I PRIMI SEGNALI DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE

A questo punto, siamo intorno al 1100 a.C., la storia inizia a portarci verso il mito greco che a detta di tutti può considerarsi l’inizio della cosiddetta civiltà occidentale.

In questo periodo la civiltà micenea era in decadenza, forse mancavano soldi, peraltro di quelli ne sono sempre mancati. oppure, altre spiegazioni portano a dire che il popolo miceneo fu contagiato da una malattia abbastanza comune come quella della poltronite e non avevano voglia di fare manutenzione dei loro possenti ma fragili palazzi e così a poco a poco i palazzi si sfracellarono e con essi la civiltà micenea, occorre anche dire che era un popolo sfortunato perchè da quelle parti la terra aveva il vizio di tremare spesso e volentieri e in queste condizioni le fragili costruzioni dei Micenei non potevano che arrendersi.

Ha inizio quell’età chiamata medioevo greco dove i Dori imperversavano nel mare egeo e gli abitanti stressati si davano alla pittura della ceramica.

Atene cominciava a prendere il sopravvento culturale perché non avevano buoni rapporti con i micenei e quindi non furono infettati di poltronite, questo permise loro di primeggiare e maturare interessi vari che in seguito daranno frutti ancora oggi ritenuti alla base della nostra civiltà.

Perciò per farla breve, la nostra civiltà nasce dal fatto di aver evitato la poltronite cronica, un bel criterio per chiudere un periodo della storia e iniziarne un altro pieno di affascinanti spunti; corre l’anno 1100 a.C. e il fatidico anno 1000 è ormai all’orizzonte, il mito greco si sta materializzando, anche se ancora privo dello slancio culturale che verrà in seguito e delle grandi pensate che gli antichi Greci chiamarono filosofie.

Del resto non potevano che essere i Greci a forgiare le basi della civiltà occidentale visto che gli altri popoli che si affacciavano nel mediterraneo non erano, in quel momento, degli esempi illuminanti a cui far affidamento.

Infatti l’Egitto versava in una sonnolente e decadente noia e monotonia mentre i vari popoli mediorientali erano piegati su se stessi nell’intento di prevalere l’uno sull’altro e in perenne guerra fratricida, non che questa caratteristica fosse sconosciuta ai popoli dell’antica grecia e neppure alla nascitura cultura occidentale, però non erano in grado di condizionare i modi e i costumi altrui.

Anche il popolo Ebreo che iniziava ad avere presenza ed influenza nella regione, aveva connotati non replicabili, del resto anche loro stessi si reputavano unici e irripetibili, perciò non rimanevano altri che i popoli Greci a rappresentare novità culturali originali ed esportabili con i quali, in seguito poter vivere e forgiare le menti della civiltà occidentale.

Chissà se questo sia stato un bene oppure un limite, ciò potrebbe essere materia di riflessione pensando a come saremmo stati a seguito di contaminazioni della cultura dei faraoni o degli assiri-babilonesi.

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