CIPSELO DI CORINTO

Per capire chi fu questo personaggio, occorre andare indietro nel tempo e raccontarne le origini.

C’era una volta un membro della famiglia regnante di nome Anfione che aveva una figlia zoppa di nome Labda.

Per quel tempo era un bel problema, perché era difficile da far sposare una figlia con tale difetto, infatti il padre cercò di piazzarla a tutti gli uomini del parentado senza che alcuno l’accettasse come moglie.

Rifiutata e beffeggiata si ritirò in un eremo pensando che non si sarebbe mai sposata, invece, conobbe un certo Eezione, che dal nome sospettiamo che fosse balbuziente.

Egli era figlio di Echecrate, a sua volta discendente da Lapita… non che questi nomi ci raccontino qualcosa ma solo che, pur non facendo parte della famiglia regnante, ne erano politicamente molto vicini.

I due iniziarono a frequentarsi e infine si sposarono, ma lui era dubbioso e chiese all’oracolo di Delfi, massima espressione della cartomanzia del tempo, se avesse potuto avere figli.

L’oracolo, non solo gli predisse che avrebbe avuto un figlio ma, addirittura, gli disse che quel figlio avrebbe abbattuto la famiglia regnante.

La famiglia regnante lo venne a sapere e pensarono, a scanso di sorprese, di eliminare subito alla nascita il temibile avversario e quando la donna partorì, per sicurezza mandarono ben dieci sicari, meglio abbondare che deficere.

Il piano, però, andò in fumo, perché una volta prelevato e in mano ai sicari, il bimbo iniziò a sorridere, un sorriso contagioso che impietosì tutti e dieci i sicari e quindi lo riportarono alla madre.

La famiglia regnante sarà stata anche molto potente ma aveva dei sicari alquanto ridicoli e assurdi.

Una volta usciti, i sicari iniziarono a litigare fra loro riguardo a chi toccava la colpa del fallimento dell’operazione e non venendone a galla decisero di ritentare, ma la madre, nel frattempo, nascose il bimbo in una cassa di legno.

Non trovandolo, i sicari decisero di mentire ai loro mandanti e si accordarono nel sostenere che l’operazione era perfettamente riuscita e il bimbo eliminato.

Oltre che ridicoli e incapaci erano anche dei bugiardi patentati, ma ancora di più, i regnanti, che si affidavano a questi improbabili “bravi” di manzoniana memori, erano abbastanza stupidi e, in fondo, meritavano di essere deposti.

I genitori del bimbo lo chiamarono Cipselo, che in corinziano significa cassa, in onore della modalità con cui si è salvato.

Divenuto adulto, il “cassa” fece polpettine degli stupidi regnanti e con un colpo di mano divenne tiranno indiscusso di Corinto, instaurando un regime sanguinario, come se avesse paura di fare la fine dei precedenti regnanti, oppure perché era rimasto sconvolto dalla sua vicenda, oppure, come pensiamo, interdetto dal ricordo dei dieci brutti musi che lo volevano uccidere, ma una cosa è certa, quel sorriso che lo salvò era sparito e sostituito da un sogghigno macabro.

Per la cronaca vi segnaliamo che fra quei pochi sopravvissuti dalla furia di Cipselo, ci fu un certo Demarato che si rifugiò in Etruria a Tarquinia dove ebbe un figlio, Lucomone, il futuro Tarquinio Prisco e quinto re di Roma… come si suol dire, il mondo è piccolo!… corre l’anno 657 a.C.

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