AMENEMHAT I° E IL GRANDE TRASLOCO

Come abbiamo narrato in precedenza, il Visir Amenemhat si era autoproclamato faraone senza che nessuno osasse dire nulla, convinse tutti con uno sguardo e un gesto eloquente, come a ricordare che quel masso scagliato contro il faraone poteva essere utilizzato ripetutamente.

Con questo atto nasce la XII Dinastia D’Egitto

Dopo la faticaccia subita a causa del suo predecessore egli pensò, come primo atto del suo regno, di concedersi una vacanza, ignaro di quello che stava per fare, fece una crociera sul Nilo, iniziando così uno dei più classici tour turistici del mondo.

La leggenda vuole che per l’occasione nacque la prima agenzia turistica, da allora il Nilo non fu più lo stesso e venne invaso da gite e turisti accompagnati da tappeti di coccodrilli affamati e bande di pirati.

Ogni tanto si odono delle grida che sanno di alta rappresentazione della fatalità della vita e possiamo solo immaginare a cosa si possono riferire, fu così che il novello faraone gitaiolo, portò inconsapevolmente enormi fortune al suo popolo, passando alla storia come l’inventore delle crociere turistiche.

IL GRANDE TRASLOCO

Capita anche ai faraoni di dover traslocare, certo non ci si poteva aspettare che un faraone fosse costretto a traslocare tutta la capitale del suo regno perché il vecchio palazzo reale fu trovato sprovvisto delle necessarie norme di sicurezza e della idoneità abitativa.

Così una normale visita della sovrintendenza ai palazzi reali si trasformò nel più fragoroso trasloco della storia.

Infatti il palazzo reale era talmente conciato che non poteva ospitare neppure i topi (reali naturalmente) e la manutenzione che era stata sospesa da secoli sarebbe dovuta essere pesantissima soprattutto per le casse del reame che non potevano permetterselo.

La capitale si spostò a Itj-Tany e il faraone spese una follia per il nuovo arredamento e il regno, narrano gli scritti rinvenuti, entrò da quel momento in una fase di recessione e la coincidenza fa molto pensare…

Uno dei tanti soprannomi del faraone Amenemhat I fu, il non certo edificante ed equivoco, “Ripetitore delle nascite” che lascia spazio agli esperti, ma stavolta anche a noi, ad innumerevoli equivoci come per esempio ad una particolare insaziabilità sessuale non controllata, ad una potenza sessuale inconsueta (???), oppure ad una politica straordinariamente feconda per la famiglia.

Noi propendiamo decisamente per la prima ipotesi in quanto dobbiamo renderci conto che il povero tapino visse in un regno sostanzialmente tranquillo e si sa che se non si ha altro da fare, ecco che gli istinti prendono il sopravvento sulla ragione, peraltro già scarsa.

E’ sorprendente, comunque, accreditare ad un popolo così all’avanguardia in molte scienze, un livello così labile nella conoscenza e nell’applicazione di metodi per il controllo delle nascite, salvo scoprire che tutti gli antichi egizi li conoscevano e il faraone era l’unico incapace di applicarli.

Afflitto dai suoi problemi derivati dagli immani impegni sessuali, il faraone non poteva permettersi il lusso di distogliere la sua attenzione da questo estremo compito, perciò pensò di far sbrigare le facezie del comando, soprattutto quelle militari che comportavano lunghe, estenuanti e lontane spedizioni, ad altri soggetti, possibilmente giovani, possibilmente fidati.

Scelse una soluzione inaspettata, la chiamò “correggenza” cioè preferì dividere il trono con un altro, nella fattispecie con il figlio, Sesostri, con il preciso intento di mandarlo in giro a fare le guerre ed egli rimase così nel suo palazzo concentrato sul suo “core-businness”.

Non era peraltro facile trovare sempre delle guerre per allontanare il figlio dal palazzo, infatti questo era uno dei maggiori pensieri del faraone in quanto egli temeva che il figlio potesse fare la concorrenza nelle imprese paterne.

Amenemhat I° viene assassinato da un marito geloso che lo aveva scoperto in atteggiamenti provocatori con la moglie.

Del resto era noto che il faraone aveva assunto abitudini incontrollabili e pertanto rischiose.

In fondo la donna fatale aveva solo un difetto: essere sposa di un marinaio di origine sicula.

Da questo particolare possiamo ricavare che il servizio segreto del faraone era piuttosto scarso, oppure che volutamente non vollero preavvisarlo, oppure ancora più pervicacemente che l’incontro con la donna è stato architettato ad arte dai servizi segreti deviati.

Il tutto però bastò a far circolare la voce che forze straniere avevano assassinato il faraone.

Alla notizia il figlio Sesostri accorse subito sul luogo del delitto (i maligni asseriscono che corse per vedere che tutto si era consumato come previsto) sterminò tutti coloro che si trovavano nel palazzo così da far credere che aveva debellato una sommossa.

In verità il marinaio siculo se l’era già svignata e tutti gli organi di informazione preferirono avvallare la tesi del figlio.

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