L’ASCESA AL TRONO DI ARNUWANDA I

Le stranezze della vita reale superano spesso l’incredulità della finzione, e la storia di Arnuwanda I, un monarca ittita, ne è un brillante esempio. Arnuwanda, il cui nome, anche se sembra femminile, se tradotto liberamente, potrebbe suonare come “Ehi, nuova onda!” in un moderno linguaggio da surfista. Egli fu, sorprendentemente, un vero piromane della politica del XIV secolo a.C.

Nato nel lontano 1420 a.C., Arnuwanda trascorse la sua vita in una specie di telenovela dell’Età del Bronzo. Le sue origini restano un mistero; forse era un pastore dal fascino irresistibile, un guerriero ittita in possesso del primo pettine mai inventato, o un semplice ambizioso sognatore con un debole per le principesse. Comunque sia, riuscì a sposare Asmunikal, la figlia della coppia regnante.

Asmunikal, la cui traduzione letterale del nome potrebbe suonare come “Asso-monociclo”, aveva già dei figli maschi. Immagina i poveri ragazzi, scommetto che non erano esattamente entusiasti di chiamare ‘papà’ questo estraneo con la barba folta e le ambizioni di potere. Incredibilmente, Asmunikal, la madre dei secoli, scelse di unire il suo destino a quello di Arnuwanda, il misterioso intruso. Ebbene sì, questa è una storia d’amore da manuale: lui, un uomo di origini ignote; lei, una principessa con una prole numerosa e un nome che fa pensare a un circo.

Ora, il genio dietro tutta questa storia è Tudhaliya I/II, il padre adottivo di Arnuwanda. Un sovrano che aveva evidentemente bisogno di un hobby meno pericoloso del ‘lascia il trono al genero’. Un uomo così incline a complicare le cose, che la gente non è ancora sicura se fosse Tudhaliya I o Tudhaliya II. A quel tempo, evidentemente, i numeri romani erano opzionali.

Per ragioni che ancora oggi fanno storcere il naso agli storici, Tudhaliya decise che il trono doveva essere lasciato ad Arnuwanda. Non al figlio, non a uno dei suoi figli maschi, ma a ‘Ehi, nuova onda!’. L’ascesa di Arnuwanda fu probabilmente meno una scalata al potere e più un surf su un’onda di fortuna. È quasi possibile immaginare Tudhaliya che esclama: “Dai, Arnuwanda! Agarra la corona!” mentre tira fuori un mai tai e si mette a fare il tifo.

Ma le stranezze non finiscono qui. Tudhaliya non solo lasciò il trono a Arnuwanda, ma lo adottò prima e lo elevò a co-reggente poi. Questo potrebbe sembrare un piano sensato per agevolare la successione. Ma mettiamola così, se il tuo piano per mantenere la stabilità prevede di dare la corona a un tipo che è riuscito a sposare tua figlia malgrado i figli già presenti… beh, potresti aver bisogno di una nuova strategia. O forse era solo un eccentrico fan dell’adrenalina che voleva vivere in un continuo colpo di scena.

Rimane il fatto che questo strano intreccio di potere, successione e dinamiche familiari portò Arnuwanda I sul trono, scatenando una serie di eventi che sarebbero diventati la linfa vitale per gli storici per millenni. E mentre cerchiamo di scartare le nebbie del tempo per rivelare i dettagli, possiamo solo immaginare la vita quotidiana della corte ittita, tra le grida dei figli di Asmunikal e i solenni consigli di Tudhaliya: “Ricorda, Arnuwanda, la vita è come l’oceano. Devi cavalcare le onde!”.

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