AMENAMHAT IV° IL FARAONE RIFIUTATO

Quando si dice che le cose vanno sempre allo stesso modo, la vita riserva delle sorprese.

Nell’Egitto dei polli soggiogati dai faraoni, tutto ci si poteva aspettare tranne che un faraone non venisse accettato, o peggio, riconosciuto, e invece questo strabiliante fatto accadde.

Passava (come sempre di lì per caso) l’anno 1798 a.C. e la successione dei faraoni prevedeva l’insediamento di Amenamhat IV, figlio ed erede legittimo del faraone brutto Amenamhat III°, senonchè, il tapino, si era fatto già riconoscere, durante la correggenza, pratica divenuta oramai assai pericolosa, per la sua totale incredibile incapacità.

Per la verità non abbiamo ricevuto notizie particolari al riguardo e forse questo silenzio potrebbe già essere considerato un segno o una prova, ma ad ogni modo, come spesso accade, vox populi, vox Dei, il faraone era un’incapace patentato grave.

Al momento della decisione sulla successione, un moto popolare si scatenò in tutto l’Egitto; fu indetto un sondaggio che risultò perfino imbarazzante, tanto che nessuno potè accettare di avere un capo di così basso profilo.

Nonostante questo Amenamhat IV°, grazie ai diritti di successione, divenne faraone, ma nessuno gli dava retta e perciò il paese finì in preda alla ingovernabilità.

Divenuto ingovernabile, l’Egitto fu tenuto insieme dalla regina e moglie di Amenambat IV, Sebekneferu, una donna dalla tempra decisa con la quale fu facile passare alla dinastia seguente senza traumi di successione.

L’unico pericolo che si poteva correre era il rischio che il figlio della regina fosse anche figlio dell’incapace, ma sappiamo che si trattava solo di uno scrupolo teorico, perché tante erano le virtù delle regine e tra queste non figurava certo quella della fedeltà.

Fu così che ebbe fine la XII dinastia ed ebbe iniziò la XIII dinastia e l’Egitto si incamminò in un triste declino.

Qualcuno si chiederà che fine ha fatto il faraone … ce lo chiediamo anche noi perchè le notizie dell’epoca sono lacunose, di certo sembra improbabile, per l’amore che il popolo aveva per questo sfortunato faraone, che si fossero dati da fare nel fargli una sepoltura degna, benchè una piramidina non la si nega a nessuno.

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