I SUMERI

Siamo sicuri che non a molti interessa cosa sia successo quando l’uomo mangiava le radici degli alberi e camminava gattoni, così abbiamo voluto fare un piccolo passo in avanti andando a trovare le nostre elucubrazioni nei primi segni della storia, così come stucchevolmente ci piace ricordare.

La nascita dei grandi temi storici risale alla mitica nascita delle prime civiltà, termine pomposo per definire un popolo e le sue tradizioni.

Ebbene così proviamo ad inserirci nel tortuoso viaggio delle civiltà antiche che scolasticamente ci porta dinnanzi al primo popolo che tutti noi abbiamo studiato da piccoli e che nessun insegnante ha mai osato ignorare benché la maggior parte di essi ne abbiano soltanto sentito parlare o letto le tre striminzite paginette del libro di storia.

I SUMERI   

Fu così che un bel giorno, nella regione della bassa Mesopotamia, gli abitanti scorsero all’orizzonte un’orda di stranieri a cavallo di somari; si sa che gli stranieri, per definizione, hanno innumerevoli difetti, agli occhi degli autoctoni, ma questi erano proprio stranieri strani. Comunque sia, quel giorno, quando li videro arrivare, iniziarono a gridare, con il loro accento sardo-ciociaro-pugliese: ” arrivano i sumari !” che ben presto, per via del passa parola, divennero: ” arrivano i sumeri “.

Non è chiaro se il nome di questo popolo misterioso che arrivò in Mesopotamia verso il 3500 a.C., fosse dato più dall’animale che cavalcavano o dal fatto che fossero loro stessi dei somari.

Questa tesi ha dei fondamenti in quanto, fin dai primi contatti con gli autoctoni, questo popolo di “sumeri” si dimostrò all’altezza del loro nuovo nome. Essi si esprimevano in modo rozzo, quasi …. ragliando (appunto) e fu quindi necessario inventare una scrittura apposita e mandare tutti i figli di questi “sumari” ad impararla, istituendo perciò una scuola; il tutto per poter comunicare con gli altri, perlomeno per i bisogni primari, fare pipì ecc.; inoltre risulta avessero una pessima calligrafia, come risulta dai resti di tavolette incise arrivate fino a noi; gli esperti la chiamano scrittura cuneiforme, ma noi preferiamo ricordare che da allora nacque il detto: ” i bambini somari hanno una scrittura da zampa di gallina: “.

Comunque sia, grazie a loro, la storia umana conobbe la prima scrittura e la prima scuola; da questi fatti discende il detto: ” se non va bene a scuola è un somaro,  cioè sumaro”. 

Intorno al 3400 a.C. la presenza di sumari in questa regione divenne massiccia (insomma un popolo che si dava da fare), tanto che finirono per concentrarsi in ghetti che chiamarono città dal fatto che loro lì “ci-sta…”

Possiamo dire di tutto sui sumari, che furono dei buzzurri, ma non certo che fossero stupidi, perciò costruirono le loro “ci-sta” non molto distanti l’una dall’altra e misero in comune granaio e scorte di viveri, così che nel giro di pochi anni essi divennero autosufficienti.

Nel prossimo articolo analizzeremo meglio alcune di queste ci-sta e la loro organizzazione.

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