LE CITTA’ FENICIE

Come abbiamo già accennato, questo popolo aveva naturalmente la predisposizione del commerciante.

Le tecniche commerciali maturate e adottata dai Fenici per vendere la loro mercanzia erano piuttosto particolari e tendevano ad elevare il sigillo dell’onestà sopra tutte le loro trattative, se tali si possono considerare.

Essi sbarcavano su di una spiaggia e su di essa ponevano in bella vista le loro merci alfine di attrarre l’attenzione e poi si nascondevano nelle loro barche.

Attratti dalla merce, i compratori si affacciavano sulla spiaggia e non appena davano un’occhiata alla mercanzia i Fenici balzavano fuori dalla loro barca e costringevano i poveri grulli ad acquistare quanto avevano toccato.

Il prezzo era fissato in… tutto quello che possedevano al momento.

Poteva capitare che alcuni compratori si avvicinassero impunemente senza un becco di un quattrino, con mani e tasche vuote, questi venivano sequestrati in attesa che i familiari li riscattassero, ma poteva anche capitare che nessuno aveva la minima intenzione di riscattarli e per questi sfortunati i Fenici riservavano un viaggio gratis nella loro patria dove li rivendevano come schiavi.

L’audace tecnica commerciale garantiva la totale vendita della mercanzia e lassoluta assenza di insolvenze o sofferenze creditorie anche perché generalmente non era più il caso di rifarsi vivi sulla stessa spiaggia.

LE CITTA’ FENICIE

Ma vediamo dove vivevano e quali città avevano costruito, anzi, sarebbe più corretto dire, fecero costruire perché loro avevano il vizio di non alzare un dito.

SIDONE

Nata da uno che aveva un gran… sederone, oppure un gran ditone, in ogni caso era tutto un … one..

E’ nota per il caratteristico alone di fortuna che avvolge i suoi abitanti, nonché come capitale dell’industria dei water, pare fosse la patria di Richard (Ginori).

TIRO

Famosa per il palio della fune (da cui il famoso tiro alla fune) e per una fioritura di tornei di tiro a segno e tiro con l’arco.

Molti abitanti usavano tirare le pietre, i più ricchi tiravano le somme e i più poveri tiravano a campare mentre i giovani tiravano allucinogeni e i vecchi tiravano le cuoia.

BIBLO

Città piena di biblioteche, anzi di più, coloro che possedevano due o   più libri facevano parte della privilegiata casta dei bibliotecari.

Persino le case avevano l’aspetto di un libro e questo aspetto dava alla sua sistemazione urbanistica un rigore unico per quel tempo, infatti agli inizi della città vi era un prologo di capanne e alla fine si potevano leggere gli indici generali della toponomastica.

Con queste illuminanti notizie lasciamo questo popolo Felice anche perché diventa stucchevole insistere sulle virtù morali e divertenti di un popolo che risultava felice anche quando gli schiacciavi i calli o li riempivi di botte, frustrando ogni malevolo intendimento verso di loro e, perciò, conviene tornare sui nostri primi eroi.

Nel prossimo articolo mentre i Somari erano intenti a rincorrere i ca-valli, nel vicino pollaio si instaurò la V° dinastia di faraoni.

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