ABRAMO E I CANANEI

Nel nostro vagabondare per le terre del medioriente incrociamo e facciamo conoscenza con un nuovo popolo: Gli Ebrei.

Popolo molto dotato in economia e con un grande senso degli affari, risparmioso ma fuggevole, con gravi periodi di amnesia collettiva che unita al loro scarso senso dell’orientamento li faranno spesso vagare per il mondo alla ricerca della propria casa.

Le vicissitudini di questi smemorati saranno grandi … ma grandi grandi … addirittura di grandezze bibliche.

Era il 1850 a.C. quando Abramo, anziano pastore del popolo Ebreo, ricevette una promessa relativa alla proprietà di un terreno.

Fin qui niente di particolare se non fosse che l’interlocutore che promise ad Abramo quella terra non gli disse ne quando ne dove la poteva trovare.

Perciò, Abramo, dotato di enorme caparbietà, ma poco senso dell’orientamento e neppure una bussola, decise che quella terra fosse la Palestina.

Probabilmente con buona intuizione, anzi, direi con “profetica” intuizione, ci aveva azzeccato.

Il popolo Ebreo, molto unito al suo interno, decise di partecipare a questa sorta di caccia al tesoro, e quindi lo accompagnò.

Mentre il povero Abramo, con al seguito il suo popolo stava vagando nel deserto alla ricerca della sua terra promessa, in quella stessa terra, chiamata Palestina, la vita scorreva ignara del suo illustre destino.

Essa era abitata da un popolo chiamato Cananei, diviso in città del tutto indipendenti e costantemente impegnate a darsele di santa ragione per un qualunque motivo, anche il più futile e banale pretesto poteva essere buono alfine di darsi bastonate.

Questo popolo assai litigioso portava con sé due caratteristiche che per la loro originalità finirono per consacrarne il nome.

Infatti, questo era un popolo dedito allo sbaglio, per ogni cosa dovevano sbagliare, o per meglio dire “cannare” almeno 3 o 4 volte.

Inoltre, fisicamente, erano pieni di nei e perciò, dall’insieme di queste caratteristiche, furono chiamati :“uomini che cannano coi nei” e in modo più abbreviato Cananei.

Quando Abramo arrivò, spossato dal lungo peregrinare, in questa terra, si stupì molto di vedere che era già occupata e, ingenuamente,  prese tutte le sue carte e i suoi documenti attestanti che quella era la sua terra e andò di città in città a far valere i suoi diritti; inutile dire che fu accolto ovunque con grasse risate ed egli ne ebbe a male.

Allora pensò che se non poteva far allontanare queste genti dalla sua terra, era giusto che esse pagassero almeno l’affitto e così rifece il giro delle città perorando questa causa.

Questa volta oltre che delle risate raccolse anche qualche bastonata.

Fu così che, in verità, iniziò il millenario conflitto mediorientale.

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