tutte le preture celesti per associazione a delinquere e danni al creato.

Crediamo che subdoli avatar di codesto losco figuro siano presenti in tutto l’universo, non si spiegherebbero altrimenti fatti e circostanze assai deprecabili che si perpetuano nel tempo e nello spazio.

Dopo tutte le malefatte, il serpente viene condannato a vivere strisciando ma questa condizione imposta dal Creatore non lo soddisfa, disubbidendo sempre e comunque, posizionandosi preferibilmente in luoghi caldi, torridi, meglio ancora fra le braci o nel fuoco e meritano credito da parte nostra voci diffuse che lo stimano come abitante domiciliato fisso sotto terra.