L’ETA’ DELLA RESISTENZA

Come ogni evoluzione che si rispetti ogni periodo ha una sua fine pressoché naturale che prepara e definisce il periodo successivo che, di norma, segna una discontinuità con il periodo precedente, a volte persino l’opposto, nella ricerca di un equilibrio necessario per una crescita costante del genere umano.

Pertanto iniziamo il periodo successivo con grande curiosità e lo chiameremo “l’età della resistenza”.

Il movimento “fermista” aveva oramai preso piede e con esso gli aspiranti suicidi che preferivano, o erano costretti perchè prescelti dalle loro comunità, a fermarsi si moltiplicarono ma allo stesso tempo, a poco a poco, si emanciparono avendo acquisito la consapevolezza del loro destino.

Perciò con il passare dei secoli gli eletti suicidi divennero sempre più audaci e poco propensi a farsi eliminare facilmente da qualsivoglia altra specie e si ingegnarono ad affilare meglio le pietre e ad usarle in svariati modi. 

Iniziarono a difendersi! Pratica rivoluzionaria.

Queste tecniche usate al fine di resistere il più a lungo possibile,  anche per consentire alla propria comunità di svignarsela più lontano, finirono per risultare vincenti, ma tale esito fuorviante creò lo sconcerto in tutte le comunità dove il prescelto suicida riuscì, invece, a tornare, resistere, (blasfemo dirlo) difendersi. 

In un primo momento credettero ai fantasmi, poi, più realisticamente preferirono eliminarlo direttamente loro alla sua comparsa, un po’ per vedere se osava tornare ancora (la classica prova del nove) e un po’ per mettersi in pace psicologicamente con la testa; Questi espedienti ebbero poca durata e presto si fece largo una grave crisi di identità sociale basata sulla paura di essere immortali, la famosa sindrome di Highlander, soprattutto da parte di coloro che riuscivano a resistere sopravvivendo.

D’altro canto emersero comportamenti sociali nuovi come, ad esempio, quelli che scommettevano sul ritorno del suicida (… e spesso i perdenti si suicidavano) ma soprattutto fra i mancati suicidi si diffuse un variegato senso di superiorità e alcuni di questi superstiti, evidentemente usciti di senno per l’impatto emotivo che il mancato suicidio gli aveva provocato, rivolsero il lancio delle loro pietre verso coloro che li avevano scelti, provocando una ulteriore selezione naturale, da una parte i suicidi che sopravvivevano e dall’altra i sopravvissuti dall’attacco dei suicidi.

Il genere umano, ormai, marciava deciso verso il progresso della specie!!! 

In ogni periodo dell’evoluzione che si rispetti, a caratterizzarlo e rappresentarlo doveva esserci una innovazione di particolare rilevanza, una invenzione o intuizione che segnerà in futuro il percorso umano.

L’invenzione puntualmente arrivò e fu la nascita di un mezzo importante del trasporto; La Barca e nel prossimo articolo sveleremo come gli ominidi sono arrivati a tanto …

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