RIFLESSIONI SULL’ODISSEA

Siccome l’Odissea la conoscono tutti,  non ci sembra il caso, in questo contesto, dover tediarvi particolarmente sulla trama di tale epica panzana scritta da Omero e assolutamente inventata nonostante vi siano emeriti esperti che abbiano tentato di individuare spazi e segnali di storia vera vissuta.

Sorvoliamo pertanto sui dettagli e ci limitiamo ad una breve sintesi, secondo i nostri canoni e ad alcune considerazioni più generali sul contesto da cui proviene e si alimenta tanta fantasia.

Partiamo dal presupposto che la guerra di Troia sia effettivamente esistita e fin qui, nonostante molte obiezioni potremmo trovare delle convergenze.

Ora, noi sappiamo che Ulisse, il protagonista di questa storia, era l’eroe Greco che con la sua astuzia vinse la guerra di Troia.

Viene descritto come, abile, valoroso, intelligente, astuto e chissà cos’altro, pertanto ci riesce un pochino difficile vederlo perdere la strada per il ritorno a casa, perlomeno in condizioni normali, perciò il tutto lascia pensare a qualche altra cosa.

Per esempio: Ulisse dell’odissea è lo stesso dell’iliade? Oppure è una pessima controfigura, perché poi ne ha combinate davvero così tante da dubitare che fosse la stessa persona, oppure Ulisse aveva in corso una infezione o una labirintite tale da compromettere in modo serio l’orientamento?

Non possiamo escludere anche un semplice caso di alzaimer oppure, e qui casca l’asino, non è che Ulisse non avesse alcuna intenzione di tornare a casa perché Penelope, sua moglie, era una megera rompiscatole?

Comunque il fatto è che per varie ragioni Ulisse ci ha messo 10 anni per tornare a casa, neanche fosse un treno omnibus dei pendolari italiani.

Alcune altre considerazioni.

Possibile che il figlio Telemaco abbia aspettato così tanto tempo prima di andare a cercarlo? ciò lascia il lecito sospetto che, forse, non era la prima volta che Ulisse si assentava per molto tempo da casa e ancora una volta questa tesi si sposa con la volontarietà del suo viaggio infinito.

Posto che tutto ciò sia vero, dobbiamo dire che se voleva starsene lontano da casa poteva scegliere altre modalità meno stressanti per fare delle vacanze senza passare tutti quei guai e ciò fa nascere il sospetto che, forse, Ulisse, benché avesse quell’intenzione, era anche un gran sfigato.

La tesi che tutto ciò era derivato da aver fatto arrabbiare qualche dio dell’olimpo, non regge, altrimenti certi avvenimenti non si spiegano e avrebbero potuto avere una fine assai meno nobile.

Mentre lui vaga per il mediterraneo, nella sua isola, Itaca, la sposa Penelope viene data per vedova … tutt’altro che inconsolabile.

Una banda di Porci assedia la povera regina che, a questo punto, dovrebbe scegliere un altro sposo che automaticamente sarebbe divenuto re.

Contrariamente a quanto si crede, Penelope tergiversava col noto inganno tessile, perché era assai indecisa su chi posare la sua scelta, non tanto per evitarla e tanto meno per amore di Ulisse che Penelope considerava un deficiente smidollato, incapace di trovare anche la strada per tornare a casa; infatti molti erano i pretendenti e tutti piuttosto arrapati tanto da passare alla storia come porci (e non proci) e, in ogni caso, tutti costoro si erano piazzati nella reggia e mangiavano e bevevano (tanto) a sbafo e fu per questo, ovvero per l’eccessivo costo derivato da questa situazione, che il figlio Telemaco partì nella speranza di trovare il padre e far finire tale salasso.

Non possiamo anche escludere che Penelope non volesse sceglierne uno perché li voleva provare tutti ….  e Telemaco partì per una sorta di disgusto, ma non vogliamo cedere alla malizia e ai gossip a luci rosse, preferiamo pensare ad un grande momento di difficile discernimento da parte di una regina rimasta vedova!!!

Al ritorno, sospirato, Ulisse si ritrovò cornuto e mazziato e fu normale che si arrabbiò facendo strage di tutti quei … porci.

Forse voleva anche andare oltre e liberarsi anche di Penelope, ma poi, si sa, che è meglio far finire bene le favole e così vissero tutti felici e scontenti.

2 pensieri riguardo “RIFLESSIONI SULL’ODISSEA

  1. Sembra…ma seriamente! Che la vedovella mirasse a sposare uno (a caso?) della combriccola. Cosi facendo però essendo una società matriarcale e ubicata nel nord (Omero nel Baltico) quello sposo diventava re. Telemaco non ci sentiva proprio e parte alla ricerca di suo padre va a Sparta dove scopre che è morto. Organizza un “fuffigno” termine toscano per dire imbroglio e Ulisse arriva a Itaca inventandosi ovviamente scuse varie.

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  2. Il racconto dell’Odissea è bello così com’è e non mi sembra il caso di fare alcun commento poco lusinghiero;penso alle donne che Ulisse ha incontrato; Nausicaa,la ninfa Calipso,la maga Circe,tutte donne innamorate dell’eroe e la bella Penelope dolce sposa fedele;il mito è bello così,perchè dissacrarlo?

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