
Più di quattromila anni fa, ad Assuan, nel sud dell’Egitto, viveva un funzionario di nome Harkhuf. Il suo lavoro era guidare spedizioni per conto del re. Di ritorno da uno di questi viaggi, portava con sé un ballerino. Pepi II, il faraone dell’epoca, voleva vederlo a corte. Per farlo arrivare sano e salvo, ordinò di controllarlo dieci volte per notte. Una crociera con sorveglianza inclusa e sonno a parte.
Le spedizioni di Harkhuf arrivavano fino a Yam, una terra fuori dai confini dell’Egitto. Lì si trattava con i capi locali e si procuravano merci per il re. Nelle iscrizioni della sua tomba, Harkhuf racconta che una volta tornò con trecento asini carichi di avorio, ebano e altri beni. Trecento asini. Un trasloco che si sente arrivare prima di vederlo.
Di ritorno da un nuovo viaggio a Yam, Harkhuf scrisse al palazzo per dare notizie della spedizione. Tra le novità c’era un ballerino di bassa statura. Pepi II, che era salito al trono da bambino, chiese a Harkhuf di portarlo a corte per le danze sacre, quelle in onore di un dio. Nella lettera il faraone scrisse che desiderava vedere il ballerino più di quanto desiderasse i doni di terre lontane. All’avorio, per una volta, toccava fare da soprammobile.
Per raggiungere la residenza del re, Harkhuf doveva portare il ballerino in barca lungo il Nilo. Pepi ordinò di mettere uomini fidati sui due lati della barca, perché il passeggero non cadesse in acqua. Praticamente un parapetto in carne e ossa.
Di notte, gli uomini incaricati della sorveglianza dovevano dormire accanto al ballerino, nella sua tenda, e controllarlo dieci volte. Con un turno del genere, anche le pecore da contare avrebbero chiesto gli straordinari.
Pepi ordinò anche di procurare provviste per il viaggio dai magazzini e dai templi. A Harkhuf promise una ricompensa se il ballerino fosse arrivato a corte sano e salvo. Per preparare il cestino da viaggio serviva, a quanto pare, una civiltà intera.
La lettera è arrivata fino a noi perché Harkhuf la fece incidere sulla facciata della sua tomba, vicino ad Assuan. Il documento conserva gli ordini per il viaggio. Quel che accadde all’arrivo resta sconosciuto. Il ballerino è uscito di scena. Le sue guardie, quattromila anni dopo, sono ancora di turno.
Fonti e approfondimenti
La Rotta dei Millenni, scheda di Harkhuf · J. H. Breasted, iscrizioni dei viaggi, § 336 · J. H. Breasted, traduzione della lettera, p. 164 · Museo Egizio, fotografie della tomba · J. Cooper, sulla posizione di Yam