LA GAZZELLA INCINTA DI MENTUHOTEP IV°

Fin dalla sua elezione al trono si capì che costui doveva essere l’ultimo di questa dinastia, un po’ perché non se ne poteva più dei “Mentoni”, ma sicuramente soprattutto perché si fece notare subito per la sua cocciutaggine.

Siccome tutti pensavano che egli sarebbe stato colpito velocemente dal fato, il furbone si era messo in testa che almeno sul suo sarcofago venisse posta una pietra speciale.

Va bene! ! ! ma speciale come?

… nessuno riusciva a capire e così il popolo cominciò a pentirsi della scelta fatta.

Se con l’andar del tempo l’ossessione e la paura del nuovo millennio si affievoliva, il trauma di massa rimase quella strana pietra che Mentuhotep IV voleva porre sul suo sarcofago.

Ora, il fatto che costui continuava a godere di ottima salute, a dispetto delle dicerie che lo vedevano soccombere velocemente al fato, innervosiva alquanto i poveri polli che oltretutto non riuscivano ad accontentare il faraone, nonostante le innumerevoli specie di sassi e pietre portate al suo cospetto.

Qualcuno narra che proprio da qui nasce la mineralogia e i primi collezionisti di minerali.

Così qualche illuminato pensò di organizzare una spedizione in grande stile per la ricerca della pietra speciale.

Si trovò anche un Visir con origini da minatore e con un seguito numeroso di ben 10.000 pazzi, la spedizione si inoltrò nel deserto in questa assurda avventura.

Nonostante la buona volontà del Visir minatore e le perdite umane patite dalla spedizione, nessuna pietra sembrò così speciale da poter accontentare il faraone.

In un momento di inedita emancipazione, il visir, stufo marcio di girovagare per il deserto e consapevole di poter perdere in quel modo tutto il resto della sua vita, venne illuminato da una idea lucida e geniale.

Mentre tutta la spedizione dormiva egli pensò che solo un miracolo poteva arrestare questa follia e il miracolo poteva apparire tale a tutto il popolo dei polli al seguito della spedizione se solo avesse trovato un segno da attribuire agli Dei.

E così fu!

L’indomani mentre la spedizione stava riprendendo il cammino, il visir vide una gazzella incinta accovacciata su un masso, egli si mise a gridare, agitandosi e attirando l’attenzione di tutta la spedizione indicò la gazzella come il segno degli dei e pertanto il masso era diventato un miracoloso masso speciale.

Trovato…! Gridò.

Poiché non tutti capirono al volo, egli spiegò con efferata bugiardaggine che la gazzella incinta era un segno del cielo e che quel masso non poteva che essere la pietra speciale che il faraone cercava.

La massa dei polli presenti, stupefatti e increduli, capirono subito che era una gran balla, ma afferrarono subito il senso e in modo assai disincantato appoggiarono senza riserve la follia proposta dal Visir.

Capirono anche, peraltro, che occorreva tener d’occhio quel Visir perché dava segni di allucinazioni oppure era dedito ad assumere troppi allucinogeni.

Il Visir prese il masso miracoloso e tornò dal faraone che lo stava aspettando con ansia, preceduto dalle voci della leggenda sulla gazzella incinta, ed appena arrivato al suo cospetto gli lanciò il masso addosso lapidandolo seduta stante fra l’acclamazione del popolo pollo.

Così morì Mentuhotep IV e finiva anche una dinastia!

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