IL MITO DI MINOSSE

Tutto iniziò in quel di Tiro, città dedita al tiro a segno, tiro alla fune e al tiro con l’arco,  ma anche a tutti i tipi di tiro, compreso quello di tirare a campare e con abitanti comunque abituati a “tirare”… in senso più ampio, come constateremo dai fatti narrati.

La leggenda narra che in quel tempo era Re Agenor, figlio di Poseidone e della mortale Libia.

Poseidone, ai tempi, si sposò Libia e da questa unione nacque Europa (da qui la nostra innata soggezione verso Gheddafi e quella terra).

Da questa unione nacquero tre figli. Uno di questi era Minosse.

Si racconta che Minosse fu adottato dal Re Asterione e quando costui morì, Minosse cercò di ingraziarsi Poseidone costruendogli un altare in riva al mare, per poter sostenere il suo diritto alla successione al trono.

Minosse pregò Poseidone di inviargli qualcosa, un segno, oppure qualcuno per usarlo come sacrificio e questi gli inviò un toro.

Egli fu alquanto sorpreso, forse perché si aspettava ben altro e più prezioso segno, ma ricevere questo toro dal Proprio Dio era comunque la prova che l’Olimpo approvava il suo regno.

In effetti, Poseidone mandò un toro, un toro di un bianco stupefacente, destinato ad essere sacrificato, ma Minosse affascinato dalla sua bellezza non lo sacrificò; la sua forza era tale che il Re di Creta, pieno di ammirazione, decise di utilizzarlo come toro da monta.

Anche un bimbo sa che non si deve disobbedire o far arrabbiare chi ti ha dato un regalo, usandolo poi per un altro scopo, ma Minosse era peggio che un bambinone.
Quando Poseidone lo venne a sapere, al fine di punire Minosse, fece in modo che Pasifae, moglie di Minosse, s’innamorasse del toro e si unisse a lui.

Avete capito bene, si è unita con un toro! Ve l’avevo detto che a Tiro gli abitanti …tiravano…

Fu da questa unione che nacque il Minotauro, un mostro con il corpo di uomo e la testa di toro e, tutto sommato, visto il caso gli andò ancora bene.

Tornando a Minosse, dobbiamo sottolineare che comunque era un tipo che si dava da fare perché ebbe ben otto figli.

Il regno di Minosse fu caratterizzato dalla rabbia, per le vicissitudini personali, che scaricò sui popoli vicini, assoggettandoli.

Fra le tante battaglie, ricordiamo quella contro Niso, Re di Megera, che secondo la leggenda aveva un capello d’oro a cui era legata la sorte della sua vita e della sua potenza.

Per batterlo Minosse le tentò tutte, finanche di trasformarsi in parrucchiere per poter tagliare questo prezioso talismano, ma senza riuscirci.

Anche in questo caso la mitica aitanza del nostro eroe gli venne incontro perché Scilla, la figlia del Re Niso, si innamorò al primo istante di Minosse e non indugiò ad introdursi, nottetempo, nella camera del padre per tagliargli il capello d’oro.

Andò, in seguito, da Minosse offrendogli le chiavi di Megara e chiedendogli di sposarla.

Minosse, che era un birbante, conquistò Megara ma si rifiutò di portare con sé, a Creta, la parricida che, presa dallo sconforto, si gettò in mare ed annegò.

Secondo molte fonti attendibili, Minosse fu ucciso in una vasca da bagno in Sicilia da dei sicari mafiosi mentre era ospite nella rocca del Re sicano Cocalo, noto capo mafia del tempo.

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