ALLA CORTE DELLA PROFETESSA DEBORA

Mentre l’Egitto rinasce e il mondo Greco scatena una mitica guerra con Troia per colpa di una donna scappata di casa, in Israele una profetessa di nome Debora riesce a convincere Barac, forse un lontano avo di Obama, a radunare un’armata per combattere i Cananei che opprimevano gli israeliti ed erano considerati dagli stessi dei drogati, ovvero gente che si faceva le canne.

Per battere l’esercito Cananeo, guidato da Sisara, generale che serviva il Re Iabin, occorreva radunare molte forze fresche e sveglie, visto che i Cananei risultavano parecchio “eccitati”.

Una impresa non facile perchè anche da quelle parti i vizi non mancavano, perciò Barac dovette girare per le tribù israelite per trovare sufficienti mezzi e risorse da contrapporre agli eccitati avversari.

Trovò quello che cercava presso le tribù di Neftali e Zabulon e li convinse ad aiutarlo; Con loro riescono a vincere, portando la pace per ben 40 anni nel regno d’Israele.

Benchè la forza persuasiva della profetessa Debora fu determinante per questo esito del confronto, ella, in verità deve la sua fama ad un’altra profezia; Ella disse che il perfido Re Iabin, quello dei Cananei, doveva essere ucciso da una donna e tutti pensavano che dovesse essere la moglie o una delle sue amanti oppure lei, la profetessa in persona con un gesto eclatante per suggellare la vittoria, ma invece le cose andarono diversamente perché il Re Iabin, sconfitto, si rifugia nella casa di una sua “amica” di nome Giaele la quale, prima lo accoglie e poi,  nel sonno lo uccide con un picchetto.

Forse da questo fatto nasce la storica diffidenza verso certi cosiddetti amici … vatti a fidare … chissà cosa mai gli venne in testa o in tasca a Giaele per comportarsi in tale modo, oppure c’è da chiedersi cosa cavolo avrà mai combinato il Re Iabin per scatenare una tale reazione.

Sarà stata anche la casualità ma la profezia si è avverata e tutti ebbero timore delle parole che la profetessa potesse dire, tanto che preferirono imbavagliarla e costringerla a parlare solo in certe occasioni.

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