HITTITI: LA GUERRA DI SUCCESSIONE FRA ZIO E NIPOTE

La storia sfortunata di questi uomini insegna a tutti coloro che pensano che basti nascere da genitori ricchi o nobili oppure addirittura reali per essere a posto per tutta la vita, risulta alquanto fallace e non priva di delusioni.

Salito al trono Ittita nel 1272 alla morte del padre (Muwatalli II) Mursili III era considerato dal suo popolo il “figlio di secondo rango” , per non dire altro epiteto meno elegante, perché nato da una amante del Re ma, non avendo avuto figli dalla sposa ufficiale, egli divenne erede designato ma non eccessivamente amato anche e soprattutto dallo zio al quale ridusse progressivamente i territori di sua pertinenza.

Questo atteggiamento era dovuto ad una gelosia patologica verso la notorietà che invece aveva lo zio presso il popolo nonché il timore che lo zio, valido condottiero militare, potesse rivendicare il trono.

Lo zio fu paziente ma alla fine perse le staffe quando il nipote lo rimosse anche come governatore della città sacra di Nerik e si rivoltò muovendogli guerra e radunando i nobili Ittiti sotto la sua guida, essendo da loro molto apprezzato.

Costretto alla ritirata, il Re si rifugiò nella città di Samuha, sconfitto gli venne tolto il trono, così lo zio divenne Re col nome di Hattusili III fra il giubilo del popolo Ittita.

Nonostante il nuovo Re fosse forte egli risultò anche ingenuo e mandò in esilio il nipote in una città al confine a fare l’amministratore.

Tanta bontà fu ripagata con tentativi di complotti orditi contro di lui. Il nipote si alleò come traditore con potenze straniere quali gli Assiri e i Babilonesi, storici rivali dei nostri puzzoni Ittiti, pensando di potersi vendicare senza capire che nello stesso tempo veniva usato contro il suo popolo.

Venutolo a sapere Hattusili III lo esiliò su un’isola, dimostrando, ancora una volta, che anche lui non era granchè come virtù da comando e così il nipote scappò ancora e si rifugiò in Egitto dal nemico storico Ramesse II.

Il Re chiese l’estradizione, ma Ramesse la negò anche perché non sapeva dove diavolo si era nascosto il nipote ribelle che invece scomparve e si diede alla macchia, tentando più volte di allearsi con qualcuno per farla pagare allo zio.

La storia narra di leggende per le quali persino suo figlio tentò in seguito di ritornare sul trono ma senza riuscirvi, tuttavia questa storia fra “pesci reali” fu spesso raccontata dai menestrelli del tempo appassionando il popolo Ittita ma non solo e molto apprezzati dalle generazioni seguenti….. ogni epoca ha i suoi miti.

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