LA VITA DELLE CITTA’ DELL’ANTICA CRETA

Premesso che il carattere isolano delle città consentiva attività sociali comode e non attaccabili, alcune delle attività e peculiarità erano presenti in tutta l’isola, fra queste si segnala una predisposizione a fare celebrazioni di ogni genere, da notare che spesso erano delle sacerdotesse a celebrarle e dopo una celebrazione seguiva un lauto banchetto e dobbiamo dire che i Cretesi erano delle buone forchette, pasti luculliani, diremmo oggi, composti da diverse portate di carni e innaffiati di birra e varietà di vino non facendo mancare l’idromele finale spesso devastante.

Detto questo vediamo cosa ci riservano le singole città.

CNOSSO

Città originale, costruita interamente con ossa di animali, o almeno così hanno detto a noi, nessuno ha smentito l’ipotesi che potessero essere ossa umane e questa ipotesi non sarebbe altro che un modo origine, benchè macabro, di continuare a ricordare i propri avi e far passare il concetto che i palazzi sono il simbolo e la continuazione di una storia del popolo nel tempo.

Si è arrivati a sostenere che per costruire i grandi palazzi di questa città venne utilizzato un grande cimitero di dinosauri situato nella zona, come se i dinosauri del continente si fossero trovati inaspettatamente tutti su questa isola prima della estinzione, come in una sorta di rave jurassico.

Ovviamente è stato utilizzato anche tutto quello che è stato trovato vicino, perciò anche ossa di sfortunati ominidi catturati dai dinosauri … anche se le informazioni ufficiali parlano di ossa di dinosauro doc e con marchio CE.

Pertanto il nome è un derivato di “con osso” detto con il dialetto Cretese, che si esprime con il metodo del codice fiscale per molte delle sue parole.

FESTO

Città dall’allegria smisurata, poco produttiva e dedita all’organizzazione delle feste, in un susseguirsi di avvenimenti festosi assolutamente irripetibile.

Una sorta di parco dei divertimenti con tanto di arene per i giochi, luna park primordiali e giochi per adulti e bambini, il tutto naturalmente gratuito offerto dalle autorità cittadine che avevano interesse affinchè il popolo non pensasse ad altro come per esempio alla mancanza di case di cui tanto ne avrebbero avuto bisogno.

Occorre anche dire che socialmente non sappiamo se questa allegra abitudine nasconda la smisurata pigrizia del popolo cittadino oppure se fosse solo un modo creativo per non lavorare, oppure, invece, se si tratti di un business turistico voluto e perpetrato fino all’eccesso, da analizzare attentamente con nuove prospettive che aprirebbero scenari economici e sociali da studiare ed eventualmente, perchè no, copiare.

Sta di fatto che sopra la porta principale dell’entrata in città vi è una scritta, che è stata riutilizzata di recente, che recita così: “E’ qui la FESTA! ! !“ lasciate ogni problema o voi che entrate.

Del resto le città dell’antica Creta non avevano molti pensieri perchè isolati dalle tumultuose vicissitudini dei popoli della terraferma e soliti ad avere rapporti con i commercianti navigatori come i Fenici, che come abbiamo visto in passato erano noti per essere “felici” e spensierati e trovavano in questa isola il loro ambiente ideale per soggiornare e fare affari.

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