IL PROLOGO DELLA GUERRA DI TROIA

Quando si parla della guerra di Troya si è tentati d’istinto di ricondurre il tutto al fantomatico rapimento della bella Elena.

Si dà il caso, comunque, che Elena, moglie del Re Menelao (Le Mani), conosciuto ai posteri, per semplicità, con il solo nome di Menelao, era una donna abbastanza frivola, del resto Menelao la ebbe in sposa grazie alla promessa fatta alla Dea Afrodite di donargli 1000 buoi, pratica oggi assai discutibile ma che per quel tempo era da considerarsi un buon prezzo.

Peccato che Menelao non mantenne la promessa facendo arrabbiare Afrodite, la quale ebbe modo di vendicarsi promettendo la stessa Elena a Paride.

Paride, giovinastro bonaccione abitante a Troya, si recò a Sparta in compagnia del suo amico Enea per ritirare il dono avuto dalla Dea.

Menelao, nel frattempo si trovava a Creta in trasferta per lavoro e Paride andò a palazzo per incontrare Elena indisturbato. Elena alla vista di quel bel giovane se ne innamorò e, altro che rapimento, decise di fuggire insieme con il suo nuovo amore, peraltro con l’autorizzazione della Dea, evidenziando la sua scontentezza della vita e del trattamento che Menelao gli riservava.

I due innamorati, armi e bagagli, partirono verso Ilo (nome antico di Troya)

Ilo era il vero nome di Troia e non si sa se a cambiarlo fu proprio questa storia, diffusa con grande enfasi in tutto il mediterraneo, individuando quella città come la città della…. Cioè, di Troia, oppure se era considerata e aveva fama di un covo di donne facili.

Quando Menelao tornò dal suo viaggio a Creta e non trovò a casa Elena, andò su tutte le furie e chiamato il fratello Agamennone, insieme convocarono i vari principi Achei, chiedendo il loro aiuto per lavare l’onta ricevuta.

In principio tentarono di calmare Menelao, in fondo aveva sostanze in grado di sostituire al meglio quella donna a palazzo, ma Menelao non ne volle sapere e ne fece una questione d’onore che per gli Achei era sacra.

Perciò partirono in migliaia per andare a riprendere Elena, fra questi anche Achille, il bambino prodigio e Ulisse, fantasioso Re di Itaca.

Al loro sbarco i Troiani chiusero tutte le porte della città e dall’alto delle mura, Paride ed Enea, guardarono stupefatti questi matti che erano venuti a riprendersi Elena.

Enea cercò di convincere Paride a restituire Elena ma il giovane ne era troppo invasato e la stessa Elena al solo pensiero minacciava di buttarsi dalle mura perchè non voleva per nulla tornare indietro da quel gaglioffo di Menelao, preferendo i giovani Troiani.

Enea cercò di spiegare come stessero le cose a Menelao e Agamennone i quali, incuranti delle volontà di Elena, ne chiesero la restituzione pacifica ma Paride si rifiutò.

Seccati da siffatti avvenimenti e di tutte le menzogne che, secondo loro i Troiani gli stavano propinando, Menelao e Agamennone tornarono dai propri alleati e decisero di farla finita, attaccando la città, considerando che loro erano in migliaia e i Troiani erano pochissimi, perciò la questione si sarebbe risolta in pochissimo tempo.

Infatti, la guerra ebbe inizio e contro ogni aspettativa durò 10 anni, ciò lascia intendere che forse gli schieramenti non erano così sbilanciati oppure semplicemente che gli Achei erano testardi.

E’ a questo punto ebbe iniziò… L’Iliade di Omerica memoria che andremo a raccontare nel prossimo articolo.

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