LUNGO IL TEVERE PRIMA DI ROMA

Si racconta, che dopo un lungo peregrinare per il mediterraneo, ritroviamo sulle sponde del Tevere, l’eroe troiano Enea, sfuggito alla disfatta casalinga e approdato dopo diverse traversie in questa zona.

Ma, pur non sapendo che le cose andarono in questo modo, in ogni caso, prima di lui, in quella zona vi erano gli Aborigeni, popolo proveniente dall’Arcadia, che avevano cacciato dalla zona, con l’aiuto degli alleati Pelasgi di origine tracia, i Siculi, quest’ultimi riparatosi poi a sud su un’isola e conosciuti come un popolo normalmente fortunato e che avevano spesso… si-culo, altre fonti danno risalto più ad altre, loro, caratteristiche somatiche del basso schiena ed altri ancora che variamente fanno presagire che fossero una comunità di gay, ma noi sappiamo che queste fonti, già narrate in passato e annoverate come “fonti anali” debbano essere prese con le pinze, anche se è corretto, da parte nostra, darvene menzione.

Negli anni seguenti, esuli della città greca di Pallantio, città nota, pensiamo, per le sue esagerate bugie, guidati da un certo Evandro, che nella nostra immaginazione pensiamo fosse il primo uomo trans, metà donna (Eva) e metà uomo (Sandro), chiesero asilo politico e vennero accolti dal Re degli Aborigeni Fauno, un monarca particolare, tipo Re Leone e ricordato per il suo carattere bestiale ma anche per la sua predisposizione animalista, il quale gli concesse un colle dove potersi stabilire e quel colle, in onore della loro città di origine, cioè Pallantio, fu chiamato Palatino.

Questi esuli introdussero l’alfabeto greco e modi più civili provenienti dalla più evoluta Grecia, almeno così viene narrato, dando l’impressione che da quelle parti si vivesse in modo rozzo e incivile.

Da citare che da quelle parti passò anche il famoso Ercole di ritorno da un suo viaggio, qualcuno dice guerra, in Iberia, fu persuaso dai suoi connazionali di aiutarli a liberarsi da un brigante invadente di nome Caco, forse all’origine di una pianta del luogo.

Questo Caco doveva essere un tipo piuttosto violento e particolarmente rozzo e dovunque passava lasciava il suo segno con escrementi piuttosto evidenti, ecco perchè, ancora oggi, chi esagera in questo senso viene chiamato caco-ne.

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