AMENHOTEP III IL FARAONE “MAMMONE”

Figlio di Thutmose IV e di una concubina che si diede molto da fare a sbaragliare le altre donne che stavano intorno al faraone, salì al trono che era ancora bambino e siccome, come ovvio per l’età, egli pensava fosse tutto un gioco, per evitare disastri nella conduzione del regno, si preferì affiancarlo alla madre e ad un comitato di tate.

Fu abbastanza sfortunato perché quando ancora era bambino gli combinarono le prime nozze con una certa Tyi, figlia di un nobile potente dell’esercito di nome Yuya che fra l’altro aveva un’altra figlia di nome Myi.

Il bambino faraone, pur non essendo certamente un modello di bellezza, dovette accettare quello che passava il convento e la figlia del nobile non era certo il meglio che gli poteva capitare.

Il grande affare lo fece il nobile Yuya a piazzare una figlia di siffatta specie.

Non deve scandalizzare, visti questi precedenti, se questo faraone passò alla storia con il nome di Mammone (dal greco Mnemone).

Avendo avuto in tenera età una sposa, egli si diede molto da fare ed ebbe almeno sei figli da Tyi e una quantità non definita da altre mogli secondarie.

Una delle principali fonti di informazioni sugli avvenimenti del regno di Amenhotep III sono le “lettere di Amarna”, una raccolta di gossip del tempo, che contengono pettegolezzi succosi e intriganti della corte nonché tutti gli intrallazzi amorosi fra i rampolli delle case reali del tempo.

Nella corrispondenza tra l’Egitto e numerosi stati dell’area mediorientale si scoprono matrimoni vari, voluti o subiti e comunque organizzati dal faraone.

Fra l’altro si hanno notizie di unioni passionali con: Gilu-Kheba figlia di Shuttarna II Re di Mitanni e con Tadu-Kheba figlia di Tushratta anch’egli Re di Mitanni e con una sorella e una figlia di Kadashman Elil sovrano di Babilonia, insomma un vero rubafemmine insaziabile e pericoloso per tutte le corti dell’antichità.

Naturalmente tutti questi rapporti sono finiti in matrimoni riparatori.

Amenhotep III morì nel 39º anno di regno non a causa della sua obesità, di cui era ben noto, ma di un forte mal di denti e di lui rimangono solamente due statue, I colossi di Memnnone a cui è legata una curiosa notizia riportata da molti storici greci: ogni giorno, all’alba, una delle due statue cantava quando veniva colpita dal primo sole, disturbando alquanto la popolazione vicina e sottraendo al gallo reale la nobile dote del canto all’alba. Questo curioso avvenimento era diventato anche una attrattiva turistica nell’antichità, tanto che anche alcuni imperatori romani vennero in seguito a ad udirlo. Il canto scomparve dopo i restauri alla statua ordinati da Settimio Severo che probabilmente incisero sulle corde vocali delle statue.

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