I FARAONI DELLA I° DINASTIA

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Dopo la morte di Menes, avvenuta in circostanze ritenute gloriose o addirittura eroiche, come abbiamo raccontato nel precedente articolo, venne nominato come successore Djer che passerà alla storia come il primo cornuto, grazie alla faraona, sua sposa, che ebbe l’ardire di avere un figlio con gli occhi a mandorla, casualmente molto simile ad un mercante cinese ben introdotto (in tutti i sensi) a corte.

Il poverino scaricava la sua vicissitudine sui suoi sudditi, introducendo quella discutibile tradizione di sacrifici umani. Uno fra i più conosciuti sacrifici umani avvenne alla sua morte; egli volle che i suoi servi venissero seppelliti con lui per fare i lavori manuali nell’aldilà.

Questa richiesta di CoIf eterno, oserei dire ampiamente legittima da parte di un sovrano fannullone che non sapeva neppure allacciarsi le scarpe, introdusse uno strano allontanamento del popolo dai sovrani che seguirono.

Riteniamo che il tutto si spieghi nel aver superato ampiamente l’età del suicidio da parte di questo popolo, che sarà anche pollo, ma non scemo. Pertanto, se prima si faceva a gara nel farsi accettare come servi del faraone, ora, la gara era esattamente l’opposto, cioè starsene alla larga, oppure come alcuni temerari, allontanarsi poco prima della sua dipartita. Anche questa ultima ipotesi era difficoltosa da percorrere e lo divenne ancora di più quando anche i faraoni se ne accorsero e iniziarono a fare fantasiose e macabre finte.

Alla morte di Djer, Merneith, la faraona allupata, si prese il potere tutto per sé, in attesa che il figlio avuto con il cinese prendesse il posto del defunto cornuto, ma il popolo, notoriamente maschilista, si ribellò ed escogitò uno stratagemma per allontanarla dal trono.

Lo stratagemma fu davvero semplice: chiamarono a corte un nugolo di mercanti cinesi, che notoriamente esercitavano una certa presa sulla faraona e la impegnarono a tal punto che ella scomparve dalla circolazione.

Si poté quindi innalzare un nuovo faraone: un certo Djet.

in quel periodo vi era anche un nobile che per le sue ricchezze era in grado di competere con il faraone. Costui, di nome Sekhemka, era tanto ricco da permettersi il lusso di sacrificare una marea di bovini per il gusto di avere una tomba incastonata di corna.

Questa azione, ultima di una serie di “gare” con il gelosissimo Faraone, causò una crisi alimentare che il Faraone cercò di risolvere imponendo delle privazioni alimentari, le famose diete, che vennero così chiamate dal nome del sovrano.

Si fecero strada i primi erboristi e le novelle dottoresse Tirone, nacque Slim fast e si diffusero sintomi come l’anoressia.

Alla morte di Djet, probabilmente dovuta ad un eccesso di zelo nell’applicare una dieta, lo scettro del Faraone ripassò nelle mani conosciute del figlio cinese della Faraona, Den, che per scagionarsi dalla “colpa” di essere cinese, combatté per tutta la sua vita l’oriente.

Egli era quasi completamente sordo, forse fu per questo che non capiva niente? .. così fu soprannominato “Udimu”. Il suo regno fu contrassegnato da una pigrizia senza eguali, tanto che il suo gran cancelliere (mansione di importanza fondamentale per un popolo che usava scrivere sui muri), Hemaka, aveva smesso di cancellare, con il risultato che le cronache murarie furono infarcite di strafalcioni grammaticali degni di bambini dell’asilo, inoltre Hemaka passa alla storia, non a caso, come il probabile inventore della amaca.

Pare, comunque, che questo fannullone trovò l’elisir dell’immortalità, visto che si rifece vivo nel xx secolo d.C. con nomi analoghi in Cina.

Alla “momentanea” scomparsa del cinese si ebbe un periodo di gelosie diffuse fra nord e sud derivate dalla reciproca accusa di aver ricevuto l’onere di indicare il nuovo Faraone, essendo il cinese figlio di nessuno… o di tutti, non vi era discendenza diretta, e da questa innegabile fortuna ne derivava una difficile elezione al trono.

Fu incoronato un certo Adjib che non contò nulla, così, come spesso accade quando chi conta non conta, si fece largo un golpista. Il suo nome era Semerkhet e fu di una cattiveria tale che fece cancellare il nome del suo predecessore da tutte le pareti scritte in quel periodo, un lavoraccio immane che lo occupò per tutta la sua esistenza e mentre era tanto occupato in cotanto messianico impegno, nel paese avvennero disastri di ogni specie, tanto che alla fine il suo nome fu sinonimo di “sfiga” (mi sia concessa tanta chiara espressione).

Il successore di cotanta s… fortuna non poteva che essere un buono, del resto basta pronunciarlo per rendersene conto; il suo nome era Qaa e con lui terminano le abitudini dei sacrifici umani e visto che un tipo così non lo sposava nessuno, finì anche la prima dinastia dei Faraoni d’Egitto.

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