L’IMPETUOSO RE ASSIRO Ashur-nirari II

Nel cuore dell’antico Oriente, nel 1414 a.C., ascese al trono dell’Assiria il 38° re, Ashur-nirari II. Non fatevi ingannare dal nome complicato e pomposo, Ashur-nirari II non era un tiranno austero. Il nome Ashur-nirari, infatti, sembra fatto apposta per i giochi di parole. Con un poco di immaginazione, potrebbe sembrare “Ashur-il-narratore”, come se fosse un re che amava raccontare storie, o “Ashur-il-guerriero”, come se fosse un temibile combattente. Ma Ashur-nirari II era molto di più.

Figlio del precedente re Enlil-Nasir II, Ashur-nirari II non voleva essere solo il figlio di suo padre. Si potrebbe dire che Ashur-nirari II avesse il “sindrome del secondo figlio”. Non voleva essere ricordato solo come il “figlio di”, ma voleva lasciare il suo segno, volle fare di più. E così fece.

Se Enlil-Nasir II era un re prudente e calcolatore, Ashur-nirari II era tutto il contrario. Era un re impetuoso, pieno di energia e ambizione. Molti storici lo hanno paragonato a un toro in un negozio di porcellane, sempre pronto a caricare e a sfondare ogni barriera.

Ma la sua impetuosità non era solo un difetto, era anche una delle sue maggiori qualità. Ashur-nirari II era un re che non aveva paura di prendere decisioni difficili, di sfidare gli avversari più potenti, di cambiare le regole del gioco.

Durante il suo regno, l’Assiria visse un periodo di cambiamenti radicali. Ashur-nirari II intraprese una serie di riforme politiche e sociali, cercò di ridurre il potere dell’aristocrazia, di rafforzare l’esercito, di promuovere l’arte e la cultura. Il suo obiettivo era trasformare l’Assiria in una grande potenza, un regno degno di essere guidato da un re come lui.

Ma non tutto andò secondo i piani. Le sue riforme incontrarono molta resistenza, i suoi nemici cercarono di ostacolarlo in ogni modo, le tensioni politiche si acuirono. Ma Ashur-nirari II non si arrese mai. Combatté per i suoi ideali, per il suo regno, per il suo popolo.

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