THUTMOSE IV E LA STELE DEL SOGNO

Potrà sembrare poco originale ma questo faraone è diventato tale senza averne diritto, una condizione che si è spesso ripetuta nella storia ma le modalità con cui si è seduto sul trono d’Egitto sono da considerarsi uniche.

Egli era figlio illegittimo del faraone Amenhotep II (la madre non era la regina ma una concubina del faraone) ciò nonostante godeva dei privilegi della famiglia reale, in fondo aveva anche sangue del faraone nelle sue vene, viveva a Menfi, lontano dalla intellighenzia Egiziana che stava a Tebe con tutti i ricconi del tempo.

Egli dovette escogitare un trucco per poter diventare faraone alla morte del padre, un trucco che solo un popolo di polli poteva credere.

Thutmose amava andare a caccia in solitaria nei pressi della Sfinge, un tempio che aveva bisogno di manutenzione perchè fra una tempesta di sabbia e l’altra risultava mezza sommersa.

Un giorno, anzi a mezzogiorno, con il sole a picco, il nostro Thutmose si è addormentato ai piedi della Sfinge… sarà stato un colpo di sole oppure l’effetto ipnotico della Sfinge ma il nostro Thutmose era convinto che di aver chiacchierato niente meno che con il Dio Ra e che lui gli aveva promesso che sarebbe diventato faraone se avesse liberato la Sfinge dalla sabbia che la avvolgeva.

A suggellare questo avvenimento fece scolpire “la stele del sogno” ritrovata fra le zampe della sfinge ma quel che è davvero strano è che tutto il popolo gli credette e così alla morte del padre divenne faraone, ovviamente non prima di aver tolto tutta la sabbia dalla sfinge … a mani nude, impresa che lo impegnò per diversi mesi.

Ebbe due grandi spose ma anche il culto di un harem ben fornito e a lui si deve la soluzione pacifica con i Mitanni, proprio grazie al fatto che il re Mitanno Artatama concedette sua figlia in cambio del trattato di pace.

Non è del tutto chiaro se fu il faraone a mettere gli occhi sulla figlia di Artatama e costui pur di fare pace con il potente nemico gliela concesse oppure se fu Artatama a metterla sul piazzo della contropartita per un trattato di pace, non avendo molto altro da offrire.

Ad ogni modo l’affare andò in porto e con questo gesto si aprì una stagione di matrimoni di interesse assai devastante perchè le alleanze potevano dipendere da chi più aveva figlie da offrire.

Una pratica non certo sublime per farsi ricordare dai posteri ma dobbiamo, invece essere grati a questo faraone se la sfinge non è stata sommersa dalla sabbia perché egli la liberò e costruì un muro di cinta per proteggerla.

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