LE CITTA’ SUMERE

Per governare queste città venne indetto un concorso annuale allo scopo di stabilire lo scemo del villaggio che era adibito ad ascoltare le lamentele e le magagne di tutti, facendo da giudice o da paciere.

Benché l’incarico fosse “a vita” il concorso era annuale perché in tale carica difficilmente si campava più di un anno.

IL RUOLO DEL CAPO 

La figura del capo era assai differente fra i primi popoli. Il capo nacque come capro espiatorio o come figura da punire. Pertanto la carriera del capo era una carriera a ritroso, per lo più sciagurata e comunque da evitare. 

Le prime società designavano i capi senza dar loro dei privilegi, anzi, essi venivano depauperati, confiscati di tutti i loro beni e mandati ad operare in quell’infausto incarico senza nessuna prospettiva. Di fatto non si poteva tornare indietro e quindi si trattava di una specie di condanna a morte. 

Vi furono anche dei suicidi, dopo la nomina, che testimoniano la imperfetta aderenza alla volontà popolare e allo spirito di servizio di quei popoli primitivi. 

Del resto lo spirito di sopravvivenza era ormai maturato in tutti gli ominidi e quindi non c’è da stupirsi se risultava così difficile eleggere un capo. Ben presto le cose cambiarono, anche perché questo atteggiamento verso una carica che doveva indicare cose importanti era contraddittorio. 

Infatti si può notare come, nonostante tutti sapessero il destino inevitabile di quella carica, sconvolge pensare che l’incaricato fosse insindacabile sulle decisioni da prendere. Ora, noi pensiamo, che con un destino così, chiunque non si impegnerebbe più di tanto ad azzeccare delle decisioni, lo farebbe solo per allontanare l’inevitabile fine, al contrario potrebbe accanirsi a sbagliare appositamente, giungendo ad una logica di vendetta finale del povero designato. 

Nonostante tutto, questo atteggiamento andò avanti per decine di anni, il che fa supporre che avevano necessità di far fuori una notevole quantità di persone e lo facevano designandole a quella carica.

Ma torniamo alle nostre “ci-sta” sumere.

A noi sono arrivate notizie di alcune delle città di questo popolo e dopo qualche riflessione standardizzata ci è venuto il sospetto che le informazioni tramandate fossero solo quelle deliberatamente volute da qualcuno.

Se così fosse, allora possiamo capire che si sia voluto rappresentare questo popolo e le sue città in modo decadente e rozzo… forse per facilitare gli insegnanti con concetti primitivi alfine di introdurre gradualmente i soggetti nelle complesse logiche della storia.

D’altra parte, città con nomi così, non potevano che far sorgere dei dubbi sulla sanità mentale di quel popolo oppure più verosimilmente sulle difficoltà logopediche di chi era addetto alla toponomastica.

Vediamone un riassunto fra le più importanti:

UR – Città composta a maggioranza da pigri, ma così tanto pigri da chiamare la propria città nel modo più breve possibile.

NIPPUR – Nella città potevano abitare solo i negativisti e i pessimisti e per entrarvi occorreva passare un severo esame di catastrofismo.

LAGASH – Peculiarità genetica degli abitanti di questa città furono le enormi ganasce da cui il nome stesso del luogo

URUK – Dove abitavano gli U-ricchi !!!

ERIDU – La città più allegra e felice dove gli abitanti riduno e riduno in continuazione

Ma i Sumeri furono artefici di particolarità sociali e organizzative insospettabili che vi racconteremo nel prossimo articolo.

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