
Questa è una storia che riguarda la tarda età del bronzo e si svolge nell’affascinante scenario dell’Europa centrale.
Come le migliori storie, anche questa ha un prequel e un sequel. La cultura dei campi di urne fu preceduta dalla cultura dei tumuli, che potrebbe essere considerata come il capitolo “adolescenziale” dell’età del bronzo. Poi arrivò la cultura di Hallstatt, l’età del ferro, che era un po’ come entrare nell’età adulta.
Ernst Wagner, il celebre studioso di preistoria, noto per la sua passione per gli indizi e il mistero, giocò un ruolo fondamentale nel definire questa cultura. Wagner era un po’ come un detective della preistoria, un Sherlock Holmes che studiava le antiche società invece dei crimini.
La caratteristica principale, da cui la cultura prese il nome, era l’introduzione del rito funerario della cremazione. Prima c’erano le inumazioni, una pratica un po’ “terra-terra”, se mi passate il gioco di parole. Poi arrivarono le urne, che erano come delle piccole case per le ceneri dei defunti, una sorta di mini-condomini post mortem.
Questo cambiamento radicale nel modo di gestire la morte potrebbe sembrare un po’ strano, ma era probabilmente il risultato dell’introduzione e della diffusione di nuove credenze religiose. È un po’ come quando cambia la moda e tutti iniziano a indossare nuovi stili di vestiti. Solo che in questo caso, la “moda” riguardava la modalità di come dire addio a coloro che se ne erano andati.
La storia della cultura dei campi di urne è un periodo di transizione, un periodo di cambiamento, e un periodo che ci mostra quanto l’umanità possa essere adattabile. E mentre ci guardiamo indietro a queste antiche culture, possiamo anche guardare avanti, chiedendoci: cosa porterà il futuro? Quali nuove “mode” vedremo nei secoli a venire? Solo il tempo potrà dirlo.